strage di alberi in Puglia

La Xylella abbatte anche il barone rampante

di Enrico Bucci


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(Agf)

3' di lettura

Il 15 di giugno del 1767 Cosimo, il dodicenne barone rampante di Calvino, salì su un leccio, eleggendo gli alberi a propria residenza per protesta contro un piatto di lumache ed estremo anelito libertario di rivolta contro un mondo cui sentiva di non appartenere.

Il 12 dicembre 2018, Lello Ciampolillo, quarantacinquenne senatore pentastellato della Repubblica Italiana, forzando le procedure, ha eletto a propria residenza un albero di olivo, in agro di Cisternino in Puglia, per opporsi all'ordine di abbattimento conseguente al riscontro su quella pianta dell'infezione del batterio patogeno Xylella fastidiosa.

Le similitudini finiscono qui, perché il lunatico barone, a quel che racconta Calvino, fu rispettoso di ogni legge terrena dei suoi tempi, con la sola eccezione di aver salvato un fuggitivo braccato dagli sbirri, e rinunciò ad ogni sua aspirazione di comando o di controllo sulle cose terrene; al contrario il senatore non rinuncia certo al suo seggio, ed intende condurre attraverso diffide ed atti vari di protesta una battaglia politica proprio per opporsi alle leggi ed ai regolamenti europei, nazionali e regionali, che avrebbero per scopo il contrasto all'avanzata di una epidemia ormai accertata. Egli non pare rendersi conto che chi beneficia di ogni ritardo nelle politiche di contenimento è un batterio, che ha già devastato l'olivicoltura salentina e si affaccia oggi sul mare di olivi plurisecolari del barese; al contrario, il senatore afferma che “non c'è disseccamento nei nostri olivi”, perché l'olivo che strenuamente difendeva era a suo dire verdeggiante nonostante sia infetto. Difendeva: perché anche il Senatore ha dovuto realizzare di essere uguale di fronte alla legge, ed è quindi dovuto metaforicamente scendere dal suo albero, dato che è stato finalmente abbattuto.

Forse farebbe bene, l'onorevole senatore, a mettere in fila le foto dell'olivo che tanto gli stava a cuore, scattate anno dopo anno, osservandone l'inarrestabile riduzione della chioma, che sembrava passata attraverso un gigantesco temperamatite; si potrebbe quindi chiedere come mai la potatura appare sempre più profonda, e se questo non mascherasse i sintomi di disseccamento, e testimoniasse quindi l'inesorabile avanzata della malattia.
Lasciato il suo olivo, potrebbe poi recarsi nel Salento, in agro d'Oria, a vedere cosa è successo dopo qualche anno in quei campi dove fu trovata la Xylella, in cui non si procedette con sufficiente celerità alle eradicazioni: un deserto legnoso e spettrale lo accoglierà.
Potrebbe pure decidere di spiegare a oltre 7 diversi gruppi di ricerca indipendenti, che lavorano in diverse nazioni del mondo, come mai la Xylella, trovata in almeno tre diverse nazioni in olivi che manifestano sintomi disseccamento, non è la causa del disseccamento.
Se poi volesse raggiungere qualche campo ultradecennale di ulivi della varietà “favolosa” presente in Salento, il nostro potrebbe constatare con i suoi occhi che, contrariamente a quanto ha affermato insieme al suo ex-collega De Bonis (ex perché recentemente espulso dai 5 stelle), questa tipologia resistente alla Xylella non è affatto uno dei mostri alieni definiti “cultivar brevettate e super intensive importate da chissà dove e inadatte in presenza di falde con acqua salina”, ma una pianta verdeggiante che parrebbe adattarsi benissimo anche alle condizioni aride del Salento, garantendo in condizioni biologiche e con pochissimi trattamenti una produzione dignitosa e non inferiore ad altre varietà pugliesi.

Oppure potrebbe voler andare in qualche laboratorio, il nostro senatore rampante, provando egli stesso ad inoculare il batterio in qualche pianta di ogliarola, per aspettare poi 18 – 24 mesi e valutare le conseguenze dell'infezione con i suoi occhi; è disposto il senatore a scommettere il suo seggio sull'esito di questa procedura? E, giacché ci siamo, è disposto a scommettere lo stesso seggio sull'esito delle procedure di cura fin qui proposte, magari visitando qualche oliveto biologico in cui la Xylella si è insediata da due o tre anni?
Perché vede, caro Senatore: io, come biologo, non mi permetterei mai di suggerire a lei, tecnico di rete Telecom dal 1999, come e dove allacciare un cavo del telefono; però su quello che un batterio sta facendo agli olivi della regione dove è nato, la invito a dare ascolto a chi Xylella la studia da sempre, le patologie degli olivi le ha scoperte per primo e le cosiddette cure sa valutarle per mestiere.

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