Tendenze

Lampoo e Lookiero si assicurano nuovi round di finanziamento

Le due piattaforme di abbigliamento e accessori confermano la spinta che il web ha dato al segmento «pre owned» e ai servizi di personal shopping

di Giulia Crivelli

4' di lettura

Una volta si chiamava “di seconda mano”.Oggi si preferiscono eufemismi come “pre owned” (letteralmente, qualcosa che è già stato di proprietà di qualcuno) o, più poeticamente, “pre loved”, qualcosa che qualcuno ha già amato, almeno una volta. Ma la sostanza non cambia: parliamo di abbigliamento e accessori che i “primi propietari” decidono di rivendere. La rivoluzione digitale e in particolare l’e-commerce hanno reso estremamente più facile l’ncontro tra chi vuole vendere e chi vuole acquistare. Anzi: hanno fatto dei prodotti di seconda mano un vero e proprio mercato a sé, soprattutto nel medio e alto di gamma. E c’è di più: chi rivende qualcosa che non mette più (spesso peraltro per rimpiazzarlo subito con altro, magari trovato sulla stessa piattaforma) si sente circolare e sostenibile. Quanto di autentico ci sia in questo, richiederebbe altre riflessioni, che quasi certamente saranno necessarie con la crescita di piattaforme di re-selling. A oggi però il trend sembra confermato: l’e-commerce di questo tipo piace ai consumatori e pure agli investitori, come dimostra la start up italiana Lampoo.

Sei milioni per crescere online e offline

Dopo aver raccolto poco più di un milione nel febbraio 2019, la società e omonima piattaforma italiana Lampoo ha chiuso il suo secondo round con un'iniezione di capitale che supera i sei milioni. La società ha sede a Milano e ha iniziato l’attività nel marzo 2020 e ha visto crescere il fatturato e la base utenti in modo costante durante tutto lo scorso anno. I primi sei mesi del 2021 hanno confermato il trend positivo, con un giro d'affari che ha già oltrepassato quello del 2020.

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Modello di business innovativo

Lampoo si concentra sull’alta gamma e libera le venditrici di tutte le azioni da svolgere tipiche dell'utilizzo degli attuali marketplace peer-to-peer. Per la raccolta dei nuovi capitali la società si è avvalsa della consulenza di Proximity Capital e FG2 Capital e ha ora nella compagine azionaria imprenditori della moda. I nuovi fondi serviranno per sostenere la crescita grazie a maggiori investimenti marketing, per migliorare la piattaforma digitale e per aumentare il tasso tecnologico nella gestione dei capi di seconda mano, con lo scopo di diventare un benchmark del settore. Ma anche – qui sta una caratteristica unica di Lampoo – per ampliare il canale retail: il primo monomarca è stato aperto in dicembre nel quartiere di Brera.

Gli obiettivi del fondatore

A inventarsi Lampoo è stato Enrico Trombini, oggi amministratore delegato: «Marketing, tecnologia e omnicanalità rappresenteranno i tre ambiti dove investiremo i nuovi fondi, con lo scopo di offrire la migliore esperienza di acquisto e vendita di capi di lusso di seconda mano e diventare la piattaforma leader in Italia di resell. Per fare tutto ciò avremo bisogno di attirare i migliori talenti in circolazione».Trombini, 43 anni, ha ricoperto fino al 2017 il ruolo di direttore commerciale di Vente Privee Group, gruppo francese dell’e-commerce europeo, presente nel nostro paese con i siti Privalia e Vente Privee.

La spagnola Lookiero punta su personalizzazione

Di maggiore entità il round ottenuto da Lookiero in luglio: il servizio di personal shopping online ha avuto finanziamenti da 30 milioni di dollari, grazie al round guidato da Perwyn, un investitore di private equity e venture capital a conduzione familiare, affiancato dai precedenti investitori di Lookiero, MMC Ventures, All Iron Ventures e Bonsai Partners. Il finanziamento porta il totale dei fondi raccolti da Lookiero a oltre 60 milioni di dollari negli ultimi sei anni. Il capitale fresco perrmetterà all’azienda di continuare l’espansione internazionale, con il lancio in Germania nella seconda metà del 2021 e di rafforzare la sua posizione in Spagna, Francia, Regno Unito e Italia.

Cinque anni di crescita

Fondato in Spagna nel 2015 da Oier Urrutia, Lookiero unisce l’esperienza dei personal shopper con una profonda comprensione delle proprie clienti, grazie anche ad algoritmi studiati ad hoc per fornire alle clienti un’esperienza di stile completamente personalizzata. Utilizzando il profilo di stile di una cliente, Lookiero fornisce una selezione di cinque capi di abbigliamento e accessori, accuratamente elaborata dal personal shopper, per adattarsi alla taglia, allo stile e alle preferenze individuali delle clienti. Queste ultime decidono poi quali articoli tenere o restituire (senza costi aggiuntivi), permettendo alla tecnologia di Lookiero e ai personal shopper di imparare attraverso il feedback e di migliorare le selezioni future.

Grande successo anche in Italia

Con un team di oltre 400 persone, Lookiero ha attualmente oltre 3 milioni di utenti registrate e ha aumentato le entrate di oltre il 50% nella prima metà del 2021 a livello europeo. In Italia nel 2020, Lookiero ha registrato una crescita a tre cifre rispetto al 2019. Negli ultimi 3 anni ha registrato un incremento di quasi il 50% nel numero di articoli che le clienti conservano in ogni scatola, migliorando i margini in modo significativo.

Come funziona l’algoritmo

Generando profili “lookalike” e analizzando le precedenti interazioni della cliente con ogni articolo, la tecnologia di Lookiero può prevedere con precisione quanto sia probabile che una utente tenga un determinato articolo, da una gamma di più di 150 brand europei. Questo “recommendation algorithm” assiste il personal shopper assegnato alla cliente nella selezione degli articoli più adatti. Negli anni la piattaforma ha ampliato il catalogo, con l’introduzione di categorie come premaman, calzature e brand premium e più recentemente ha lanciato le nuove app iOS e Android, insieme a nuove funzionalità come la possibilità di scambiare un articolo con una nuova taglia e “Look & Like”, un mini gioco innovativo, dove la cliente fornisce un feedback a vari capi attraverso un “like” o un “dislike”, consentendo ai personal shopper di conoscere ancora meglio le sue preferenze.


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