60esimo anniversario

Lancia Appia, con la Coupè o la Convertibile due colpi sicuri per gli appassionati

di Vittorio Falzoni Gallerani

3' di lettura

Al Salone di Ginevra del 1957 la Lancia propone al pubblico due versioni derivate dall’Appia che, in quel momento, è alla sua seconda serie: si tratta della Coupé 2+2 carrozzata Pinin Farina e della Convertibile a due posti disegnata da Giovanni Michelotti, in quel momento in forza alla Carrozzeria Vignale, che provvede alla sua costruzione. Erano e sono due automobili molto carine ma rimaste, incredibilmente, in una sorta di limbo collezionistico fino a poco tempo fa; ora danno segni importanti di risveglio, tanto che sta diventando difficile trovarle in vendita con conseguente ripercussione positiva sulle loro quotazioni.

Viene da dire: finalmente! E siamo particolarmente contenti nel registrare questo fatto poiché significa che, anche in questo momento vagamente “chiassoso”, qualche vero intenditore si aggira ancora, magari poco notato, tra i padiglioni delle varie Fiere che ormai si susseguono a ritmo incalzante. Certamente la scarsa potenza dei loro motori (53 CV), che diventa quasi imbarazzante in presenza di queste carrozzerie dal tono sportivo, ha avuto un suo peso nel determinare lo scarso interesse prima accennato, ma riteniamo che non fosse giusto: queste sono auto da acquistare per la loro eleganza sopraffina e da assaporare ad andature che anche i pochi cavalli a disposizione sanno consentire in pieno relax.

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E, a proposito di eleganza, l’abbandono nella parte frontale del tradizionale scudo che ancora caratterizzava la berlina, contribuì, al tempo del debutto, a dare loro l’immagine di piccole Flaminia in quanto, ancor prima dei lei (sia pur di poco) resero disponibili sul mercato gli stilemi della Lancia Aurelia Florida II di Pinin Farina con la sua moderna calandra a sviluppo orizzontale. E se la Convertibile conquistava, e conquista, per la semplice e geniale linearità delle sue linee, la Coupé presentava due caratteristiche estetiche che sono rimaste esclusive: il montante posteriore a forma di «V» e le luci posteriori «a diedro» che ne fanno una piccola «show car» a disposizione dei collezionisti; di livello, forse, ancora superiore gli abitacoli dove la accuratissima finitura, i materiali di pregio, la leva del cambio al pavimento e la completa strumentazione non fanno rimpiangere auto di categoria molto più elevata.

La Convertibile ebbe un momento importante di rinnovamento nell’Ottobre del 1958 quando anche lei conquistò un divanetto posteriore capace di due posti abbastanza comodi, diventando una delle pochissime cabriolet quattro posti di cilindrata contenuta disponibili sul mercato. Nella primavera del 1959 la meccanica diventa, per ambedue, quella dell’Appia III serie e mette a disposizione un insufficiente cavallino in più di potenza; nel contempo, però, un deciso miglioramento dei freni e dell’impianto di raffreddamento, rende queste auto più adatte al traffico in continuo aumento. Ultime modifiche nei primi mesi del 1960 che comportano la normalizzazione dei fanalini posteriori della Coupé, a causa delle prescrizioni del nuovo Codice della Strada, e un insieme di modifiche al motore che porta la potenza ad un livello più soddisfacente: 60 CV per una velocità massima di 150 km/h; cifre che, ancora oggi, consentono di viaggiare con gioia; così aggiornate le due sorelline rimasero in produzione fino alla primavera del 1963, quando irruppe sul mercato la rivoluzionaria Fulvia; la quale, come sappiamo, diede vita a bellissime versioni derivate ma mai più con il tetto in tela.

Oggi queste due piccole auto sono acquisti altamente raccomandabili prima che le quotazioni, soprattutto quelle della Covertibile 2+2, partano per la tangente; dove altro potreste trovare, infatti, la possibilità di viaggiare a cielo aperto con tutta la famiglia, con costi di esercizio ridottissimi e con tutta la inimitabile classe delle Lancia della metà del secolo scorso ?! E, per di più, a produzione limitata!? Si tenga presente, infatti, che di queste Appia «fuoriserie» ne sono state costruite, in tutto, 1581 esemplari con la meccanica della II serie e 2060 con quella della III serie; sono dati approssimati, e non è noto con quale ripartizione tra le due versioni, ma è fuor di dubbio che si tratti di macchine rare. La loro quotazione attuale, presa dai listini più accreditati, parla di € 22.500,00 per la Coupé e di € 27.000,00 per la Convertibile; in realtà, per un’esemplare corretto ed in ottimo stato, occorre spendere di più, e non poco; secondo noi, però, entro i 30.000,00 per la prima ed i 40.000,00 per la seconda, non si sbaglia comunque.

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