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La Wto boccia la guerra commerciale di Trump contro la Cina

Per l’organizzazione di Ginevra e i 200 miliardi di tariffe aggiuntive del 2018 sono contro il diritto internazionale. Trump: non sono un fan Wto

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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Reuters

Per l’organizzazione di Ginevra e i 200 miliardi di tariffe aggiuntive del 2018 sono contro il diritto internazionale. Trump: non sono un fan Wto


3' di lettura

NEW YORK - La trade war di Trump viola il diritto internazionale. La World Trade Organization ha deciso che i dazi aggiuntivi imposti dagli Stati Uniti contro la Cina nel 2018 sono contrari alle regole internazionali sul commercio. Sono le conclusioni del panel di tre esperti della Wto sul commercio che ha accolto un ricorso presentato dal governo di Pechino contro la decisione americana di imporre oltre 200 miliardi di dollari di tariffe aggiuntive su una lunga lista di prodotti cinesi. Si tratta di un duro colpo per Donald Trump e per la sua amministrazione che ha fatto della guerra commerciale contro la seconda potenza mondiale uno dei punti principali della sua presidenza. Da marzo 2018 gli Stati Uniti nel complesso hanno imposto dazi su 400 miliardi di dollari di esportazioni cinesi.

Il Trade Act del 1974
Al centro della disputa c'è l'utilizzo da parte degli Stati Uniti del Trade act del 1974, una legge commerciale con la quale l'amministrazione ha lanciato unilateralmente la sua guerra commerciale con la Cina nel 2018. La Sezione 301 di questa vecchia normativa autorizza il presidente americano a imporre tariffe o altre restrizioni alle importazioni da un paese straniero che ha pratiche commerciali sleali giudicate penalizzanti per gli Stati Uniti. L'amministrazione Trump ha sempre sostenuto che i dazi contro la Cina fossero necessari per arginare le violazioni in tema di proprietà intellettuale e trasferimento forzoso di tecnologia.

Il verdetto Wto
«Gli Stati Uniti non hanno adempiuto al loro onere di dimostrare che le misure decise siano al momento giustificabili», è scritto nelle conclusioni del panel Wto. Gli esperti hanno anche spiegato di essere «consapevoli del contesto più ampio in cui opera attualmente il sistema Wto che riflette una serie di tensioni commerciali globali senza precedenti». Gli Stati Uniti hanno di fatto paralizzato l'attività dell'organizzazione mondiale al commercio non nominando i giudici di appello, una tattica che ha bloccato di fatto le decisioni del massimo arbitro internazionale in tema di commercio.

Sconfessata la trade war
L'ostruzionismo americano contro la Wto non è riuscito a evitare questa decisione che fa cadere come un castello di sabbia, dalle sue fondamenta, le politiche commerciali statunitensi e sconfessa il protezionismo dell'amministrazione Trump, a poche settimane dalle elezioni presidenziali. Gli Stati Uniti hanno 60 giorni di tempo per presentare un ricorso in appello contro la decisione Wto. Una mossa che potrebbe spingere la Cina a chiedere un giudizio da parte della Wto, aprendo un contenzioso che potrebbe andare avanti per molti anni.

La reazione di Washington
Dura la reazione di Washington. Per il rappresentante al Commercio Usa Robert Lighthizer «le conclusioni del panel Wto confermano ciò che l'amministrazione Trump ripete da quattro anni: il Wto è totalmente inadeguato a fermare le pratiche scorrette della Cina sulla tecnologia», è scritto in una nota. «Agli Stati Uniti – afferma l'ambasciatore Lighthizer - deve essere consentito di difendersi dalle pratiche commerciali sleali, e l'amministrazione Trump non permetterà alla Cina di utilizzare la Wto per avvantaggiarsi sui lavoratori americani, le imprese, gli agricoltori e gli allevatori». Il numero uno dell'Ustr ribadisce la necessità di una riforma della Wto e assicura che non ci saranno ripercussioni sul rispetto dell'accordo per la Fase uno tra Stati Uniti e Cina firmato nel gennaio scorso.

E quella di Pechino
Di altro tono le reazioni di Pechino che vede riconosciute le sue ragioni. Il portavoce del ministero del Commercio ha definito «oggettiva ed equa» la decisione del panel Wto. Il ricorso presso l'organizzazione di Ginevra è stato un passo necessario «per contrastare le pratiche illecite dell'unilateralismo e del protezionismo degli Stati Uniti. La Cina ha sempre sostenuto e salvaguardato con forza le regole e le decisioni del Wto». Pechino si augura che gli Usa «possano rispettare pienamente la decisione e il sistema commerciale multilaterale per promuovere uno sviluppo stabile e solido dell'economia mondiale».

Un punto a favore per Bruxelles
Anche l'Unione europea può tirare un sospiro di sollievo per il verdetto Wto che censura la politica commerciale muscolare americana. Considerando che l'amministrazione Trump ha minacciato di utilizzare anche contro l'Europa la Sezione 310 del Trade Act per imporre dazi contro la digital tax decisa sulle grandi società tecnologiche che non pagano tutte le imposte come dovrebbero in tutti i paesi dove producono i loro redditi.

Riproduzione riservata ©
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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