FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Lagarde: il mondo perde slancio ma niente recessione globale

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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Il direttore del Fondo monetario internazione Christine Lagarde (Epa)

4' di lettura

NEW YORK - Solo cadaveri. Nessun vincitore nella trade war tra Stati Uniti e Cina, anche se si raggiungerà un accordo tra le due super potenze. Lo ha detto Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale che a Washington ha tenuto un discorso alla Camera di commercio Usa. Discorso che anticipa i contenuti degli Spring meetings di Fmi e World Bank in calendario dal 12 al 14 aprile nella capitale americana. «Dalla trade war non escono vincitori. Per questo abbiamo bisogno di lavorare insieme per ridurre le barriere tariffarie e modernizzare il sistema commerciale globale».

«L’economia mondiale sta attraversando un momento delicato», ma Lagarde non vede pericoli di recessione. «Il 70% dei Paesi si troverà ad affrontare un rallentamento della crescita nel 2019». Tuttavia la pausa nell’aumento dei tassi monetari da parte delle banche centrali, secondo la numero uno del Fondo, dovrebbe aiutare a spingere l’economia nella seconda parte dell’anno.

In ogni caso le prospettive per la crescita globale dopo due anni di crescita costante, restano “incerte” con un outlook “prudente” per le già ricordate tensioni commeciali, per Brexit e il rischio caos. E per le possibili turbolenze che si potrebbero riverberare sui mercati finanziari. «A gennaio – ha ricordato Lagarde – il Fmi ha previsto una crescita globale per il 2019 e il 2020 di circa il 3,5%». La prossima settimana verranno diffuse le nuove stime. Un obiettivo meno ambizioso rispetto agli scorsi anni ma che sembra ancora alla portata, nonostante le variabili e le incertezze del momento attuale.

La numero uno del Fondo monetario ha ammonito, tuttavia, sul fatto che anni di elevato debito pubblico e bassi tassi di interesse dopo la crisi finanziaria di dieci anni fa abbiano lasciato margini limitati in molti paesi per intervenire quando arriverà la prossima recessione. Lagarde invita in paesi a fare un uso più intelligente della politica fiscale. Per raggiungere un migliore equilibrio tra crescita, obiettivi di welfare e sostenibilità del debito. Bisogna agire per affrontare le crescenti disuguaglianze nel mondo costruendo reti di sicurezza sociale più solide. Tenendo sempre in considerazione però il difficile equilibrio nelle finanze pubbliche. Senza dimenticare le lezioni del recente passato - Grecia, crisi dei debiti sovrani - sulla sostenibilità del debito pubblico.

Lagarde consiglia tre azioni per sostenere la crescita globale relative alle politiche nazionali, alle politiche di area tra paesi confinanti e alle sfide globali.

Regole per i colossi hi-tech
Riguardo alle politiche nazionali, la prima azione, Lagarde rileva che «decenni di crescita dei mercati finanziari nelle economie avanzate hanno avuto effetti limitati su investimenti, produzione e salari». L’economia digitale ha creato una concentrazione di mercato in poche società. Troppo potere in poche mani. Anomalia che va corretta,secondo Lagarde. «Non dico che abbiamo un ’problema di monopolio’ al momento. Ma bisogna prendere delle misure appropriate per evitare che diventi un problema».

Questo significa ridurre le barriere d’ingresso alle nuove società e riformare il contesto competitivo per evitare la concentrazione e assicurare parità di condizioni, un terreno di gioco comune sia nell’hi-tech che in tutti gli altri settori.

Politiche cross-border
La seconda azione è quella legate alle politiche “cross-border”. E qui, secondo Lagarde, c’è un ampia gamma di sfide economiche da mettere in cantiere: «Aggiornare le regole finanziarie, aumentare la trasparenza del debito, combattere i flussi finanziari illegali», solo per citarne qualcuno. Ma la più grande sfida è quella del commercio internazionale. La guerra tra Stati Uniti e Cina non avrà un vincitore. Ci sono poi i capitoli da aprire per i nuovi accordi commerciali tra Usa ed Europa. «Noi - ha detto Lagarde - sappiamo che le barriere commerciali non sono la risposta». Il Fondo si prepara a pubblicare uno studio approfondito su dazi e tariffe. «Analizzando le esperienze di 180 paesi negli ultimi sessant’anni abbiamo visto che l’integrazione del commercio tra nazioni spinge gli investimenti per nuovi stabilimenti e macchinari e crea occupazione in molti altri campi. Al contrario le barriere al commercio danneggiano chiaramente investimenti e occupazione».

Norme internazionali su tasse corporate
Di nuovo: «E’ un momento delicato e bisogna essere prudenti», ha detto Lagarde. «Una normativa internazionale sulla tassazione delle società è una sfida per tutti i paesi» che non si può rimandare. Le imposte societarie sono essenziali per finanziare gli investimenti pubblici sulle infrastrutture e per i programmi di welfare». Secondo l’analisi del Fondo, i paesi non Ocse perdono circa 200 miliardi l’anno perché le grandi società internazionali spostano i loro profitti in paesi con imposte più basse. Un comportamento che rende ancora più difficile la sfida della crescita economica e dell’occupazione nei paesi in via di sviluppo, dove il reddito pro-capite è più basso. Rende più difficile, inoltre, il raggiungimento degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (Sdg) fissato al 2030, oltre a favorire i fenomeni migratori dal sud del mondo.

Sfide globali: clima e corruzione
Riguardo alla terza azione, quella delle sfide globali, che nessun paese può risolvere da solo, Lagarde ha elencato una lunga lista: crescita demografica, migrazioni, cyber risks, e la minaccia del cambiamento climatico.

La strada da percorrere per mitigare gli effetti del cambiamento climatico è lunga. «Siamo concentrati in particolare sulla valutazione delle emissioni e sulla riduzione dei sussidi che costano circa 5.200 miliardi l’anno, o il 6,5% della crescita globale del Pil». «Sono da poco diventata nonna e la sfida di lasciare un mondo migliore ai nostri figli ha particolare risonanza in me in questo momento della vita», ha confessato Lagarde.

Un’altra sfida globale è quella della lotta alla corruzione. «Il Fondo monetario sta lavorando con centinaia di paesi contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Il costo globale della corruzione è di oltre 1.500 miliardi l’anno, il 2% della crescita mondiale». Crescita che va persa.

Lagarde ha citato una frase di Theodore Roosevelt, il presidente americano che ha vinto la Seconda Guerra mondiale e sconfitto Hitler e i totalitarismi del Novecento, seduto su una sedia a rotelle, per ricordare l’urgenza delle azioni, l’importanza del lavorare assieme e del multilateralismo: «Ci sono tutte le ragioni per cui dovremmo affrontare seriamente il futuro né nascondendo a noi stessi la gravità dei problemi né temendo di affrontare questi problemi con lo scopo inflessibile e risoluto di risolverli».

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