cinema

«La vita invisibile di Eurídice Gusmão»

Nel weekend in sala è protagonista il film di Karim Aïnouz, presentato e premiato all'ultimo Festival di Cannes

di Andrea Chimento


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2' di lettura

Il cinema brasiliano è il grande protagonista del weekend in sala con «La vita invisibile di Eurídice Gusmão» di Karim Aïnouz.
Vincitore del prestigioso primo premio della sezione Un Certain Regard all'ultimo Festival di Cannes, il film si concentra su due sorelle, Euridice e Guida, cresciute in Brasile in una famiglia rigida e conservatrice. Le due sono unite e inseparabili, ma tutto cambia quando Guida scappa all'estero con il suo amante. Mesi dopo, la ragazza torna a casa, sola e incinta, ma il padre non riuscirà a perdonarla: la bandisce dalla famiglia e le dice che sua sorella è partita per studiare musica a Vienna e che non vuole più avere alcun contatto con lei.

Tra i nomi più interessanti del cinema brasiliano contemporaneo, Aïnouz firma con questa pellicola il suo lavoro migliore, un dramma intenso, giocato sui segreti e le bugie di un nucleo familiare controllato da un padre autoritario, che decide di forzare le due figlie a rimanere distanti.

Euridice e Guida cercano di prendere il controllo dei loro destini separati, tentando di trovare da sole la forza per superare diversi ostacoli, senza l'appoggio reciproco, ma con il comune desiderio di ritrovarsi.
Qualche passaggio narrativo può risultare troppo costruito a tavolino, ma nel complesso il film funziona e convince, soprattutto per il notevole approfondimento psicologico dei personaggi.
Anche l'apparato formale è raffinato, ma colpiscono ancora di più le prove di un cast in buona forma, in cui tutti gli attori risultano credibili al punto giusto.

Dalla Mostra di Venezia 2018 arriva, invece, il controverso «Vox Lux» di Brady Corbet, film che aveva diviso critica e pubblico sin dalla sua prima presentazione.

Dopo una breve introduzione, il film si apre nel 1999 e si chiude nel 2017, seguendo la carriera di una popstar salita alla ribalta dopo essere rimasta ferita in un attentato terroristico nella sua scuola. Il rapporto con la sorella, il suo manager e l'America stessa cambieranno profondamente insieme a lei in questo lasso di tempo.
Bradley Corbet, anche autore della sceneggiatura, conferma il suo stile personale in questo film che propone temi di riflessione significativi, in particolare legati alla crisi d'identità di una cantante che diventa metafora di un'intera nazione, gli Stati Uniti, segnati da un 11 settembre che ha minato a fondo le sue certezze.

«Vox Lux», che annovera nel cast Natalie Portman, Jude Law e Stacy Martin, è una pellicola ambiziosa, forte di una prima parte notevole e coinvolgente, purtroppo seguita da una parte centrale meno significativa e da una conclusione smorzata e poco incisiva. L'idea di concentrarsi sull'inizio della carriera e su una seconda genesi della cantante dopo un momento difficile, si prestava alla realizzazione di un'opera più solida e meno altalenante: peccato perché al termine della visione predomina la sensazione di essersi trovati davanti a un'occasione in buona parte sprecata.

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