agricoltura

La Xylella arriva in Francia, timori in Liguria

Coldiretti: evitare allarmismi e agire con tempestività evitare il contagio

di Domenico Palmiotti


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(Ansa)

3' di lettura


Dopo la Puglia, la Xylella degli ulivi arriva in Francia, ad Antibe e Mentone, due città del dipartimento Provenza-Alpi-Costa Azzurra ai confini con la Liguria. E ora anche in questa regione c’è preoccupazione per un'estensione del contagio. Due, per il momento, gli ulivi che in Francia sono stati trovati contaminati dalla Xylella. Ma basta questo a creare allarme se si considera quanto accaduto in Puglia, dove l'infezione delle piante, partita nel 2013 da Gallipoli, si è via via estesa colpendo larga parte del territorio regionale.

Coldiretti: serve isolare le piante infette

A lanciare l’sos per la Xylella in Francia è Coldiretti. «Occorre evitare allarmismi - afferma l’organizzazione agricola - e agire con tempestività per verificare il contagio e poi procedere, immediatamente, all'isolamento delle piante infette per attivare tutte le misure necessarie ad evitare l’estendersi della contaminazione». Per Coldiretti, riferendosi alla Liguria, «si tratta di salvaguardare un patrimonio regionale culturale, ambientale ed economico storico con ulivi su oltre 18mila ettari di terreno, molti situati sui tipici terrazzamenti, con varietà pregiate uniche al mondo come la taggiasca».

Frontiere colabrodo

Ma come è potuta arrivare la Xylella sin lì? Non l’ha esportata direttamente la Puglia. Coldiretti attacca infatti «il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto poiché anche il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto con molta probabilità nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam». «Gli errori, le incertezze e gli scaricabarile che hanno favorito l'avanzare del contagio della Xylella hanno provocato in Puglia - evidenzia l'organizzazione - danni per 1,2 miliardi di euro con effetti disastrosi sul piano ambientale, economico ed occupazionale». Coldiretti valuta in 21 milioni il numero degli ulivi infetti. Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, chiede «una strategia condivisa tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l'intero patrimonio olivicolo e paesaggistico». A causa dei cambiamenti climatici e della globalizzazione, si moltiplica, rileva Prandini, l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provato stragi nelle coltivazioni, quindi, sollecita, «serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l'avvio di una apposita task force».

Il precedente della Puglia

Brucia, per Coldiretti, l’esperienza della Puglia dove, viene rammentato, dall’autunno 2013, data in cui la Xylella è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, «la malattia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente a Monopoli, in provincia di Bari». E i territori salentini della Xylella sono stati oggetto, oggi, di una ricognizione di Forza Italia con una delegazione guidata dai capigruppo al Senato, Annamaria Bernini, e alla Camera, Mariastella Gelmini, dal commissario regionale pugliese Mauro D'Attis e dal capogruppo in Regione Puglia, Nino Marmo, insieme ad altri parlamentari. La richiesta avanzata dalla Puglia dai capigruppo di FI è quella «di stanziare almeno un miliardo di euro nella legge di stabilità» e di «una legge speciale che istituisca zone economiche speciali per consentire alla Puglia di uscire dalla Xylella». Per le due esponenti di Forza Italia, ci sono «zone desertificate, disastrate, e sulla linea di contenimento si vede in maniera plastica il dramma provocato dalla Xylella. Hanno sbagliato coloro che, da apprendisti stregoni, hanno trattato in maniera non scientifica un batterio che andava esaminato e contenuto con l'ausilio della scienza. È necessario fare ricerca ed è impressionante che, ancora oggi, non siano stati stanziati fondi nazionali e regionali per trovare una cura. Aspettiamo al varco - afferma Forza Italia - il neo ministro Bellanova e il commissario Ue, Gentiloni, dato che si tratta di un problema europeo, e lo facciamo con il massimo spirito costruttivo». Qualche giorno fa la Corte di Giustizia Ue, con sede in Lussemburgo, ha accolto il ricorso della Commissione Europea contro i ritardi e le mancanze nelle ispezioni e nell'abbattimento delle piante infette da parte delle autorità italiane.

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