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Lamù ridisegna occhiali vintage ed edizioni limitate

Silvia Fabbri produce oggetti storici rivisitando materiali e colori. Con l’obiettivo di arrivare a un prodotto a impatto zero

di Paola Dezza

2' di lettura

Occhiali vintage da ricreare e rinnovare per incorniciare volti d’estate e in inverno. Una storia che arriva da lontano, da quando Silvia Fabbri ha iniziato a occuparsi di vintage in senso lato a Bologna, al mercato storico dell’usato, la Montagnola.
Silvia passa presto dai vestiti agli occhiali, un oggetto che se vintage 20 anni fa non era preso in considerazione. «Ho iniziato ad acquistare occhiali vecchi - racconta - per venderli ma anche per creare un mio archivio storico conservando i modelli più interessanti dal punto di vista stilistico, dei dettagli, della fattura o dei materiali».

Silvia continua a partecipare alle maggiori fiere vintage, ma nel frattempo inizia a studiare e documentarsi per produrre una propria collezione di occhiali.

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L’attività inizia con un archivio storico

Contemporaneamente si occupa della ricerca stilistica per le grandissime aziende di occhiali (Luxottica, Marcolin, Kering), vendendo loro anche modelli vintage selezionati che potessero fungere da ispirazione e da supporto nella creazione delle loro collezioni.

Nasce quindi Lamù, declinato poi in Lamù vintage e Lamù Sunglasses, una collezione di occhiali ispirati al passato arricchita ogni anno da modelli nuovi. Sono modelli dal gusto retrò, ma rivisitati nel design per offrire un prodotto che dagli ottici non è facile trovare. «L’attenzione principale oltre che al design è nei materiali - spiega Silvia -, che volevo fossero eccellenti come si faceva in passato, e nella fattura artigianale. Attingo all’esperienza manifatturiera del Cadore dove per tradizione si fanno occhiali, ma anche dove, a causa dello spostamento della produzione in Cina dei grandi brand, molte piccole e medie aziende che lavoravano conto terzi, hanno chiuso o rischiano di chiudere».

Obiettivo occhiali a impatto zero

Il materiale utilizzato è l’acetato, naturale perché deriva dalla lavorazione del cotone, robustissimo e confortevole. «Utilizzo quello prodotto dalla Mazzucchelli, la più antica e storica azienda di acetato d’Italia - dice -, con una attenzione alla qualità e alla tradizione come in passato. Le lenti sono Zeiss, qualità tedesca». L’idea è arrivare a produrre un prodotto a impatto zero, completamente ecosostenibile.

Qualità al posto del brand. «I miei occhiali sono in totale controtendenza con il concetto commerciale di questi tempi, in cui il brand è più importante del prodotto - ci tiene a sottolineare Silvia -. In questo caso mi concentro solo sul prodotto, non indico il brand sugli occhiali. Voglio che sia un prodotto artigianale, fatto a mano con le attenzioni che si dedicavano al prodotto in tempi passati».

Evitare di investire in pubblicità permette poi di mantenere un prezzo competitivo e adatto a tutte le tasche.

La produzione

La produzione ogni anno accoglie almeno una decina di nuovi modelli, mentre per quelli in collezione, i grandi classici, spesso arrivano nuovi colori. Ma se si trovano lastre di acetato particolari Silvia realizza anche edizioni limitate e pezzi unici.

A dare sprint al lavoro è stato Instagram durante il lockdown, e una clientela che si basava soprattutto sul passaparola ora cresce grazie alle pagine che Silvia posta quotidianamente.


Riproduzione riservata ©

  • Paola DezzaCaposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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