intervista

Lanci (Lenovo): «Le vendite di pc cresceranno nei prossimi 18-24 mesi»

È una delle conseguenze della digitalizzazione spinta dalla pandemia. Con smart working e didattica a distanza si va verso un pc a persona

di Luca Salvioli

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(ANSA)

È una delle conseguenze della digitalizzazione spinta dalla pandemia. Con smart working e didattica a distanza si va verso un pc a persona


4' di lettura

Lenovo, azienda numero uno al mondo nei pc, ha inaugurato a Milano il suo primo «concept store» in Europa, in Corso Matteotti. «Non un tradizionale retail store che punta tutto sulla vendita di prodotti, ma un luogo dove incontrare clienti, consumatori e aziende e confrontarsi sulle loro necessità. L’obiettivo è mostrare all’utente la tecnologia intesa come prodotto ma anche come soluzione e infrastruttura».

Spiega così Gianfranco Lanci, Coo e corporate president di Lenovo, azienda dove è entrato nel 2012 dopo una carriera di oltre 30 anni in aziende tecnologiche, da Texas Instrument fino al ruolo di Ceo per Acer. Lo spazio di Lenovo offrirà eventi e incontri, gratuiti, sia in presenza su invito sia in modalità digitale.

Perché uno store in Italia?
L’obiettivo era aprire il primo concept store in Europa e pensando a grandi città non ce ne sono molte migliori di Milano. Si poteva pensare a Barcellona e Parigi, ma Milano ha una eccellenza riconosciuta nel design. Per quanto riguarda invece il concetto di store, è evidente che puntiamo sull’offerta di incontro e di esperienza. Il retail tradizionalmente inteso, con grandi spazi, ora ha meno senso. L’emergenza covid ha accelerato la crescita dell’ecommerce. Chi non lo usava prima, ora ha scoperto che funziona ed è sicuro. Quello che continua però a cercare l’utente è poter toccare soluzioni a cui è interessato. Una area espositiva. Prodotti, ma anche servizi.

Il nuovo concept store di Lenovo a Milano

Il nuovo concept store di Lenovo a Milano

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Le misure resosi necessarie con l’emergenza covid hanno rivoluzionato alcune abitudini, ad esempio riducendo i viaggi di lavoro, molto frequenti per chi lavora nella tecnologia, specie nel top management.
La intera Lenovo da mesi ha sospeso i viaggi, in particolare quelli intercontinentali. È un grosso cambiamento anche per me, che da anni passo un terzo delle mie giornate lavorative in aereo. Il bilancio è che possiamo fare moltissime cose in videoconferenza. Anche quando potremo tornare a viaggiare, lo faremo meno. Si potrebbe trovare un punto di equilibrio in una via di mezzo tra il prima e l’ora, che non può essere normalità. Per chi si occupa di prodotti, resta importante andare a vederli e testarli e noi li abbiamo in 2-3 centri di ricerca nel mondo. Ridurre i viaggi però in molti casi consente di guadagnare efficienza. Si finisce per lavorare di più.

Che impatto ha avuto il nuovo coronavirus sul vostro business?
C'è stato un impatto parziale quando la nostra più grande fabbrica, che è proprio a Wuhan, è rimasta chiusa per diverse settimane. Le altre fabbriche sono state chiuse meno e sono ripartite bene. L’unico impatto serio è stato dunque a marzo-aprile e non solo in Cina, abbiamo fabbriche in 30 paesi. Le conseguenze si sono viste sul primo trimestre. Dal secondo in poi è stato il contrario. La digitalizzazione resasi necessaria per i lavoratori, studenti e docenti ha fatto sì che la domanda per pc sia tornata a tassi di crescita del 10-5% come non si vedeva da anni. Si va verso un pc a persona nelle famiglie. E questa transizione darà ancora i suoi effetti per 18-24 mesi.

Che conseguenze ha questo fenomeno sullo sviluppo del prodotto?
Faccio due esempi su tutti: la telecamera prima veniva usata solo per piccole attività, ora viene usata regolarmente per le video call. Lo stesso vale per l’audio.

Si torna a una idea di pc più tradizionale a dispetto di form factor più innovativi?
L’innovazione nelle forme dei prodotti resta importante. I foldable sono interessanti e non solo negli smartphone, anche nei pc con schermi da 17-18 pollici piegabili. Noi abbiamo introdotto un notebook foldable che andrà in consegna a ottobre. Sono più sottili, leggeri e trasportabili. Altro tema di innovazione è il 5G. E l’interfaccia utente. Voce e sguardo diventeranno più naturali e sostituiranno la tastiera.

Mentre sui pc Lenovo ha ormai scavalcato da anni HP in vetta alla classifica delle vendite mondiali, negli smartphone ha fatto più fatica. Già 7 anni fa, quando Huawei non era ancora il colosso che poi è diventata nei telefoni, Lenovo sembrava candidata a diventare la grande azienda cinese degli smartphone a livello internazionale, specie quando è arrivata l’acquisizione di Motorola. Sono diventati meno strategici per voi gli smartphone?
È vero che pensavamo di metterci meno a integrare Motorola dopo l’acquisizione. Puntavamo a 24 mesi ma ci abbiamo messo di più. Gli smartphone però sono parte integrante della nostra strategia. Siamo numeri 1-2 in America Latina, andiamo bene negli Stati Uniti. Siamo partiti con un piano europeo e l’Italia, da un anno, è il paese pilota. E abbiamo deciso che per l’Europa il nostro marchio negli smartphone è Motorola. Abbiamo lanciato il primo foldable e annunciato la seconda versione che arriverà tra ottobre e novembre.

Come vanno le cose in Cina, ora, rispetto alle conseguenze dell’emergenza sanitaria?
In Cina sono tornati davvero alla normalità. Le fabbriche sono aperte e da aprile tornate al 100% della capacità produttiva. Restano molto attenti a distanza e mascherine. Anche nelle fabbriche.

Vi preoccupa la guerra commerciali tra gli Stati Uniti di Trump e la Cina, che ha avuto come vittima eccellente Huawei?
Siamo un’azienda globale. Nella cerchia del primo livello di management che riporta al ceo, ci sono solo tre manager cinesi. Siamo quotati a Hong Kong e lo shareholding cinese è ridotto (secondo i dati di maggio 2020, l’azienda è pubblica al 65%, la cinese Legend Holding ha il circa il 29% e il ceo Yang Yuanqing il 6%, ndr). Abbiamo attività in tutto il mondo, e in Europa la maggior parte del fatturato. Certamente prestiamo attenzione a quello che succede e crediamo che il mercato aperto sia la soluzione migliore.

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