BCE

Lagarde: avanti con politica espansiva. Inflazione al 2%, il target si può rivedere

«L’economia dell’Eurozona rimane debole, pesano i fattori globali. La risposta della politica monetaria è stata efficace e resterà al suo posto». Lo ha dichiarato Christine Lagarde, nuova presidente della Bce, in una audizione all’Europarlamento. Tra i temi anche il cambiamento climatico («È una priorità») e il bilancio dell’Eurozona («Sarebbe positivo»)

di Alb.Ma.


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(REUTERS)

3' di lettura

L'economia nell'Eurozona «rimane debole», con un una crescita del Pil stimata ad appena lo 0,2% trimestre del 2019, e «la debolezza è soprattutto dovuta a fattori globali». Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel suo discorso introduttivo davanti alla Commissione economica e monetaria del Parlamento europeo. Lagarde ha ribadito il peso della politica monetaria («la politica monetaria può rispondere in modo efficace anche in presenza di fattori esterni negativi»), per poi difendere e ribadire la linea accomodante inaugurata dal suo predecessore Mario Draghi.

« La politica monetaria è stata un traino chiave della domanda durante la ripresa e questo non cambierà - ha detto - La politica monetaria continuerà a sostenere l'economia e a rispondere a rischi futuri in linea con il mandato della Bce sulla stabilità dei prezzi e continueremo a monitorare gli effetti collaterali della nostra politica».

Lagarde ha ribadito «l'impegno a rispettare il mandato, un impegno vitale per la stabilità dell'economia dell'Eurozona e del benessere dei cittadini dell'area euro».

Revisione strategi ca può includere anche il target dei prezzi
Lagarde è intervenuta anche sul tema della revisione strategica della politica monetaria, dichiarando che potrebbe riguardare anche un vecchio tabù: il target sull’inflazione, attualmente fissato a un livello vicino ma inferiore al 2%. «Dobbiamo chiederci se questo obiettivo di stabilità, fissato nel 2003, sia ancora valido - ha detto .- È un dibattito aperto e al momento non abbiamo una risposta». Lagarde ha sottolineato che «inizierà nel prossimo futuro» e «richiederà tempo per le riflessioni e per un'ampia consultazione». In particolare «il Parlamento europeo, e questa commissione in particolare, tradizionalmente sono stati un luogo unico per il dialogo - ha detto - Questa volta cercheremo un dialogo ancora più intenso e produttivo rispetto al passato».

Detto questo, ha precisato Lagarde, «è prematuro avventurarsi in dibattiti sulla precisa dimensione, direzione e tempistica della revisione, visto che la questione non è ancora stata discussa in modo approfondita dal Consiglio direttivo». I due principi che faranno da traino sono saranno «analisi approfondita e mente aperta».

Cresce il sostegno alla moneta unica
Lagarde ha rivendicato anche una crescita progressiva del sostegno alla moneta unica: «Il sostegno per la moneta unica è cresciuto in modo costante negli ultimi anni, crescendo da un minimo del 62% nel 2013 durante la crisi a un massimo del 76% oggi». Anche la fiducia nella Bce, ha detto Lagarde, «è aumentata nel tempo, ma la sua ripresa dopo la crisi è stata meno dinamica».

Secondo la neopresidente della banca centrale, le ultime elezioni Ue hanno evidenziato che i cittadini si aspettano «risposte ambiziose» dall’Europa e da Francoforte. «La Bce è ambiziosa - ha detto - e intende agire e fare la propria parte in linea con il proprio mandato».

Cambiamento climatico tra le nostre priorità
Lagarde si è anche spesa su un’emergenza che «le sta a cuore», il cambiamento climatico. Da un lato, Lagarde ha ricordato che il mandato Bce si concentra per ora sulla stabilità dei prezzi. Dall’altro, ha auspicato un maggior margine di manovra della Bce sul contrasto al riscaldamento globale. «La lotta al cambiamento climatico è una priorità - ha detto - Spero che possa diventare tra gli elementi fondanti della Bce, ad esempio usando anche il rischio di cambiamento climatico fra i suoi modelli».

Lagarde ha sottolineato che il mandato centrale della Bce rigua rda la stabilità dei prezzi enon la stabilità fiannziaria, ma «ogni banca centrale deve essere attenta anche alla stabilità economica e finanziaria e ai trend che, guardando avanti, possono incidere sulla stabilità dei prezzi».

Il bilancio dell’Eurozona sarebbe «benvenuto»
Lagarde si è espressa a favore dell’ipotesi di dotare l’Eurozona di un bilancio autonomo. «Visto che abbiamo un'unione monetaria - ha detto - sarebbe un'ottima idea metterla alla pari delle altre unioni monetaria dotandola di una capacità di bilancio». Una funzione di stabilizzazione, ha aggiunto, «sarebbe un miglioramento ancora più auspicabile per l'architettura complessiva dell'Eurozona».

Lagarde: il Mes va rafforzato
Lagarde ha parlato anche del Mes, il meccanismo europeo di stabilità che ha scatenato nuove tenioni fra l’Italia e i vertici comunitari. «Intendo essere molto chiara sul Mes-. ha detto . perché ha una sua legittimità e punta a rafforzare il sistema di gestione della crisi» e dei rischi finanziari. Lagarde ha aggiunto che «è esattamente per questo che va ristrutturato e rafforzato»: la riforma potrebbe dare un contributo per «gestire la vulnerabilità e i rischi finanziari».

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