ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’impennata dei casi

La variante Delta spaventa la Gran Bretagna, ecco cosa sappiamo finora

In Italia quella sinora conosciuta come “indiana” rimane contenuta sotto l’1% dei casi. L’arma della vaccinazione

di Nicola Barone

Coronavirus, l'Oms cambia nome alle varianti: arriva l'alfabeto greco

3' di lettura

Una quota superiore al 90 per cento dei nuovi casi di coronavirus riscontrati in Gran Bretagna è ascrivibile alla variante indiana, di recente ribattezzata come Delta. Secondo i dati comunicati dalle autorità sanitarie le infezioni giornaliere sono in aumento dal 3 al 6% in tutto il Paese con un tasso di crescita che non si vedeva dalla fine dello scorso anno. Le ricerche riconoscono alla variante Delta un rischio di trasmissione superiore del 60 per cento rispetto alla variante Alpha segnalata per la prima volta del Kent (la cosiddetta “inglese”).

Allo studio rinvio della revoca delle restrizioni

Per porre un argine alla situazione viene valutato da Downing Street un rinvio della revoca delle restanti misure restrittive inizialmente prevista in Inghilterra non prima del 21 giugno. Ancora manca una decisione definitiva che potrebbe arrivare lunedì, sono varie le opzioni sul tavolo, compresa quella del rinvio di quattro settimane che è al momento la più accreditata nel mezzo dei crescenti timori proprio per la risalita dei contagi dovuti alla variante Delta. L'ultima fase del percorso di uscita dai lockdown consiste nella fine di ogni limitazione per i contatti sociali con la riapertura dei locali notturni e la revoca delle limitazioni per spettacoli, matrimoni e altri eventi pubblici. Ma la proroga delle misure restrittive consentirebbe al programma di vaccinazioni di avere maggiore effetto, l’unica reale contromisura contro la nuova fiammata del coronavirus.

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Vaccinazione «migliore difesa»

Sono suonate come un serio campanello d’allarme le parole della British medical association (Bma) che invita a non mollare troppo presto gli ormeggi per una «migliore comprensione delle implicazioni» della recrudescenza in atto. Stando i dati di Public Health England (Phe) 42 persone sono morte in Inghilterra con la variante Delta del Covid prima del 7 giugno: 23 non erano vaccinate, 7 avevano ricevuto la prima dose almeno 21 giorni prima, 12 la seconda da oltre due settimane. «Anche se la vaccinazione riduce il rischio di malattie gravi non la elimina del tutto», ha affermato Jenny Harries, capo dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, osservando che due dosi forniscono una protezione significativamente maggiore rispetto a una singola. La vaccinazione rimane dunque la «migliore difesa» anche con la variante Delta.

In Italia circolazione limitata sotto l’1%

In Italia la variante Delta di SARS-CoV-2 è ancora contenuta sotto l’1%. I dati dell’Istituto superiore di sanità arrivano dal rapporto quindicinale sulle varianti in base quanto le regioni segnalano e che si affianca alla flash survey. Come anticipato dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro le evidenze confermano una larghissima diffusione della variante Alpha, la vecchia variante inglese, e che c’è una circolazione della variante brasiliana (oggi Gamma) al 6,26%, vicino a 7,8% nella flash survey. La variante nigeriana è invece segnalata intorno all’1%.

Fauci: non vogliamo diventi dominante negli Usa

«Non vogliamo che la variante Delta del Covid diventi predominante negli Usa e per questo bisogna continuare a vaccinare la popolazione». È l’appello formulato da Anthony Fauci che ha ribadito l’importanza di prevenire quanto sta accadendo in Gran Bretagna dove la mutazione rappresenta oggi la maggioranza dei casi. Al momento, negli Stati Uniti, i contagi attribuiti a questa mutazione sono circa il 6%. Ma il timore è che crescano anche per la maggiore contagiosità di questa tipologia del SARS-CoV-2. Uno dei problemi per l’immunologo americano è che colpisce «in grande maggioranza i giovanissimi tra 12 e i 20 anni». Ossia proprio la parte della popolazione che viene meno vaccinata. Il consigliere della Casa Bianca per la lotta al Covid ribadisce allo stesso tempo che i vaccini disponibili, in particolare quelli con la tecnologia mRNA ma probabilmente anche il Johnson&Johnson, funzionano bene anche nei confronti della variante Delta. «E quindi per non dare l’opportunità alla mutazione di diffondersi, la strada continua ad essere l’aumento delle vaccinazioni».

Madrid anticipa il richiamo agli over 60

Le autorità sanitarie della regione di Madrid mostrano preoccupazione per l’aumento dei casi di covid provocati da nuove varianti del coronavirus, in particolare quella individuata inizialmente in India. Nell’ultima settimana sono stati riscontrati 18 casi della mutazione di cui già si osserva “trasmissione comunitaria”. Una delle misure annunciate dalla regione madrilena per far fronte alla situazione è stata quella di anticipare il richiamo di persone over 60 vaccinate con una prima dose di AstraZeneca: inizialmente la seconda dose era prevista 12 settimane dopo la prima, ora si è deciso di anticiparla di una settimana, spiegano i media iberici. Il motivo della diffusione della variante verrebbe principalmente ascritto, dall’amministrazione regionale, alla mancanza di controlli “efficaci” da parte del governo centrale dei passeggeri in arrivo all’aeroporto di Madrid.

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L’andamento della pandemia e delle azioni di contrasto è mostrato in due mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia di nuovi casi, morti, ricoverati e molte infografiche per una profondità di analisi.
La mappa dei vaccini in tempo reale mostra l’andamento della campagna di somministrazione regione per regione in Italia e anche nel resto del mondo.
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