Interventi

La voglia di imprenditorialità e lo sguardo di Picasso

di Piero Formica


2' di lettura

La popolazione invecchia e i giovani stentano a fare imprese. Ad allarmare non è solo la demografia imprenditoriale. Destano preoccupazione anche la ricerca che irriga poco i campi dell’imprenditorialità scientifica e le mancate scalate delle nuove imprese ad alta tecnologia (in gergo, le ‘high-tech startup'- HTS) in cima alla catena montuosa per raggiungere i 100 milioni di dollari di fatturato.

Dietro ciò che appare impossibile a prima vista, si nascondono le opportunità da cogliere attraverso tentativi ed errori. Tentare vuol semplicemente dire affrontare l’impossibile come se fosse possibile. Il possibilista oltrepassa i confini del campo della probabilità i cui numeri gli conferiscono solidità. Si propone di affrontare la realtà mutevole dei fatti senza essere intimidito dalla vaghezza del possibile che è un’idea difficile da quantificare e programmare. Incessantemente alla ricerca di scoprire qualcosa, Pablo Picasso era strettamente legato all’idea di rendere possibile l’impossibile. L’artista spagnolo era sempre pronto ad agire su ciò che era incapace di fare affinché imparasse come compierlo.

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Aggrapparsi alla logica non facilita la scalata. Essere ad essa incondizionatamente vincolati è segno di oscurantismo. È come arrampicarsi al buio. Affrancarsi vuol dire darle meno importanza di ciò che in ciascuno di noi è la cosa più preziosa, vale a dire l’immaginazione. I più preziosi compagni di cordata si trovano nel mondo dell’arte e della letteratura. Oltre che a Picasso, lo sguardo va rivolto verso lo scrittore André Gide e il regista Alfred Hitchcock che con le loro opere hanno posto l'immaginazione davanti alla logica.

La rivoluzione industriale è stata innescata dalla tecnologia del vapore e, più tardi, dall'elettrificazione che ha favorito il progresso della produzione. STEAM, l’intreccio tra scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica è l’energia del possibile che scatena la rivoluzione dell’imprenditorialità. Knowledgefication, la conoscenza in azione, è la nuova elettricità che accende e muove i valori immateriali dell'impossibile indispensabili per il successo della scalata.L’High-Tech non è uno status symbol da esibire. Ponendosi a servizio della società, gli imprenditori di HTS fanno penetrare l’innovazione nei tessuti comunitari per rigenerarli. Il successo della loro azione è visibile nelle nuove attività lavorative da essi promosse e create, meritevoli di essere svolte perché sono segni di libertà a scapito dei lavori irreggimentati e ripetitivi.

Un secondo indicatore di successo è l’avvio delle sperimentazioni dei processi di ideazione volti a generare imprenditorialità trasformativa. Varando provvedimenti che incanalano l’High-Tech lungo questa direzione, le autorità pubbliche potranno tradurre in azione la loro responsabilità circa le priorità sociali dell'innovazione.

Dal crogiolo di intelligenza artificiale, robotica e stampa 3D esce la produzione personalizzata e consegnata rapidamente. È il tramonto dei prodotti di massa modellati da ingegneri e tecnici orientati all’hardware i cui più acclamati predecessori sono stati i protagonisti dei ‘tre miracoli economici' postbellici, quelli della Germania, dell’Italia e del Giappone devastati dai bombardamenti nel corso del secondo conflitto mondiale.

La cultura della qualità dell'HTS manda in pensione la cultura della quantità delle grandi fabbriche con tante macchine, prodotti e lavoratori mercificati. Vi subentrano i tanti luoghi dotati di macchine ‘pensanti' che non danno ordini a lavoratori-esecutori ma colloquiano con le menti creative degli ideatori-imprenditori.

piero.formica@gmail.com

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