Palazzo Chigi

Landini chiede al governo la patrimoniale. No di Draghi: non aumentiamo le tasse

Palazzo Chigi fa sapere che il presidente «ha dichiarato più volte questo impegno sin dall’inizio del suo mandato», in Parlamento e incontri pubblici

di Nicola Barone

Draghi: faremo tutto ciò che è necessario per famiglie e imprese

2' di lettura

Un intervento sui redditi e i patrimoni più alti «con dei prelievi di solidarietà per tutelare chi sta peggio, chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese». È la richiesta fatta dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, lasciando Palazzo Chigi dopo l’incontro con Mario Draghi e il ministro Andrea Orlando. Nel dettaglio, secondo il leader dell Cgil, si potrebbe pensare a un patrimoniale che preveda un prelievo per chi ha un Isee «sopra il milione di euro». Ma dal governo arriva a stretto giro un no. Quanto mai fermo. L’altolà del premier arriva dopo l’ennesimo strappo che si consuma sulla delega fiscale, con tanto di rissa in Parlamento.

«Il governo non tocca le case degli italiani»

Il fatto è che l’esecutivo «non ha alcuna intenzione di aumentare le tasse» come dichiara Palazzo Chigi. Il presidente Draghi «ha dichiarato più volte l’impegno sin dall’inizio del suo mandato, in Parlamento, in incontri pubblici», questo «ai vertici internazionali e anche nei vari confronti con i leader delle forze di maggioranza». Nel caso della delega fiscale il premier ha specificato, anche di recente, che il provvedimento non porta incrementi sull’imposizione fiscale degli immobili regolarmente accatastati. «Nessuno pagherà più tasse. Il governo non tocca le case degli italiani».

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Apertura a tavolo permanente

Dal punto di vista economico più nel complesso la situazione rimane complicata. I sindacati parlano di emergenza, che richiede ulteriori interventi per aiutare lavoratori, famiglie e imprese, alle prese con la corsa dell’inflazione, i rincari dell’energia e l’impatto della guerra in Ucraina. Durante la riunione con le sigle il premier dal canto suo cala sul tavolo un formato di dialogo permanente e abituale con i sindacati per affrontare i mesi di profonda incertezza che abbiamo davanti. La premessa è che la sensazione del disagio sociale sta diventando sempre più marcata. Di qui, viene spiegato, l’idea di un patto inteso come metodo di lavoro. C’è bisogno di tutte le competenze per affrontare questa situazione, avrebbe convenuto anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

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