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Milano-Cortina, la vittoria dell’asse Lega-Pd peserà sul futuro del governo

di Barbara Fiammeri


Olimpiadi invernali: perché Milano e Cortina hanno vinto

2' di lettura

A Losanna ha vinto l’asse Lega-Pd e ha perso il partito del No di cui si è fatto interprete il M5s. Chissà se (ma la storia, è noto, non si fa con i “se”) potendo tornare indietro, Luigi Di Maio eviterebbe di ritrovarsi oggi costretto a guardare in tv l’esultanza leghista di Giancarlo Giorgetti e del governatore Veneto Luca Zaia assieme a quella del primo cittadino di Milano, il dem Beppe Sala.

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Sembra passato un secolo dal primo grande No pentastellato, quando Virginia Raggi, a settembre del 2016, dalla poltrona del Campidoglio su cui si era appena seduta decise di ritirare Roma dalla corsa per le Olimpiadi 2024. Poi fu la volta della sua collega di Torino, Chiara Appendino. Il resto è cronaca.

I fasti che salutarono la vittoria delle due sindache grilline sono stati sostituiti dal crollo dei consensi acclarati in entrambe le città alle ultime tornate elettorali. Un modo diretto per rappresentare la delusione per il governo targato M5s e non solo a Torino e nella Capitale.

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Il primo a guadagnarci è stato Matteo Salvini, che è riuscito a riconvertire una parte degli elettori grillini in suoi fan. Ma una fettina della torta pentastellata è andata anche al Pd, che nelle grandi città ha infatti tenuto grazie (e solo) alla capacità di amministrare dimostrata da alcuni dei suoi sindaci come lo stesso Sala ma anche il fiorentino Dario Nardella, il barese Antonio Decaro o il bergamasco Giorgio Gori, questi ultimi tre riconfermati sindaci solo poche settimane fa e con un numero di voti significativamente superiore a quello preso dal loro partito alle contestuali elezioni europee.

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Un ragionamento che può valere anche per la Lega. Salvini grazie alla sua capacità di grande comunicatore e alla battaglia anti-immigrati ha conquistato consensi crescenti soprattutto nel centrosud. Ma la grande forza del Carroccio è sempre al Nord e in quel lombardoveneto che Bossi voleva trasformato in Padania e su cui oggi i governatori leghisti Luca Zaia e Attilio Fontana sventolano orgogliosi il tricolore per festeggiare l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026.

Quella di ieri è anzitutto la vittoria di coloro che nella Lega dell’intesa romana con i Cinquestelle sembrano ormai averne avuto abbastanza. Come appunto Zaia ma anche Giorgetti e Fontana. Adesso c’è da decidere sull’Autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con il Piemonte,conquistato dal centrodestra, che si é gia messo in fila e che attende anche la risposta definitiva sulla Tav. Se Di Maio stavolta non dirà qualche “sì”, per Salvini sarà difficile convincere gli Zaia e i Fontana e in più in generale il partito del Nord che «il governo va avanti».

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