DOPO LE STRAGI DI EL PASO e Dayton

La verità che ci libera tutti: Gary Younge racconta dieci brevi vite americane

Dopo le ultime (ennesime) stragi di El Paso e Dayton, riproponiamo dall'archivio di IL il racconto di Gary Younge di dieci brevi vite americane. Ovvero come ogni giorno negli Stati Uniti muoiano 6,75 bambini a causa delle armi da fuoco. Un libro che dimostra anche come sconfiggere la post-verità

di Francesco Guglieri


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1' di lettura

La scorsa estate l'NPR, la radio pubblica statunitense, per festeggiare il 4 luglio ha twittato riga per riga la Dichiarazione d'indipendenza. Bella idea, ci sta. Peccato che sia stata immediatamente attaccata da decine di account ringhianti che l'accusavano di diffondere propaganda anti-Trump. Il punto di tutto questo parlare di post-truth non è tanto che ci sia gente potente che racconta balle (spoiler: c'è sempre stata), ma che la sfera pubblica si sia così radicalizzata da rendere l'evidenza-dei-fatti del tutto superflua, inerme.

La madre del killer di El Paso chiamo' la polizia

Siamo diventati così partigiani della nostra tribù che l'evidenza (o per dirla un po' più alta, la verità) non ha più nessun potere di farci cambiare idea, anche quando sappiamo benissimo che le cose non sono andate così come ce le raccontiamo.

E quindi diventa accettabile scambiare (o considerare scientemente) la Dichiarazione d'indipendenza per propaganda di sinistra. «La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te», diceva minaccioso David Foster Wallace più di vent'anni fa. A quanto pare invece ci siamo liberati della verità prima che lei potesse liberarci, del resto la sua compagnia è notoriamente poco piacevole («La verità ti fa male, lo so»).

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