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La vendemmia posticipata limita i danni del maltempo

Le prime stime di Assoenologi, Ismea e Uiv: gelate e grandinate hanno colpito gravemente solo zone circoscritte. Perdite elevate in Sardegna

di Giorgio dell'Orefice

Vino sostenibile, debuttano i certificati green

4' di lettura

Gelate primaverili e grandinate estive hanno in qualche caso lasciato il segno e fatto temere il peggio, ma i vigneti italiani, in vista della vendemmia 2021, dovrebbero aver limitato i danni. È questa la principale indicazione che emerge dal Report regionale di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini che ha rimandato alla prima decade di settembre per le prime stime quantitative.

Con tutte le precauzioni del caso, quindi, il settore può al momento tirare un sospiro di sollievo. D’altro canto dopo 18 mesi di incertezze e difficoltà e – soprattutto – pesanti ricadute economiche, legate alla pandemia e alla chiusura di una fetta rilevante dei canali commerciali, nella prima metà di quest’anno anche per il vino italiano si sta affermando una fase di decisa ripresa sia sul mercato interno (come certificato dagli ultimi dati di Wine Monitor sugli acquisti domestici che parlano di un +10% con ulteriore rafforzamento delle-commerce) che su quello estero.

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Contesto favorevole per il vino italiano

Sul fronte delle esportazioni poi un recente report della Commissione Ue ha sottolineato la grande ripresa dei vini europei sul mercato Usa e sul dato positivo messo a segno anche dalle vendite di vino in Uk, in controtendenza rispetto al calo su quel mercato del complesso delle esportazioni agroalimentari europee. Numeri che rafforzano l’auspicio di molte cantine italiane di riportarsi già nel corso del 2021 ai livelli di fatturato precedenti la pandemia. In questo frangente quindi il rischio per i produttori italiani era quindi di trovarsi di fronte a una ripresa della domanda con meno prodotto a disposizione. D’altro canto il trend di ripresa che si è affermato già dai primi mesi dell’anno ha portato a una limatura del livello di giacenze e ha spinto molti consorzi a sbloccare i quantitativi di vino che precauzionalmente lo scorso anno erano stati trattenuti in cantina.

«La situazione del vigneto Italia è al momento buona – si legge nel report di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini –. La fioritura è iniziata in ritardo al Centro-Nord e determinerà una raccolta posticipata di circa una settimana. Le gelate pasquali hanno determinato danni in parte rientrati e che influiranno sulla raccolta in particolare su alcune zone del Nord Italia, Toscana, Sardegna, Umbria e sul versante adriatico fino al foggiano. Sul piano qualitativo – si legge ancora nel report – la situazione del vigneto è generalmente buona, con livelli di anomalie legate alle piogge (scarse o alle grandinate) a oggi ancora circoscritte». Il rapporto, pur non fornendo dati quantitativi che in questa fase della stagione sarebbe troppo aleatorio visto che le ultime settimane sono quelle decisive, tuttavia fornisce alcune importanti indicazioni sul territorio che almeno tratteggiano un quadro tutto sommato positivo.

La situazione regione per regione

In Friuli Venezia Giulia le gelate primaverili hanno colpito le varietà precoci di Glera (Prosecco) e Chardonnay, ma con danni circoscritti. In Trentino Alto Adige piccoli danni da gelata su Chardonnay e Marzemino, ma peggio è andata con la grandinata del 22 luglio che ha colpito oltre 500 ettari tra la piana rotaliana e la Val di Cembra. Le basse temperature primaverili hanno provocato un ritardo vegetativo di circa 10 giorni.

Anche in Veneto – prima regione produttrice d’Italia – il freddo e le gelate primaverili hanno determinato un ritardo del ciclo vegetativo. Le perturbazioni di maggio e giugno hanno provocato danni da grandine ma su zone molto limitate. «Attualmente – si legge nel report– la maturazione delle uve precoci, anche a seguito delle temperature attuali, è prevista tra fine agosto e primi di settembre con un ritardo di 10-15 giorni circa rispetto alla vendemmia 2020».

In Lombardia forti grandinate hanno coinvolto centinaia di ettari nel Nord-Est dell’Oltrepo Pavese che per giunta era già stato interessato dalle gelate primaverili. La gelata di inizio aprile ha provocato danni in alcune aree anche della Franciacorta, anche se al momento i grappoli godono di buono stato vegetativo.

In Piemonte danni da gelate molto circoscritti, con qualche effetto delle grandinate di fine giugno nel Nord della Regione e poi nel Roero e nella provincia di Alba. In Emilia-Romagna le gelate hanno provocato danni ingenti nei fondovalle, controbilanciati però dalla successiva ripresa delle piante.

In Toscana l’ondata di freddo di aprile ha prodotto danni nei fondovalle e in particolare in Maremma, dove si stima un calo della produzione almeno del 10 per cento. Nel resto della regione invece le piogge di inizio 2021 hanno dotato i vigneti di abbondati riserve idriche che stanno risultando decisive durante l’ondata di caldo estivo.

Lungo la dorsale Adriatica, dalle Marche all’Abruzzo difficoltà si sono registrate per la prolungata assenza di piogge durante i mesi invernali. Forte ritardo nella maturazione anche in Campania e Puglia ma senza particolari criticità sotto il profilo fitopatologico. In Sicilia i vigneti si presentano in buone condizioni grazie a un inverno generoso sul piano pluviometrico. Il gran caldo a partire dalla seconda metà di giugno ha limitato l’insorgere di malattie della vite lasciando al momento immaginare un’ottica annata.

Infine la Sardegna che è stata forse la regione viticola più colpita dalle gelate di aprile che hanno provocato pesanti danni in particolare nell’area di Alghero e nella Gallura. Si prevede un calo produttivo in media del 40-50%.

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