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La Ue striglia Zuckerberg: «Più controlli o interveniamo noi»

La Commissione rifiuta la “proposta” di regolamentazione suggerita dal numero uno di Facebook. Il Commissario Breton: delusi dalle piattaforme online

di Beda Romano

Facebook, Ocasio-Cortez fa a pezzi Zuckerberg

La Commissione rifiuta la “proposta” di regolamentazione suggerita dal numero uno di Facebook. Il Commissario Breton: delusi dalle piattaforme online


2' di lettura

Nel tentativo di trovare un modus vivendi con l’Unione europea, Mark Zuckerberg ha incontrato il 17 febbraio a Bruxelles alcuni esponenti dell’establishment comunitario. A seguito di un incontro con il fondatore di Facebook, il commissario all’industria Thierry Breton ha annunciato che, nel caso in cui il mercato non adotti proprie disposizioni, Bruxelles è pronta a presentare proposte legislative entro la fine del 2020 per meglio regolamentare le grandi piattaforme Internet.

Il confronto è giunto in un momento in cui crescono le preoccupazioni in Europa per l’influenza negativa, se non nefasta, che Facebook può avere sulla vita democratica di un Paese, sul rispetto della privacy, e più in generale sulla convivenza civile. Zuckerberg ha incontrato, oltre al commissario Breton, anche due vicepresidenti, Margrethe Vestager, responsabile del digitale e della concorrenza, così come Vera Jourová, responsabile dello stato di diritto.

Breton: delusi dalle piattaforme Internet
Parlando a un gruppo di giornali europei, tra cui Il Sole 24 Ore, Mark Zuckerberg ha definito la sua conversazione con Thierry Breton «molto ampia», incentrata su vari argomenti tra cui «la comunicazione e la privacy». Più loquace è stato il commissario all’Industria: «Abbiamo discusso di vari argomenti importanti per noi (…) dal controllo dei contenuti illegali all’incitamento all’odio fino alle fake news. È stata una discussione molto franca».

«Finora siamo stati delusi da come le piattaforme Internet si stanno autoregolando (…). Vogliamo che il mercato funzioni correttamente – ha detto l’uomo politico francese –. Nel caso, siamo pronti ad agire rapidamente, anche se i tempi sono stretti, entro la fine dell’anno». Proprio ieri Facebook ha presentato un Libro Bianco con il quale anticipare eventuali giri di vita da parte dell’Unione europea, che in questo campo sta avendo un ruolo di battistrada.

Facebook: così si limita la libertà di espressione
Di fronte alla possibilità che le regole europee possano ritenere le piattaforme Internet passibili di pena per esempio in caso di incitamento alla violenza, Facebook ha spiegato: «Queste regole limiterebbero l’innovazione e la libertà di espressione delle persone», si legge nel Libro Bianco della società americana, convinta che sarebbero necessari nuovi quadri giuridici, una via di mezzo tra le regole sulla libertà di stampa e quelle che regolano le società di telecomunicazioni.

Dal canto suo, la vicepresidente Jourová ha spiegato di aspettarsi che Facebook rispetti le norme contenute nel regolamento del 2016 che disciplina la gestione dei dati personali. Più in generale, secondo una nota distribuita ai giornalisti, Mark Zuckerberg ha avvertito che «i tempi dei gentlemen’s agreements sono terminati».

Dopo anni di incertezza la Commissione europea ha deciso di regolamentare Internet. La sfida sarà di trovare un giusto equilibrio tra controllo e libertà.

Il 19 febbraio Bruxelles presenterà due comunicazioni, la prima dedicata alla gestione dei dati, la seconda all’intelligenza artificiale - che «potrebbe esserci utile per regolamentare le piattaforme Internet», ha detto Thierry Breton.

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