Tokyo 2020

La vita parallela dei Giochi con lo 0,2% di infetti, mentre in città crescono i contagi

A due giorni dalla Cerimonia di apertura di Tokyo 2020, in Giappone salgono i casi. Ma il circuito olimpico fa vita a sé

dal nostro inviato a Tokyo Marco Bellinazzo

Tokyo, e' caos sui 'contatti stretti'. Il limbo agita gli atleti

3' di lettura

La vita “segreta” delle Olimpiadi di Tokyo procede tranquilla. I contagiati nel Villaggio e tra gli stakeholders della manifestazione tutto sommato sono sempre contenuti: meno di 100 persone su oltre 35mila arrivate fin qui nella Capitale del Sol Levante, con un tasso di positività dello 0,2%. La vita pubblica dei Giochi invece, a due giorni dalla Cerimonia di inaugurazione prevista alle 13 locali del 23 luglio, appare sempre più caotica, con dichiarazioni più che preoccupate delle autorità nipponiche che sembrano essere spese però a uso e consumo della poltica interna per assecondare la stragrande maggioranza della popolazione contraria all’evento.

Nella Capitale

In giro per Tokyo i segni tangibili delle OIimpiadi - cartelloni, striscioni, pubblicità e sponsorizzazioni - sono ridotti al minimo. Sulle fiancate dei bus che accompagnano gli operatori tra i vari hub, come sui taxi inglobati nell’organizzazione, ci sono rari riferimenti e sporadiche sponsorizzazioni alle gare. Le statistiche ufficiali dicono che si sono registrati 3836 nuovi contagi, con 20 morti, nelle ultime 24 ore (il Giappone conta 15mila morti dall’inizio della pandemia su 120 milioni di abitanti e circa 850mila contagi). Il 29 aprile c’era stato un piccolo di circa 8mila contagiati in un giorno e 248 decessi. Numeri non enormi in rapporto alla popolazione,ma che preoccupano le autorità e i cittadini di Tokyo soprattutto in rapporto al fatto che il vaccino con doppia dose è stato inoculato a meno di un quarto della popolazione (a maggio era stato autorizzato solo quello Pfizer) in mix deleterio di scetticismo e ritardi burocratici. Secondo i dati della Jhons Hopkins University ad oggi sono stati somministrate infatti quasi 72 milioni di dosi per circa 28,5 milioni di giapponesi completamente vaccinati, pari al 23% della popolazione.

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L’appello dell’Oms

Intanto, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus è intervenuto in occasione della sessione Cio prima dell’apertura dei Giochi: «Il mondo deve mostrare le medesime qualità olimpiche per battere il virus. Servono determinazione, dedizione e disciplina. Purtroppo il rischio zero è utopia, ma voi avete fatto del vostro meglio. Il numero uno dell'organizzazione mondiale della sanità ha poi aggiunto: «La nostra corsa non è contro gli altri, ma tutti insieme in una sola direzione contro il Covid-19».

Nel circuito olimpico

I test positivi tra quelli legati alle Olimpiadi dal 1° luglio sono 75 e altri quattro test positivi sono stati registrati nelle prefetture giapponesi dove sono radunate le varie squadre per completare la preparazione. Per gli atleti che hanno avuto stretti contatti con i positivi è stato fatto in un briefing al quale hanno partecipato il Cio e il comitato organizzatore. Se non c’è alcun dubbio sull’isolamento in camera ai quali sono sottoposti al villaggio i due calciatori sudafricani e il rappresentante dello staff, e da oggi anche il giocatore ceco di beach, più delicata è la questione su come regolarsi con tutti quelli che dalla app di tracciamento che ogni accreditato ha dovuto scaricarsi per indicazione di Tokyo 2020 risultano aver avuto contatti stretti con i positivi.

L’obiettivo del Cio è «isolare queste persone e consentire loro di proseguire la preparazione alle gare». Per questo «creeremo le condizioni perché possano fare il minimo necessario per prepararsi», ha spiegato Pierre Ducrey, vicedirettore Cio dei Giochi. Sottoposti a screening ogni giorno mediante test nasofaringei, invitati a mangiare in camera e trasportati “con mezzi dedicati”, devono «allenarsi separatamente» ma non sono costretti al completo isolamento, secondo il Cio. I “contatti stretti” sono monitorati da un gruppo di esperti indipendenti, che tiene conto del loro stato di vaccinazione, monitora i loro test e decide quando possono tornare con il resto della squadra.

Il punto su Milano-Cortina

«Non posso credere che sono passati già due anni dall’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 a Milano-Cortina». Così il presidente del Coni Giovanni Malagò, ha esordito nella sua relazione su Milano-Cortina 2026 in occasione del secondo giorno di sessione del Cio in corso a Tokyo. «Per rendere sostenibili i Giochi - ha sentenziato Malagò - abbiamo adottato un approccio innovativo, chiamato ’organizzazione esponenziale’ in cui i costi principali dell’organizzazione saranno quelli relativi alle risorse umane. Il nostro Ceo Vincenzo Novari sta studiando il miglior modo per rendere al meglio con meno costi allo stesso tempo. Saranno coinvolte 600 persone divise in 4 comitati localizzati in altrettanti cluster relativi alle venues. L’obiettivo è quello di massimizzare l’esperienza e ridurre i costi». Durante la relazione, sono stati mostrati ai membri Cio due video, quello di Milano-Cortina 2026 e quello del logo ’Futura’ che assocerà le Olimpiadi invernali alle Paralimpiadi invernali.

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