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Lagarde sulla scia di Draghi: politica monetaria accomodante per molto tempo

L’ex direttore del Fondo monetario invita i governi che se lo possono permettere ad adottare politiche di bilancio espansive

di Beda Romano


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Christine Lagarde, presidente designato della Banca centrale europea (Afp)

3' di lettura

Parlando dinanzi al Parlamento europeo, in una attesa audizione in vista della sua conferma alla guida della Banca centrale europea, Christine Lagarde ha spiegato che da banchiera centrale «rispetterà l'impegno previsto dal mandato dell'istituto monetario, ma utilizzando agilità per adattarsi alla situazione economica». Si è detta d'accordo con il consiglio direttivo sulla necessità di mantenere «una politica monetaria molto accomodante per un lungo periodo di tempo».

La presa di posizione giunge mentre la Bce, presieduta fino al 31 ottobre da Mario Draghi, ha preannunciato di voler rilanciare gli acquisti di titoli sul mercato, per evitare che il nuovo rallentamento possa far cadere la zona euro in una fase di deflazione (attualmente il tasso di riferimento è a 0). Non per altro la signora Lagarde ha affermato stamani a Bruxelles che vi sono «rischi economici a breve termine» e che il livello dell'inflazione nell'unione monetaria rimane «troppo bassa».

Più in generale, l'ormai ex direttrice generale del Fondo monetario internazionale ha fatto notare che la situazione europea e mondiale - segnata da «bassa inflazione» e «bassi tassi d'interesse» - pone «un problema strategico alla Banca centrale europea e a tutte le banche centrali». In questo senso, ha avvertito che la BCE deve riflettere «se la politica monetaria sia sufficiente e sufficentemente robusta per affrontare le sfide future». Ha quindi riassunto: «Un suo riesame (…) è necessario».
Alcuni deputati si sono interrogati su cosa ciò possa significare. La signora Lagarde non ha voluto dare precisazioni. Ha però fatto notare che sotto la guida di Mario Draghi la Bce è già cambiata molto, effettuando tra le altre cose acquisti di titoli sul mercato. Ha sottolineato come molte banche centrali stiano rivedendo i loro strumenti di politica monetaria. Così, secondo l'ex direttrice dell'FMI, dovrebbe fare anche la BCE, tenendo in conto «costi e benefici» di qualsiasi modifica.

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Nella sua audizione, l'ex ministra delle Finanze francese si è detta consapevole di non essere una banchiera centrale, ma ha fatto capire che la sua esperienza alla guida dell'FMI (otto anni) possa esserle utile. A un deputato che le ha chiesto se sarebbe pronta a ripetere la celebre frase di Mario Draghi, «pronto a fare qualsiasi cosa per salvare l'euro», ha risposto: «Spero di non trovarmi in quella situazione perché significherebbe che gli altri attori economici non stanno facendo i loro compiti».

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In questo senso, la signora Lagarde è tornata sul ruolo dei paesi membri nel rilanciare la crescita economica. «Molti governi hanno a disposizione spazio di bilancio (…) Quest'ultimo non è molto, ma esiste», ha detto la presidente nominata della BCE. Ha poi ricordato che in molti paesi le riforme economiche sono «una missione ancora non completata». La signora Lagarde ha quindi esortato a una strategia basata su una politica monetaria agile, bilanci espansivi dove ciò è possibile, e misure strutturali.
A proposito del Patto di Stabilità, la futura banchiera centrale non ha aggiunto nulla rispetto a quanto detto in risposte scritte trasmesse al Parlamento europeo la settimana scorsa. In quella occasione, aveva detto che un riesame delle regole da fare entro fine anno potrebbe offrire la possibilità «di analizzare l'efficacia delle norme e discutere opzioni di riforma». Ha parlato dell'ipotesi di incentivare la riduzione del debito nei momenti economici positivi.

«La stabilità dei prezzi rimane l'obiettivo prioritario della Bce», ha più volte ribadito la signora Lagarde, che nell'affrontare il nuovo lavoro si è detta impregnata di «buona volontà», di «determinazione» e di «entusiasmo». La commissione affari monetari del Parlamento europeo
ha approvato la nomina di Christine Lagarde alla guida della Bce con 37 voti a favore, 11 contrari e 4 astenuti. La plenaria dell'assemblea parlamentare si esprimerà a metà settembre.

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