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Lagarde alla Bce, i mercati scontano un debutto con taglio dei tassi

Le parole di Draghi hanno segnato la strada. E c’è chi si attende più sforbiciate sulla remunerazione dei depositi da qui a fine anno

di Maximilian Cellino


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Christine Lagarde, presidente designato della Bce (Reuters)

3' di lettura

«Più colomba che falco», «accomodante» oppure «una scelta nel segno della continuità». All’indomani della designazione di Christine Lagarde alla presidenza della Bce i commenti sull’ormai ex numero uno del Fondo monetario si moltiplicano. Quasi certamente però l’esponente francese si troverà di fronte a una strada ben tracciata dal predecessore, Mario Draghi, almeno per i primi i tempi. Convinti dall’atteggiamento e dalle stesse parole pronunciate di recente dall’ex-governatore della Banca d’Italia i mercati si aspettano ormai almeno un taglio dei tassi sui depositi Bce (al momento allo 0,40%) da qui a fine anno.

Dieci punti prima della Tltro
«Per la Bce prevediamo una riduzione di altri 10 punti base sulla remunerazione dei depositi prima che prendano il via le nuove operazioni Tltro a settembre», dichiara convinto Lorenzo Forni, Segretario generale di Prometeia, ricordando come nel meeting dei primi di giugno l’istituto di Francoforte abbia «segnalato la disponibilità ad allentare la politica monetaria per la debolezza della congiuntura e dell’inflazione europee» e successivamente, nel convegno di Sintra, Draghi abbia «espressamente indicato la possibilità di abbassare il tasso sui depositi».

DESTINO SEGNATO

Le probabilità attese dei tagli dei tassi nelle prossime riunioni Bce. Dati in %. Tasso atteso sui depositi (oggi -0,40%). Fonte: Bloomberg


La visione dell’associazione, che con il rapporto di luglio pubblicato ieri ha aggiornato le proprie previsioni macroeconomiche, viaggia del resto di pari passo a quelle generali di mercato, che in alcuni casi sono addirittura più aggressive. La fotografia scattata da Bloomberg sui tassi impliciti assegna in effetti una probabilità di circa un terzo a un taglio di 10 punti base (dagli attuali -0,40% a -0,50%) già in occasione del Consiglio del prossimo 25 luglio, mentre per la riunione del 12 settembre c’è chi pensa si possa limare la remunerazione sui depositi addirittura di 20 punti base. Nel complesso, le probabilità di una sforbiciata salgono all’80% a settembre, all’87,5% il 24 ottobre (ultima riunione presieduta da Draghi) e superano addirittura il 90% a dicembre (esordio di Lagarde).

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Non solo tagli
Indipendentemente da chi starà al timone dell’Eurotower il destino sembra quindi ormai segnato perché, come ricorda Prometeia, l’esposizione all’economia mondiale, la sempre più probabile uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo e le difficoltà dell’industria automobilistica vincolano il ritmo di crescita dell’Eurozona . La misura sui tassi sarà accompagnata verosimilmente con l’introduzione di un sistema differenziato della remunerazione della liquidità bancaria (il cosiddetto tiering), già utilizzato dalle banche centrali di Giappone e Svizzera. «In questo modo - aggiunge Forni - sarebbe garantita la trasmissione della politica monetaria senza penalizzazioni aggiuntive per il sistema bancario, e si determinerebbero condizioni di finanziamento delle banche relativamente più vantaggiose nelle operazioni Tltro III che inizieranno a settembre».

Va detto che la Bce non è certo la sola in pista, perché la tendenza ad allentare le politiche monetarie (in retromarcia rispetto al recente passato) è ben diffusa in tutto il mondo in questa prima metà del 2019. Ben più aggressive sono infatti le attese sulla Federal Reserve americana, che già scontano al 100% un taglio di 25 punti base rispetto all’attuale livello (2,25%-2,50%) in occasione del meeting Fomc di fine mese e puntano ad almeno altre due mosse analoghe entro fine anno. Su questo versante Prometeia appare però più cauta: «Le condizioni non sono ancora mature per un taglio dei tassi di 25 punti prima dell’estate e ci attendiamo una mossa di questa misura nella seconda parte dell’anno», avverte Forni. Ma il dado è tratto, e per vedere i primi passi verso una normalizzazione dei tassi in Europa occorrerà probabilmente attendere almeno fino al 2021.

Riproduzione riservata ©
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    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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