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La Ue propone nuove misure contro i ricatti dei paesi terzi. Russia e Cina nel mirino

La Commissione ha proposto ai 27 di adottare nuovi «strumenti coercitivi» contro le intimidazioni economiche in arrivo dall’esterno

dal nostro corrispondente Beda Romano

Valdis Dombrovskis (Epa)

2' di lettura

In un contesto internazionale particolarmente incerto e aggressivo, la Commissione europea ha proposto ai Ventisette di dotare l'Unione di nuovi strumenti coercitivi da utilizzare per affrontare i ricatti economici di paesi terzi. Lo sguardo corre all'uso spregiudicato che la Russia e la Cina fanno della loro potenza economica per ottenere dai singoli paesi membri particolari benefici politici. Il nuovo strumento, spiega Bruxelles, deve essere ritenuto una ultima ratio.

«In un momento di crescenti tensioni geopolitiche, l’Unione europea e i suoi Stati membri sono sempre più l'obiettivo di intimidazione economica – ha spiegato mercoledì 8 dicembre in una conferenza stampa qui a Bruxelles il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis –. Con questa proposta vogliamo essere chiari che l’Unione europea sarà ferma nel difendere i propri interessi. Il principale obiettivo del nuovo strumento anti-coercizione è di agire quale deterrente».

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Le misure di «rappresaglia» solo in caso di flop dei negoziati

Secondo la proposta comunitaria, vi è coercizione economica quando «un paese terzo cerca di fare pressione sull’Unione o su uno Stato membro affinché compia una determinata scelta applicando o minacciando di applicare misure che incidono sul commercio o sugli investimenti». In una prima fase, la Commissione europea sarà chiamata ad aprire una trattativa. Le misure di rappresaglia verrebbero utilizzate soltanto nel caso di insuccesso del negoziato.Nel recente passato non sono mancati esempi di intimidazione economica.

Attualmente la Cina sta bloccando le importazioni lituane dopo che Vilnius, contro il volere di Pechino, ha stretto nuovi rapporti con l'isola di Taiwan. Sempre la Cina ha fatto recentemente pressione economica sulla Spagna perché modificasse il suo codice di procedura penale. In questi giorni, vi è il timore a Berlino che la Russia possa bloccare l'export di gas verso l'Europa occidentale per via della crisi in Ucraina.

Tra le misure proposte dalla Commissione vi sono varie restrizioni all’accesso al mercato dell’Unione europea, attraverso gli appalti pubblici, la raccolta di capitale, l’autorizzazione dei prodotti secondo le norme chimiche e sanitarie, così come il blocco all’accesso ai programmi di ricerca finanziati dall’Unione.

Il desiderio è di avere a propria disposizione una panoplia di misure da utilizzare gradualmente e anche temporaneamente, se necessario.Il regolamento si basa sull'articolo 207 dei Trattati ed è quindi materia commerciale. Le singole decisioni sanzionatorie verrebbero prese attraverso atti di esecuzione della Commissione (per bloccarli è necessaria una maggioranza qualificata dei paesi membri).

Le consultazioni con il mondo imprenditoriale

L'esecutivo comunitario prevede di sentire comunque passo dopo passo le parti interessate, vale a dire il mondo imprenditoriale, durante la messa a punto della reazione comunitaria alle intimidazioni provenienti da un paese terzo.La nuova proposta di regolamento dovrà ora essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento.

L'iniziativa della Commissione - che preoccupa alcuni paesi membri e paesi terzi perché la ritengono possibilmente in violazione delle regole dell'Organizzazione mondiale del Commercio - è per certi versi una risposta europea all'uso che gli Stati Uniti fanno della forza del dollaro per fare piegare i loro avversari. Dalla sua Bruxelles ha un mercato unico, indispensabile polmone dell'economia mondiale.


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