Il Think tank bilaterale

La variabile delle regole nell’accesso ai mercati finanziari in Cina

di Rita Fatiguso

(Reuters)

2' di lettura

Scambi crossborder più fluidi, tempi ridotti tra quelli decisionali e quelli, effettivi, di realizzazione degli investimenti. Una struttura bilaterale che possa certificare le aziende, specie le Pmi, pronte a mettersi in gioco, accelerando così le giuste e necessarie verifiche preliminari. Valorizzazione dei prodotti finanziari sostenibili già sul mercato, molto appetibili in una Cina che, nel riscrivere il suo Codice civile, all’articolo 9 ha letteralmente scolpito nel marmo il cosiddetto “principio verde”.

Sono queste alcune delle istanze sollevate dai big italiani in Cina o con interessi in Cina - tra cui Intesa, Unicredit, Cassa depositi e prestiti, Fincantieri, Snam, Crif, più quelle rappresentate dal presidente della Camera di commercio italiana in Cina, in occasione della prima riunione del board online del Think Tank sul dialogo economico finanziario Italia-Cina. Il Memorandum of understanding è stato siglato nel novembre del 2019 a Shanghai tra Shanghai Administration Institute (SAI) e università di Tor Vergata.

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Chairman del Think Tank è Giovanni Tria, ex ministro del Tesoro, chiamato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a supportarlo nel piano vaccini, un accademico che ha costruito negli anni con il suo team di colleghi un percorso di interazione concreto con le istituzioni cinesi. Chairman per la controparte è Xu Jiangang, presidente esecutivo di SAI. I rappresentanti delle principali aziende siedono nel consiglio direttivo insieme agli accademici e ai policy makers, un mix insolito che conferisce all’iniziativa un taglio molto concreto.

«Aprire i mercati finanziari in piena reciprocità. Due realtà complesse - ha sottolineato Tria - come quella italiana e quella cinese che hanno bisogno di formazione e conoscenza reciproche per arrivare alla meta. La Cina sta procedendo nelle riforme, è necessario capire come sostenere le aziende nell’accesso ai rispettivi mercati».

Zheng Jun, vice presidente di SAI ha ricostruito gli ultimi passaggi ma, in Cina, il peso delle regole resta cruciale. Il mercato del wealth management, ad esempio, con i suoi 81 trilioni di euro di valore, il cui 20% è in mano a privati, è stato per Intesa un percorso lungo, ma è arrivata prima assoluta nella costituzione di un soggetto a controllo diretto, a Qindao. Per la controparte cinese Liang Jian ha illustrato le opportunità offerte dall’area principe per la finanza cinese, cioè la free trade zone di Lingang. Anche in questo caso, centrale è l’elemento sostenibilità, dominerà il percorso dei gruppi di studio verso ilForum di ottobre nell’ambito G20: come valutare le imprese verdi, gli standard di investimento e come applicarli sulla strada della sostenibilità.

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