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Langhe, Roero e Monferrato, 2022 annata record di presenze

Secondo l’Osservatorio territoriale gli arrivi hanno sfiorato il milione e 200mila unità Anche il fatturato cresce con il ritorno degli stranieri, che rappresentano il 65% dei movimenti in collina

di Lucilla Incorvati

Patrimonio Unesco nel 2014. Le colline premiate per l'eccezionale bellezza , una tradizione storica antica legata alla coltura della vite e alla cultura del vino, radicata nella comunità

3' di lettura

Su quelle che sono considerate tra le più belle colline del mondo per l’eccezionale paesaggio e il valore storico, sociale e culturale che rappresenta la coltura della vite (i paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 2014) il 2022 si preannuncia come l’annata record a livello turistico in termini di presenze e di fatturato.

L’autunno in particolare è stagione di alto richiamo per le belle colline piemontesi anche grazie all’abbinata con la Fiera Internazionale del Tartufo di Alba. Quest’anno la 92esima edizione di uno dei più grandi eventi gastronomici del Piemonte e d’Italia, partita l’8 ottobre, si chiuderà il 4 dicembre 2022. Alla cultura di tutto ciò che riguarda l’universo del mondo del vino si associa infatti l’alto valore della cultura gastronomica, facendo delle Langhe e Monferrato da ormai quasi 20 anni una delle mete più gettonate a livello mondiale di quello che si indentifica come turismo enogastronomico. Non dimentichiamo, infatti, che non lontano c’è Pollenzo dove dal 2004 esiste L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, un’università non statale italiana riconosciuta dal Ministero dell’università e della ricerca. Per gli amanti del buon cibo basti a ricordare che nel solo nel territorio delle Langhe ci sono ben 21 ristoranti stellati Michelin. Un’offerta che si aggiunge comunque alle tantissime strutture ricettive molte delle quali hanno fatto la loro fortuna grazie al rispetto delle tradizionali locali (il comparto enogastrononico presenta oggi 847 strutture rispetto alle 261 del 2001 ed impiega oltre 8mila addetti, ndr). Ad ottobre luoghi cult come il Museo del Vino di Barolo, quello Grinzane Cavour, le piazze e i ristoranti di Neive, la Morra, Alba, Verduno, Monforte d’Alba e Barbaresco hanno registrato il tutto esaurito. Tanto che c’è chi parla del rischio di overturism nelle Langhe come a Venezia.

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Stefano Mosca. Direttore generale dell'Ente Fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba

Secondo le prime indicazioni che arrivano dall’Osservatorio Turistico Langhe Roero Monferrato i numeri potrebbero superare quelli del 2019, considerata annata record con un totale a livello annuo di 1.162.462 presenze. Il 2021 che pure aveva segnato una crescita sul 2020 e con un ottobre decisamente al di sopra delle attese (quasi 169mila presenze versus i 154.353 dell’ottobre 2019) in realtà si era chiuso a livello anno con numeri inferiori al 2019 (1.028.036 presenze annue).

Il boom di quest’anno si deve essenzialmente al grande ritorno degli stranieri presenti come non mai. «In media nelle nostre colline rappresentano il 65% delle presenze contro un media nazionale del 35%- sottolinea Stefano Mosca, Direttore generale dell’Ente Fiera Internazionale Del Tartufo Bianco d’Alba - ma durante i due mesi della Fiera raggiungono anche picchi del 75%. Un effetto che si vede anche in termini di Pil visto che calcoliamo che nel periodo della Fiera del Tartufo l’apporto sia intorno ai 150milioni. In realtà quello che raccogliamo in questa stagione è il risultato di un lavoro fatto a livello di sistema negli ultimi 25 anni e che poi da 15 anni ha visto via via un’impennata. Non credo però che per le Langhe si possa parlare di overturism perché è bene non confondere singole giornate in particolare in autunno dove abbiamo dei picchi turistici con quello che è un turismo caratterizzato dalla permanenza di almeno una notte e che viene proposto tutto l’anno. Certamente la notorietà delle nostre colline non deve mai passare in secondo piano rispetto alla necessità di proporre un’accoglienza in linea con la sostenibilità delle nostre colline».

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