Made in England

Land Rover reinventa Defender e affronta territori inesplorati

La mitica fuoristrada britannica si ripresenta e punta a far breccia nel mondo dei suv più cool e modaioli: offerta in tre versioni diverse per lunghezza e vocazione d'uso

di Massimo Mambretti


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Off-road. Il nuovo Defender 110 con carrozzeria a 4 porte e portellone posteriore.

3' di lettura

Il lungamente atteso ritorno della Defender riporta la Land Rover sul terreno più strettamente legato alla sua immagine, cioè quello dell’off-road puro sul quale l’assenza di questa icona ha lasciato per tra anni tanto spazio di manovra ai competitor. Infatti, è un territorio che non è solo frequentato dalla clientela fuoristradistica civile e commerciale, ma anche dalle Forze Armate di tanti Paesi che hanno arruolato a lungo la Defender. Tuttavia, la vettura punta a conquistare una nuova tipologia di clientiamanti dei suv alla moda, e questo a prescindere dalle doti in off-road.

La versione 90 a 3 porte.

Il principale è quello di fare recuperare redditività all’intero gruppo Jaguar Land Rover compromesso, soprattutto, dalla crisi cinese che ha contribuito a fare registrare all’inizio di quest’anno perdite per oltre 4 miliardi di dollari. Infatti, la nuova Defender potrebbe rendere più attraente l’acquisizione di Land Rover, e ovviamente di Jaguar, da parte di altri gruppi automobilistici. Sempre che Tata intenda realmente cedere il gruppo inglese, come indicano insistenti rumors. Tra i pretendenti scalpita Psa, che così entrerebbe nel settore premium, ma potrebbe esserci Bmw con cui è stato siglato recentemente un accordo per sviluppare powertrain ibridi plug-in. A prescindere da questi discorsi, va detto che la Defender fa chiudere il 2019 della Land Rover in maniera spumeggiante, proprio come aveva fatto all’inizio dell’anno la seconda generazione del best seller della famiglia: l’Evoque.

La nuova Defender arriva ai nastri di partenza in tre versioni: la corta 90 e la più robusta 110 che sono già in vendita rispettivamente a prezzi che partono da 51.000 e da 57.000 euro, alle quali si affiancherà più avanti l’ancora più grossa 130. Insomma, una famiglia che da un lato è fedele a quella del modello precedente ma che, da un altro lato, si declina anche in maniera più variegata. Infatti, agli allestimenti S, Se, Hse, Defender X e First Editon aggiunge i pacchetti di personalizzazione Explorer, Adventure, Country e Urban definiti per soddisfare al meglio gli impieghi a cui fanno riferimento le denominazioni.

Gli interni della nuova fuoristrada inglese, dove spicca il grande schermo a centro plancia

La Defender del 21esimo secolo si presenta con vesti che, pur definendosi sotto gli effetti dell’attuale linguaggio stilistico del brand, non abdicano a stilemi inconfondibili. Si tratta dei tagli decisi, delle superfici tese sebbene raccordate un po’ più morbidamente rispetto al passato, del portellone incernierato lateralmente e della netta distinzione tra i volumi. Nell’abitacolo si incontrano passato, presente e futuro grazie alla plancia piatta che si sviluppa su due livelli, al cruscotto digitale da 12,3”, al display da 10” del sistema d’infotainment integrato già da una connettività estesa ma anche predisposto per il 5G. L’interno offre anche tantissime soluzioni destinate a privilegiare la praticità, come del resto ci si aspetta da un off-road versatile e destinato ad affrontare qualsiasi genere di compito.

Sotto alle vesti dell’erede della madre di tutte le Land Rover si cela lo stato dell’arte della tecnologia del marchio. Partono dalla monoscocca in alluminio, e passando da soluzioni irrinunciabili per un off-road duro e puro come il blocco dei differenziali centrale e posteriore o l’ampia escursione delle sospensioni pneumatiche, arrivano ai più avanzati sistemi di sicurezza, assistenza alla guida, di controllo della trazione e di marcia sia su asfalto sia in fuoristrada. Fra questi dispositivi rientrano la logica Wade che agevola la possibilità di affrontare guadi profondi anche 90 centimetri, le configurazioni vettura racchiuse nel Terrain Response 2 e nel Configurable Terrain Response nonché il cosiddetto “cofano trasparente” che dà una chiara visione a chi guida, con immagini visualizzate nel display centrale, di cosa si preparano ad affrontare le ruote. Il corredo è completato dai motori. Le unità a benzina sono di 2 litri con 300 cv e di 3 litri con 400 cv che porta al debutto un sistema mild-hybrid. Il capitolo turbodiesel è comporto da un motore di 2 litri, con due turbo, che si declina in varianti da 200 e 240 cv. Nel 2020 debutterà anche un powertrain ibrido plug-in del quale, però, non sono ancora state svelate le caratteristiche.

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