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Lanieri sfrutta l’anima digital: l’abito maschile su-misura con il sarto in video

Simone Maggi: «È il momento di mettere in sicurezza i negozi , siamo avvantaggiati visto che il servizio su misura è su appuntamento e i nostri locali non sono affollati»

di Giulia Crivelli

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L’esperienza sartoriale di Lanieri comodamente da casa

Simone Maggi: «È il momento di mettere in sicurezza i negozi , siamo avvantaggiati visto che il servizio su misura è su appuntamento e i nostri locali non sono affollati»


3' di lettura

Risponde Simone Maggi, amministratore delegato di Lanieri, azienda milanese che è stata la prima piattaforma digitale per la produzione di abbigliamento da uomo su misura, cresciuta rapidamente fino ad affiancare all'e-commerce l'apertura di negozi fisici nelle maggiori città italiane e in alcune capitali estere.

Dal punto di vista produttivo siete completamente fermi o avete chiesto una deroga, come previsto dai provvedimenti del Governo?
Quali misure avete adottato per i lavoratori?
Abbiamo chiesto una deroga solo per la parte di logistica per terminare la spedizione dei capi in consegna da parte dei nostri fornitori. Una volta chiusi i nostri fornitori anche questa necessità è venuta meno. Per il personale in ufficio invece abbiamo deciso di dare massima priorità alla sicurezza della nostra squadra e fin dal primo giorno abbiamo deciso di lavorare tutti da casa senza problemi. L'anima digital di Lanieri ha reso tutto molto semplice e non abbiamo dovuto modificare il nostro modo di lavorare se non aumentando le riunioni tramite video call come già facevamo prima avendo gli uffici suddivisi tra Milano e Biella.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Avete chiesto ai proprietari deroghe per gli affitti?
I negozi sono stati chiusi in conformità ai provvedimenti del governo e siamo in trattativa con i proprietari per chiedere delle deroghe agli affitti dei mesi nei quali non abbiamo potuto lavorare per cause di forza maggiore. Ora siamo in attesa di mettere in sicurezza i nostri negozi anche se siamo avvantaggiati visto che il nostro servizio su misura avviene tramite appuntamento e i nostri locali quindi non sono affollati.

Vi siete attrezzati per potenziare l’e-commerce?
Siamo nati digital e abbiamo lanciato anche un servizio che sta riscuotendo un forte interesse. Abbiamo trasferito online l'esperienza dell'atelier dando l'opportunità di prenotare un appuntamento virtuale con i nostri style advisor che sono diventati a tutti gli effetti i nostri sarti digitali

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
Difficile fare previsioni: tutto dipenderà da quanto tempo durerà questa epidemia. Stimiamo ad oggi una perdita tra il 20-30% ma siamo confidenti che il servizio appena lanciato possa fare da traino per le vendite poiché aiuta il cliente a ordinare un prodotto con i vantaggi dell'offline ma stando al sicuro nel proprio appartamento e vedersi consegnato il capo direttamente a casa. Possiamo dire che anche la sartoria si è saputa adeguare ai tempi della pandemia.

Qual è, volendo costringersi a vederlo, un lato positivo di questa crisi?
Escludendo le morti che rappresentano un dolore per tutto il mondo vedo invece diversi aspetti positivi di questa crisi. Se da un lato ci ha lasciato tutti smarriti, dall'altro ha forzato all'improvviso alla digitalizzazione della nostra vita. Ad esempio: ho ricevuto ricette mediche via whatsapp senza fare la coda dal medico, vedo una propensione maggiore alle videocall e questo farà risparmiare tempo e inquinamento e ancora abbiamo imparato a fare la spesa online e a usare i servizi digitali che le aziende ci hanno messo già a disposizione. Credo che questa scoperta sarà la nostra “nuova normalità” e questo si tradurrà in maggiore tempo libero per le persone che amiamo e che tanto ora ci mancano.

Avete messo in campo iniziative di solidarietà?
Abbiamo contattato il nostro produttore di camicie per capire se ci fosse la possibilità di produrre mascherine. Tuttavia siamo ancora in attesa della certificazione e non ci siamo sentiti di distribuire un prodotto non certificato.

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