PRIMO INTERVENTO

Lagarde: la politica monetaria Bce continuerà a sostenere l’economia

«La politica accomodante della Bce è stata un fattore fondamentale di spinta della domanda interna durante la ripresa e questa posizione di politica monetaria rimane in effetto». Lo ha detto il presidente della Bce Christine Lagarde, intervenendo a Francoforte al Congresso bancario europeo


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(REUTERS)

2' di lettura

Nel suo primo intervento come presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde - che ha preso il posto di Mario Draghi - ha sostanzialmente confermato le politiche correnti dell’istituto delineate sotto la gestione Draghi e l’outlook sull’economia europea : una scia di continuità che si estende alla sottolineatura dell’esigenza che venga sostenuta la domanda interna, specialmente alla luce di fattori esterni che tendono a “importare” debolezza, a partire dalle incertezze sullo scenario del commercio internazionale. Lagarde, comunque, ha evitato di dare al suo intervento toni personalizzati o di spiccato messaggio politico-strategico, dimostrando un attenzione a cercare di ricucire le divergenze manifestatesi all'interno del Governing Council della Bce (dove vari membri chiedono uan gestione più collegiale).

«La politica accomodante della Bce è stata un fattore fondamentale di spinta della domanda interna durante la ripresa e questa posizione di politica monetaria rimane in effetto, ha detto la nuova presidente della Bce intervenendo a Francoforte al Congresso bancario europeo nell'ambito dell'Euro Finance Week. «Come indicato nella forward guidance della Bce - ha aggiunto Lagarde - la politica monetaria continuerà a supportare l'economia e a rispondere a rischi futuri in linea con il nostro mandato di stabilità dei prezzi. E monitoreremo costantemente gli effetti collaterali delle nostre politiche». Lagarde ha inoltre aggiunto che la politica monetaria della Bce raggiungerebbe più rapidamente i suoi scopi se altre politiche concorressero al raggiungimento di questi obiettivi.

Un elemento chiave, ha detto, è la politica fiscale dell'eurozona e con questo termine, ha detto Lagarde, non si intende solo la posizione aggregata in termini di spesa pubblica ma anche la sua composizione. «Gli investimenti sono una parte particolarmente importante della risposta alle sfide odierne - ha spiegato - perché hanno a che fare sia con la domanda di oggi che con l'offerta di domani». Se i bisogni di investimento sono diversi per ogni Paese, oggi «vi è un'inequivocabile esigenza di investire in un futuro comune che è più produttivo, più digitale e più verde».

Gli investimenti pubblici nell'eurozona rimangono in qualche modo sotto i livelli pre-crisi - ha sottolineato Lagarde - e la quota di spese produttive rispetto al totale delle spese primarie (che in aggiunta alle infrastrutture includono ricerca e sviluppo e istruzione) sono calati in quasi tutti i Paesi dall'inizio della crisi. In questo contesto un ruolo lo possono svolgere sia i programmi nazionali che quelli europei. Ma un'economia forte ha bisogno anche di un maggiori investimenti aziendali e per questo aumentare la produttività è altrettanto importante. «Le aziende - ha concluso - devono avere fiducia nella crescita futura per impegnare capitale a lungo periodo».

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