fase III

Lancet: il vaccino Sputnik V sembra sicuro ed efficace al 91,6%

Già approvato in 16 paesi, le due dosi son ben tollerate e funzionano anche negli anziani e nuovi ceppi del virus. A breve si studierà l'uso anche per i bambini e in accoppiata con queello di Oxford/AstraZeneca

di Francesca Cerati

(AFP)

3' di lettura

Criticato per la fretta con cui è stato impiegato e la mancanza di trasparenza, il vaccino russo Sputnik V si prende la rivincita con una seconda pubblicazione sulla prestigiosa rivista medica Lancet, dopo quella di settembre 2020. Dallo studio, un'analisi ad interim, appena pubblicato sulla fase III degli studi clinici che ha coinvolto quasi 20.000 partecipanti, risulta che il vaccino è efficace al 91,6% contro le forme sintomatiche di Covid-19, convalidando le affermazioni degli sviluppatori dello scorso anno. Il vaccino è stato ben tollerato e ha funzionato anche negli anziani e contro nuovi ceppi del virus. Ora si stanno preparando a studiarne l'uso anche per i bambini.

«I risultati riportati sono chiari e il principio scientifico di questa vaccinazione è dimostrato», hanno affermato due esperti britannici coinvolti nello studio, Ian Jones e Polly Roy, in un commento allegato allo studio Lancet - Questo significa che un vaccino aggiuntivo può ora unirsi alla lotta per ridurre l'incidenza del Covid-19».

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Conosciuto anche come Gam-Covid-Vac, il vaccino utilizza due adenovirus (Ad26 e Ad5) come vettori, somministrati a 21 giorni di distanza. L’approccio con l'adenovirus ricombinante è condiviso con il vaccino Oxford-AstraZeneca, che utilizza però un adenovirus di scimpanzé (ChAdOx), il vaccino Johnson & Johnson che utilizza solo Ad26
(i cui risultati dettagliati sono attesi a breve), e il vaccino basato su Ad5 della cinese CanSino, la cui sperimentazione di fase 3 è iniziata a settembre 2020.

Gli adenovirus ricombinanti sono stati ampiamente utilizzati come vettori di vaccini perché possono “ospitare” materiale genetico e, sebbene incapaci di replicarsi, attivano i “sensori” dell'immunità innata in modo sufficiente a garantire una forte risposta immunitaria.
Di conseguenza, non hanno bisogno di un adiuvante e forniscono immunità dopo una singola dose. Già nelle prove della fase 1/2 pubblicati a settembre 2020 gli sviluppatori avevano mostrato prove di risposte anche dei linfociti T, coerenti con una risposta immunitaria che non dovrebbe diminuire rapidamente nel tempo. L'immunità richiesta per prevenire la malattia si manifesta entro 18 giorni dalla prima dose, protezione che si manifesta in tutte le fasce di età, compresi gli over 65.

«Si differenzia dagli altri in quanto le due dosi rispondono a due diversi vettori virali, il che gli offre un vantaggio contro i nuovi ceppi - ha affermato Kirill Dmitriev, a capo del Russian Direct Investment Fund (Rdif) che co-finanzia il vaccino - Non abbiamo alcun dubbio che il vaccino sarà approvato dall'Organizzazione mondiale della sanità: non solo ha un'elevata efficacia ma è anche uno dei più accessibili grazie al prezzo contenuto e alla facilità di logistica e stoccaggio». La conservazione deve avvenire a temperature intorno ai –18 ° C. Lo svantaggio dei vaccini a base di adenovirus ricombinante è che sono necessarie dosi elevate, il che richiede grandi capacità produttive e di quantificazione per il lancio su scala globale.

Dmitriev ha aggiunto che settimana prossima partiranno anche i test del “combo” AstraZeneca -Sputnik V in Azerbaigian e negli Emirati Arabi Uniti. Il mix di vaccini potrebbe rivelarsi più efficace contro le nuove varianti, ha detto. Rdif prevede inoltre di offrire il vaccino come seconda dose alle aziende che hanno vaccini con efficacia inferiore al 90 per cento.

Sputnik V è stato sviluppato nel maggio 2020 dal Centro Nazionale Gamaleya per l'Epidemiologia e la Microbiologia del Ministero russo della sanità e alla fine dello scorso anno il prodotto ha ricevuto l'approvazione per l'uso nella campagna di vaccinazione in Russia, iniziata a dicembre 2020. Oggi è approvato in 16 paesi, dall'Argentina all'Iran. E, nelle ultime settimane, si è parlato sempre più spesso di una possibile valutazione rapida anche in Europa da parte per l'Agenzia europea per i medicinali (Ema), per una fornitura di 100 milioni di dosi.

Lo Sputnik V sarebbe quindi tra i vaccini più performanti, insieme a Pfizer/BioNTech e Moderna (circa il 95% di efficacia), che utilizzano però la tecnologia a Rna messaggero.

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