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La Val d’Aosta vara una legge anti-Dpcm: è scontro con il governo

Il Consiglio regionale ha approvato una legge che rivendica l'autonomia rispetto ai poteri statali nella gestione dell'emergenza sanitaria del coronavirus. Prorogata l’ordinanza di apertura del commercio di prossimità in deroga alle regole previste per le zone rosse

di M.Se.

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(Ansa)

Il Consiglio regionale ha approvato una legge che rivendica l'autonomia rispetto ai poteri statali nella gestione dell'emergenza sanitaria del coronavirus. Prorogata l’ordinanza di apertura del commercio di prossimità in deroga alle regole previste per le zone rosse


3' di lettura

Dopo la conferma della Valle d'Aosta in zona rossa (ma la regione sta per passare in zona arancione) e il no del Governo Conte all'apertura dello sci a Natale, è scontro aperto tra Roma e Aosta, dove il Consiglio regionale ha approvato una legge che rivendica l'autonomia rispetto ai poteri statali nella gestione dell'emergenza sanitaria del coronavirus. Norma che il Guardasigilli Alfonso Bonafede chiede di impugnare. Ma la regione alpina non recede e anzi annuncia che prorogherà fino a domenica 6 dicembre, in deroga alla zona rossa, l’ordinanza di apertura del commercio di prossimità. Lo ha annunciato, in Consiglio regionale, il presidente Erik Lavevaz, spiegando che «domenica dovrebbe esserci la riclassificazione della regione in zona arancione». Lavevaz non ha escluso poi la predisposizione di una «nuova ordinanza che vada di nuovo a interpretare lo “scenario tre”, cioè la zona arancione, così come abbiamo fatto con lo “scenario quattro”».

Scambio di lettere al veleno tra Roma e Aosta

È l'ultimo atto di un braccio di ferro che ha registrato anche un infuocato scambio di lettere: il ministro degli affari regionali Francesco Boccia ha invitato il presidente della Regione Erik Lavevaz a revocare l'ordinanza con cui è stato riaperto il commercio al dettaglio, in deroga alla zona rossa. La risposta è stata negativa; anzi Lavevaz ha rilanciato con l'intenzione di impugnare l'ultima ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza. Il ministro Boccia accusa: «Le affermazioni del presidente Lavevaz della Regione Valle d'Aosta minano la leale collaborazione che ha caratterizzato in questi mesi il duro e faticoso lavoro e anche la sicurezza sanitaria».

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Lo scontro politico

A colorare il conflitto istituzionale anche di una tinta politica è stato l'esito del voto in Consiglio regionale. Sulla legge, approvata con 28 voti a favore e sette astensioni, si è spaccata la maggioranza regionale di centrosinistra, uscita dalle elezioni dello scorso settembre: gli autonomisti (Alliance valdotaine, Stella Alpina, Union valdotaine e Vallée d'Aoste Unie) hanno votato a favore con la Lega, mentre i progressisti, con Pd, si sono astenuti.

Negozi e sport: cosa prevede la legge regionale

La norma approvata disciplina le “libertà di movimento dei cittadini, le attività economiche e le relazioni sociali, compatibilmente con le misure di contrasto alla diffusione del virus”. Prevede che la Regione intervenga tra l'altro sulle “aperture degli esercizi commerciali” e sulla “pratica dell'attività sportiva”, analogamente a quanto fatto dalla Provincia di Bolzano nella scorsa primavera. Rende possibile lo svolgimento di eventi e manifestazioni se “previsti da un'ordinanza del Presidente della Regione” e anche eventi ecclesiastici o religiosi. Viene poi istituita un'Unità di supporto e coordinamento per l'emergenza Covid-19. “Questa legge è importante non solo per le competenze della Regione, ma perché ha un respiro e un peso proprio dal punto di vista politico rispetto al Governo di Roma”, spiega il presidente Lavevaz. “Non so se per una mancanza di conoscenza della montagna o più semplicemente per delle sensibilità diverse da parte dei componenti del Governo, - prosegue - ma devo dire che una cosa che ho visto chiaramente è la difficoltà a far capire al Governo le esigenze legittime della montagna: l'impressione è che si veda la montagna come un parco giochi per le grandi città, cosa che sappiamo bene non essere così”.

Il ministro Boccia respinge le accuse

Il ministro Boccia non ci sta e respinge le accuse di avere dimenticato la regione alpina: “Nei mesi scorsi sono arrivati ad Aosta oltre 80 operatori sanitari. In queste settimane abbiamo stabilito di mettere nella disponibilità delle Regioni risorse aggiuntive per ristori alle attività penalizzate, con un fondo che probabilmente il Presidente della Vda non conosce perché non ci risultano suoi interventi pubblici in sede istituzionale”.

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