La polemica

La «Verità» di Vasco e quella vera: sui biglietti del nuovo tour c’è il codice fiscale di Live Nation

di Modesto Michelangelo Scrofeo

Un biglietto per il nuovo tour di Vasco Rossi e, nel riquardo, i dati di Live Nation Italia attinti dal Cerved: il codice fiscale sul biglietto è lo stesso dell’agenzia di promoting da cui il Kom si era dissociato

4' di lettura

Eh... già, ha proprio ragione Vasco Rossi: «La verità fa male». Abbiamo dedicato una puntata della nostra rubrica Vivissime Condoglianze al nuovo singolo del Blasco nazionale e apriti cielo: tra i commenti online sono apparsi quattro post firmati da Tania Sachs, portavoce del «provok-autore» che ci accusa di «non conoscere o non voler conoscere» i fatti, a proposito del persistere del rapporto tra l’artista e Live Nation. Invece la nostra sensazione è che i fatti li conosciamo abbastanza bene. Perché si dà il caso che sui biglietti del nuovo tour di Vasco il «codice fiscale organizzatore» coincida con quello di Live Nation Italia.

«La Verità» di Vasco Rossi: il Blasco racconta il suo nuovo singolo

Ma procediamo con ordine. E seguendo il testo dell’ultimo singolo del Kom. Cosa avremmo detto di così falso e tendenzioso nel nostro corsivo? Al centro delle contestazioni, questo passaggio:

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La verità «non ama la pubblicità». Quando, per esempio, sull’onda emotiva dello scandalo secondary ticketing Vasco annunciò il divorzio dall’agenzia di promoting Live Nation furono grida di giornali e stridore di titoli. Chi l’ha scritto, invece, che il Blasco nazionale con Live Nation ha continuato a lavorarci?

«La verità arriva quando vuole»
La signora Sachs accusa il vostro Modesto Michelangelo Scrofeo di «saltare alle conclusioni con una “verità” sua e di comodo». E non ce lo consente, perché ai tempi dello scandalo secondary ticketing la Sachs c’era e sa «quanta sofferenza e quanto lavoro è costato dover ribaltare un’organizzazione collaudata, peraltro, e proprio a ridosso del concerto di Modena». Ricorderete anche voi quella vicenda: nell’autunno del 2016 un servizio Tv de Le Iene accusa il Ceo di Live Nation Roberto De Luca di aver ceduto direttamente, a portali di rivendita secondaria, i biglietti di alcuni concerti da lui organizzati. Ricorderete che ne nacque un’inchiesta della Procura di Milano culminata, a metà novembre scorso, nella richiesta di condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per De Luca.

«Si imbosca tra le nuvole»
Ricorderete che, al tempo dei fatti, sul profilo Facebook del Blasco apparve questa nota: «Dopo aver appreso dal servizio televisivo de Le Iene di un possibile coinvolgimento di Live Nation nella rivendita “secondaria” di biglietti per i concerti in Italia, Giamaica Management (la società di management di Vasco, ndr) comunica di avere attualmente sospeso ogni rapporto commerciale con Live Nation e si riserva di agire per vie legali essendo totalmente estranea a quanto emerso dal servizio giornalistico». Via Live Nation, allora, e via anche TicketOne, società di ticketing che fino a quel momento aveva gestito la vendita dei biglietti dei concerti di Vasco. Per la distribuzione dei ticket il cantante di Zocca si affidò a Vivaticket, piattaforma del gruppo bolognese Best Union. Per il promoting, ai giornalisti fu spiegato che «Modena Park», megaconcerto fissato per il luglio del 2017, sarebbe stato organizzato da Big Bang, controllata sempre dal gruppo Best Union. Una startup. Chiamata ad allestire un evento da 220mila spettatori. Apperò.

«Rimescola le regole»
Ricorderete che, nel febbraio 2017, sempre Le Iene scoprirono che De Luca, Ceo di Live Nation, era a lavoro sul cantiere di «Modena Park». Ma come? Vasco non aveva lasciato Live Nation? Sul caso, nello stesso servizio di Mediaset, intervenne a fare chiarezza Vittorio Costa, avvocato del cantante: De Luca era sul sito soltanto al fine di consegnare alla subentrante agenzia di promoting (Big Bang, appunto) i lavori fino a quel momento svolti da Live Nation. Tutto chiaro, no? A questa trasmissione fa riferimento anche Tania Sachs in uno dei suoi commenti alla nostra rubrica, quando scrive che «anche Le Iene, tornate a verificare, hanno dovuto riconoscere la trasparenza con cui si stava lavorando». Per Tania Sachs è «escluso quindi che Live Nation venda i biglietti per i concerti di Vasco Rossi». E ci mancherebbe anche. Aggiungiamo che Live Nation i biglietti dei concerti non li ha mai direttamente venduti: è una società di promoting, mica una piattaforma di ticketing come Ticketone, Vivaticket o Ticketmaster. Live Nation fa un altro mestiere.

«La verità non ha bisogno mai di scuse»
Da «Modena Park» in poi, effettivamente, sui manifesti e sui biglietti dei concerti del Kom il logo di Live Nation non si è più visto. Sui biglietti del tour «Vasco Non Stop Live 019» che recano in bella vista l’effige dell’agenzia di ticketing Vivaticket, tuttavia, alla voce C. F. Org. (acronimo di codice fiscale organizzatore) appare la cifra numerica 03320430964. Dov’è che l’avevamo già vista? Ah già: nella banca dati Cerved. Il numero in questione non è altro che il codice fiscale di Live Nation Italia che, a quanto risulta dal biglietto, è organizzatore dell’evento, mentre a Vivaticket tocca il ruolo di distributore. Eh... già.

«Devi sapere da che parte stare»
C’è comunque un pezzo del discorso di Tania Sachs che il vostro Modesto Michelangelo Scrofeo condivide. Quando la portavoce scrive che all’interno di Live Nation «ci sono le persone, i professionisti che da anni e anni costruiscono i palchi di Vasco Rossi, organizzano logistica, sicurezza e tanto altro». Tutta gente «che niente ha a che fare con la vendita dei biglietti. Ai quali Vasco Rossi non ha rinunciato e non rinuncia, anche per rispetto al suo pubblico che non ha mai avuto problemi». È esattamente questo il punto: Live Nation è la società leader del promoting in Italia, tra le migliori in assoluto su piazza per quanto riguarda spettacoli che prevedano un certo tipo di allestimento. Qui non lo abbiamo mai messo in discussione. Era Vasco, nel febbraio 2017, a scrivere sul proprio profilo: «Operazione trasparenza: io le promesse le ho mantenute. Ho chiuso con Live Nation, ho aperto con Best Union». Che eco mediatica ebbero quelle dichiarazioni! Non comprendiamo invece il silenzio giornalistico intorno al fatto che Vasco, con Live Nation, abbia continuato a lavorarci, dopo quella clamorosa presa di distanza. Perché il nostro Vivissime Condoglianze sul Blasco nazionale contestava soprattutto il pressappochismo di un certo tipo d’informazione. Siamo stati fraintesi. Vasco capirà: gli è successo spesso in carriera.

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