DOPO I PARADISE PAPERS

La Ue: «Tracciatura automatica dei beni contro le frodi Iva»

di Beda Romano

(EPA)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Commissione europea ha deciso di cogliere il recente scandalo fiscale internazionale dei Paradise Papers per presentare nuove misure che dovrebbero rafforzare la cooperazione tra i paesi dell'Unione nella lotta contro la frode dell'Imposta sul valore aggiunto. La nuova iniziativa completa per certi versi la riforma proposta alcune setttimane fa e che prevede il pagamento dell'Iva nel paese di origine del bene, chiamato poi a trasferire la tassa nel paese di destinazione.

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«I Paradise Papers – spiega il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici - hanno dimostrato come alcuni approfittino dell'applicazione lassista delle regole in materia dell'Iva nella Ue per pagare impunemente meno Iva di altri (…) Per lottare contro questo fenomeno è necessario condividere le informazioni tra le autorità nazionali competenti in modo più efficace». Attualmente la cooperazione prevede “il trattamento manuale dei dati”. L'obiettivo è che diventi automatica e informatizzata.

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In questo senso e tra le altre cose, le norme illustrate oggi dal commissario Moscovici qui a Bruxelles prevedono lo scambio di informazioni tra paesi membri per tutte le vicende transfrontaliere, nel quadro dell'attuale sistema Eurofisc. Gruppi di paesi potranno anche effettuare delle indagini in comune per chiarire eventuali operazioni sospette. Inoltre, Eurofisc riceverà nuove competenze in modo da poter coordinare indagini transfrontaliere.

Lo scambio di informazioni riguarderà anche l'arrivo nell'Unione di beni provenienti da paesi terzi. Le nome comunitarie prevedono che il bene possa arrivare in qualsiasi paese dell'Unione, mentre l'Iva verrà versata solo nel paese di destinazione. Lo schema è fonte di frodi. La Commissione vuole che i paesi membri si informino a vicenda dell'arrivo di beni importati, in modo da rendere trasparente il percorso della merce attraverso il territorio comunitario.

Infine, il pacchetto legislativo presentato oggi, e che dovrà essere approvato dal Consiglio (in campo fiscale il ruolo del Parlamento è solo consultativo), prevede un giro di vite nel commercio di auto. L'Iva è pagata in totalità solo sulla macchina nuova, mentre nel caso di compravendita di veicoli usati l'Iva si applica solo sul profitto. La differenza di trattamento induce alla frode. Per contrastare questa tendenza, Eurofisc potrà avere accesso ai registri automobilistici nazionali.

Come detto, la nuova iniziativa giunge dopo che in ottobre Bruxelles ha presentato una riforma della raccolta dell'Iva nell'Unione. Attualmente il sistema stabilisce che nel Paese di origine del bene la transazione venga esonerata dall'Iva. L'imposta viene poi versata nel Paese di destinazione. La proposta prevede la raccolta dell'Iva da parte del Paese di origine che poi la verserà al Paese di destinazione, sulla base della sua aliquota. Si calcola che oggi la frode sull'Iva valga ogni anno 50 miliardi di euro.

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