emergenza coronavirus

Lagarde (Bce): occorrono aiuti per oltre il 10% del Pil dell’Eurozona

La presidente della Banca centrale europea ritiene necessario un forte sforzo comune per evitare la frammentazione di Eurolandia, e stima in 1.000/1.500 miliardi le spese aggiuntive dei governi

(REUTERS)

2' di lettura

La politica monetaria non basta. La Banca centrale europea lo ripete da molto tempo, ma la crisi da coronavirus ha reso più urgente un coordinamento tra autorità monetaria e governi. Christine Lagarde, presidente della Bce è tornata a ripeterlo fornendo anche alcune stime sullo sforzo fiscale aggiuntivo: tra mille e 1.500 miliardi di euro, più del 10% del pil di Eurolandia.

Il rischio, ha spiegato Largarde, è quello di una frammentazione della zona euro. Per questo motivo sarebbe «altamente desiderabile» uno sforzo comune, mentre la Bce «farà la sua parte». Spazio per recriminazioni e accuse reciproche non ce n'è: la crisi è stata «improvvisa, ampia, e simmetrica», ha detto.

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Anche per questo motivo uno sforzo comune è indispensabile. «Dal momento che non si può incolpare nessuno per questa crisi, dobbiamo garantire che non ci sia alcun vincolo indebito per la nostra risposta politica», ha spiegato. «Altrimenti – ha aggiunto – rischiamo di ampliare le asimmetrie e di uscire dalla crisi con divergenze economiche più ampie». «Non tutti i paesi devono reagire allo stesso modo – ha detto ancora – ma ciascuno di essi deve essere in grado di rispondere come ènecessario».

Nessun accenno ha fatto Lagarde alla sentenza della Corte Costituzionale tedesca, che minaccia, se non di rendere ille gittimi gli acquisti di titoli della Bce, almeno di bloccare la partecipazione della Bundesbank a queste operazioni. La presidente della Banca centrale europea ha però precisato che «la Bce farà tutto il necessario, nei limiti del suo mandato, per sostenere la ripresa. Restiamo determinati nel perseguimento del nostro obiettivo della stabilità dei prezzi».

L'occasione del discorso di Lagarde erano i 70 anni dalla dichiarazione del politico francese Robert Schuman, uno dei padri della Comunità europea, secondo la quale «l'Europa non verrà fatta tutta in un momento, o secondo un piano unico. Sarà costruita attraverso realizzazioni concrete che creeranno innanzitutto una solidarietà de facto». Secondo Lagarde questo è il “momento Schuman” della nostra generazione, dopo la creazione del mercato unico e la nascita dell'euro. Oggi «siamo chiamati ad agire, come altri prima di noi, per rafforzare l'Europa in risposta» a questa sfida.

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