Supersportive

Lamborghini annuncia la prima elettrica: tutta la gamma ibrida entro il 2024

Svelato il piano «Direzione cor Tauri», segna la svolta per la decarbonizzazione fino al 2030: in arrivo quattro nuovi modelli, di cui uno full electric

di Antonio Larizza

5' di lettura

La Lamborghini full electric si farà e sarà in strada nella seconda metà di questo decennio. L’annuncio è contenuto nel piano strategico «Direzione cor Tauri», svelato martedì 18 maggio dal ceo Stephan Winkelmann, che disegna i prossimi 10 anni della casa automobilistica di Sant’Agata.

Il piano potrà contare su 1,5 miliardi di euro in quattro anni: il più grande investimento di sempre nella storia del marchio italiano, oggi controllato dal gruppo Audi.

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La Lamborghini elettrica sarà il punto di arrivo di una strategia disegnata in tre fasi: la celebrazione del motore a combustione interna, con il lancio di due nuovi modelli tra il 2021 e il 2022, l’arrivo della prima Lamborghini ibrida, con un terzo nuovo modello atteso nel 2023, e la conversione di tutta la gamma a listino all’alimentazione ibrida entro il 2024. A quel punto, tutto sarà pronto per il quarto modello annunciato: la Lamborghini elettrica.

La nuova svolta di Winkelmann

Timoniere di questo cambiamento è il ceo Stephan Winkelmann, tornato a guidare Lamborghini lo scorso 1 dicembre. È lui che potrebbe passare alla storia come l’uomo che ha elettrificato Lamborghini.

«La transizione verso l’elettrico fa parte di tutti noi – minimizza Winkelmann –. Io sono uno su 2.000 a fare questo mestiere in Lamborghini». Ma poi aggiunge: «Certo, sono orgoglioso delle mie scelte. Io sono stato già in Lamborghini, dal 2005 al 2016. In quel periodo abbiamo introdotto l’idea che non siamo un’azienda di solo supersportive, pensando nel 2012 Urus, il primo suv del marchio, poi lanciato nel 2018: il suo successo ci ha dato ragione. Oggi vogliamo fare lo stesso con il motore a scoppio, dimostrando che in Lamborghini c’è spazio anche per altre alimentazioni».

Tempi maturi per la Lamborghini elettrica

Per Winkelmann i tempi sono maturi per la svolta elettrica. «Ho sempre detto – spiega – che non è importante arrivare per primi, ma solo quando i tempi sono maturi. Un cambio di questo tipo deve andare di pari passo con la maturità delle persone. Oggi, le generazioni che hanno dai 30 ai 40 anni ci chiedono un prodotto sostenibile, danno per scontato che lo sia. Ma a una condizione: chiedono che il comportamento della vettura sia all’altezza e resti invariato, in quanto a prestazioni e a capacità di emezionare».

Oggi Lamborghini esporta il 95% delle vetture prodotte. «Nel mondo – continua il ceo – vediamo che non tutti i mercati sono pronti allo stesso modo alla rivoluzione elettrica. Ci sono due tipi di mercati maturi: quelli pronti per legislazione, come l’Asia, e quelli pronti per cultura, come i paesi del Nord Europa». Ma ormai il sentiero è tracciato.

Investimento da 1,5 miliardi

La maggior parte delle risorse del piano – 1,5 miliardi – saranno destinate ai modelli Aventador e Huracan. Senza tralasciare l’evoluzione di Urus. Due terzi di questa cifra andrà in ricerca e sviluppo, che sarà svolta interamente in Italia, nello stabilimento di Sant’Agata, certificato CO2 neutrale dal 2015.

Il resto coprirà acquisti funzionali alla realizzazione dei nuovi modelli in timeline. Lamborghini elettrica esclusa: per lei sarà stanziato un budget a parte.

La ricerca finanziata con l’investimento più grande di sempre nella storia di Lamborghini supporterà quindi il processo di elettrificazione del marchio fondato da Ferruccio Lamborghini, con l’obiettivo di individuare tecnologie e soluzioni capaci di unire il top delle prestazioni e della dinamica di guida con la conversione all’elettrico.

«Bisogna combinare l’esigenza di ridurre la CO2 – spiega Winkelmann – con quella di mantenere inalterato il dna del marchio. Il cliente non deve percepire il cambiamento, oppure deve percepirlo ma giudicarlo come un miglioramento, un cambiamento positivo. Questa è la sfida che ci attende».

