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Lamborghini ferma la fabbrica fino al 25 marzo

Stop per il sito di S.Agata Bolognese. Domenicali: «Gesto di responsabilità verso noi stessi e la collettività. E pronti a ripartire»

di Luca Orlando

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Stop per il sito di S.Agata Bolognese. Domenicali: «Gesto di responsabilità verso noi stessi e la collettività. E pronti a ripartire»


2' di lettura

Da oggi si ferma lo stabilimento Lamborghini di S.Agata Bolognese. Il costruttore, parte del gruppo Audi-Volkswagen, ha deciso di concerto con i sindacati di fermare l’attività del sito fino al 25 marzo. Nello stabilimento lavorano 1800 persone, di cui 900 impegnate nell’attività produttiva diretta. «Ci fermiamo, - spiega il presidente e ad Stefano Domenicali - per un atto di sensibilità nei confronti delle persone e del tessuto sociale. Abbiamo sempre rispettato le indicazioni della normativa e della Presidenza del Consiglio ma in questo momento, in un’ottica di rsponsabilità sociale, ci pare giusto rispondere alla sensibilità delle persone. Che ad ogni modo potrebbero lavorare in piena sicurezza nel rispetto dei criteri indicati nel decreto. Noi però in questa fase percepiamo nelle persone una situazione psicologica molto pesante».

Per il personale amministrativo o comunque per i ruoli non operativi si utilizzerà al massimo lo smart working, mentre per gli addetti della fabbrica vi sono diverse ipotesi: ferie, utilizzo della banca-ore, flessibilità negativa oppure ammortizzatori sociali.

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«Che potrebbero anche arrivare in modo retroattivo - precisa il segretario delal Fiom di Bologna Michele Bulgarelli - con decisioni che verrano prese all’interno di un tavolo già convocato entro la prossima settimana per decidere in che modo dare copertura allo stop. Non siamo stati a discutere sulle tecnicalità, un accordo si troverà. Questa intesa è anche il frutto di un modello avanzato di relazioni sindacali che esiste in questo territorio».

Nella comunicazione inviata al personale Domenicali ha ricordato come osservando l’evoluzione generale si senta il dovere di prendere decisioni più nette, «indispensabili per promuovere una responsabilità collettiva a tutela della salute». Fermando una squadra che in questo modo decide di mostrare «la massima responsabilità verso a sé stessa, i propri cari e la collettività».

Decisione che riguarda tutti i modelli del gruppo, a partire da Urus, il Suv che lo scorso anno ha trainato Lamborghini ai nuovi record, per volumi di vetture e per fatturato.

Lamborghini Urus, così nasce il Suv dei record

«Lo stop di due settimane da questo punto di vista mi preoccupa poco - spiega Domenicali - perché in termini di flessibiità siamo in grado agevolmente di recuperare. Io credo però che alla luce di quato accade, con le borse che crollano, sia impossibile pensare che questa botta non lasci il segno sull’intero comparto auto: tutti dovremo inevitabilmente rivedere qualcosa. Dovremo essere pronti a reagire. A varie velocità, perché credo che le situazioni saranno diverse, da mercato a mercato. Ora ci fermiamo ma siamo ovviamente pronti a ripartire. Oggi stop, poi avanti tutta. E quando si dovrà lavorare si lavorerà».

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    Luca Orlandoinviato-caporedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Imprese, meccanica, innovazione, export, macchinari, Industria 4.0, robot

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