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Lardini cattura i clienti con tradizione e tecnologia

Capsule di Yusuke Aizawa per il prossimo autunno-inverno

di Marika Gervasio


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Un look della collezione Transiberiana per l'A-I 20-21

2' di lettura

«Creatività significa prima di tutto ricerca ovvero una contaminazione con altri saperi: dall’arte alla poesia, dai viaggi alla fotografia, dal cinema al teatro, dalla lettura agli incontri culturali, dal confronto con realtà e professionisti del settore e non, quasi a voler creare una perfetta armonia tra anima emozionale e anima razionale». Così Alessio Lardini, brand manager dell’omonimo marchio di abbigliamento, racconta come l’azienda di famiglia risponde ai cambiamenti del mercato.

«Siamo un’azienda circolare - continua il manager -: al centro c’è il consumatore che va raggiunto con la distribuzione e la comunicazione. Le sue esigenze stanno evolvendo a velocità molto più alte rispetto al passato per effetto del cambiamento degli stili di vita e soprattutto per influenza del digital. Le nuove generazioni ci guidando nello sviluppo di nuovi prodotti classici, ma innovativi. Avere un pensiero critico è fondamentale: bisogna accorgersi quando non si è più attuale o adatti al nuovo consumatore. E in questo ricerca e innovazione divengono basilari. Negli ultimi anni i trend in atto mutano talmente tanto che le aziende rischiano di uscire dal mercato e questo in Lardini è talmente chiaro che pensiamo alle collezioni con occhi sempre attenti alle evoluzioni del mercato».

E la capsule Lardini by Yusuke Aizawa per l’autunno-inverno 2020-21 nasce proprio per questo. «La collaborazione è stata creata per sensibilizzare il nostro target attuale a un prodotto più versatile - continua Lardini -. Analizzare e studiare i comportamenti dei giovani consumatori anche attraverso il digital ci ha aiutato a creare prodotti attuali e moderni ad hoc che sempre più devono soddisfare le loro esigenze nel rispetto della nostra identità e posizionamento. L’obiettivo specifico di questa capsule è quello di avvicinarsi ad un target attuale in continua evoluzione e ipertecnologico.

«Nella moda è facile confondere la tecnologia come la semplice evoluzione di materiali e tecniche di cucitura - commenta Aizawa -. Per me significa adattamento, l’evoluzione che si combina allo scopo di utilizzo: a cosa servono questi vestiti? Come è possibile abbinarli in determinate occasioni? In questo progetto, era importante rispondere al gusto dei clienti Lardini, quindi ho cercato di fare una proposta di stile che fosse coerente».

Lardini produce ogni giorno duemila capi che raggiungono i mercati internazionali attraverso una catena distributiva in continua espansione che oggi conta 700 punti vendita in selezionati multibrand nel mondo, corner in department store e boutique in tutti mercati: Europa, Giappone, Corea, Russia, Cina, Australia e Usa. Nel 2014 è stato inaugurato il nuovo showroom in via Manzoni a Milano nel quadrilatero della moda. Nel 2016 è stato ampliato per dare lo spazio al nuovo progetto della collezione donna.

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