Il piano che porterà Lamborghini nel futuro della decarbonizzazione è stato battezzato «Direzione Cor Tauri» e si articola in tre tappe.

Il tributo al motore a combustione interna

Si parte con un tributo alla tradizione. Il biennio 2021-2022 sarà ricordato per lo sviluppo di motori a combustione capaci di portare alla massima evoluzione questa tecnologia, con prodotti iconici e innovativi degni della storia del marchio Lamborghini.

Con questo spirito, l’azienda ha annunciato quest’anno il lancio di due novità sul fronte dell’architettura V12. Il suono del motore a scoppio quindi rimarrà, anche dopo il processo di ibridizzazione della gamma (seconda tappa del piano). E probabilmente anche dopo il 2030, nonostante i limiti stringenti imposti per le emissioni.

«Non abbiamo ancora deciso che cosa succederà dopo quella data con Aventador e Huracan. Ma pensiamo che sfruttando la benzina sintetica, che permetterà di abbattere la CO2 e rientrare nei futuri limiti di emissione, c’è la possibilità che i motori a scoppio resteranno anche dopo il 2030», anticipa Winkelmann.

Transizione ibrida entro il 2024

Il piano prosegue con un’altra svolta: nel 2023, Lamborghini lancerà il suo primo modello di serie ibrido. Non solo: entro la fine del 2024, tutta la gamma sarà ibrida. Nulla sarà lasciato al caso.

«Guidare una Lamborghini è prima di tutto un’esperienza emozionale, che non può prescindere, tra le altre cose, dal rombo del motore. Questa promessa deve essere mantenuta. E sarà così. Anche se ibrida, l’Aventador avrà sempre il 12 cilindri posizionato dietro l’abitacolo», spiega Winkelman, prendendo ad esempio la supersportiva di casa.

In questa fase del piano, ingegneri e tecnici faranno sempre più ricorso a materiali leggeri in fibra di carbonio, per il contenimento del peso richiesto dall’lettrificazione. Grazie a queste due leve – ibridizzazione e impiego di nuovi materiali – Lamborghini prevede di abbattere del 50% le emissioni di C02 dei propri modelli in gamma entro l’inizio del 2025.

La prima Lamborghini full electric

La rivoluzione si compirà nella seconda metà del decennio, con l’arrivo della prima Lamborghini full electric. Il quarto modello annunciato oggi - che affiancherà la gamma delle supersportive, che nel 2025 saranno come detto tutte ibride - porterà simbolicamente a compimento il piano «Direzione Cor Tauri».

L’eletrificazione di Lamborghini sarà compiuta. «Il nostro sogno, la nostra visione – spiega Winkelmann al Sole 24 Ore – è che nella seconda parte di questo decennio avremo una Lamborghini elettrica. Ci immaginiamo una 2+2 un po’ più alta da terra rispetto alle nostre supersportive: non una Aventador o una Huracan, ma una vettura da utilizzare tutti i giorni per più di due persone». E che suono avrà questa elettrica? «Non lo sappiamo ancora. Gli studi sono in atto. Quello che sappiamo è che non dovrà essere uno scopiazzamento del rumore dei motore termico. Dovrà avere un suono particolare, capace di emozionare quanto il rombo di un V12».

L’elettrica come Urus

Il racconto di Winkelmann torna al 2005. «Quell’anno – ricorda – Lamborghini vendette 1.500 macchine. Capimmo che non potevamo rimanere una nicchia nella nicchia. L’idea era di allargare un po’ il campo e trovare un modello fuori dal perimetro delle supersportive. Nel 2012 viene presentata Urus a Pechino, lanciata poi nel 2018. Rispetto al 2005, abbiamo moltiplicato il fatturato di 7 volte». Un successo che ha cambiato per sempre il volto della Lamborghini.

La domanda per Winkelmann a questo punto è d’obbligo: l’arrivo della prima elettrica avrà per Lamborghini lo stesso effetto dirompente che ebbe l’intruduzione di Urus nel 2018? «Sì – risponde il ceo che passerà alla storia per aver elettrificato la casa del Toro – trovo che sia una sfida simile come impostazione: richiede di cambiare sia il perimetro aziendale che l'impostazione mentale. Sarà emozionante».

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