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Largo agli export manager, chiave per il rilancio delle Pmi del Made in Italy nel mondo

Secondo il Patto per l'’xport è indispensabile per sostenere l'accesso ai mercati esteri – Forte richiesta nei settori food e moda – Le agevolazioni in campo

di Chiara Bussi

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Secondo il Patto per l'’xport è indispensabile per sostenere l'accesso ai mercati esteri – Forte richiesta nei settori food e moda – Le agevolazioni in campo


4' di lettura

«Il regista delle esportazioni di un’impresa». Così Laura Giorgetti, direttore commerciale di Zini Alimentare Spa, definisce la figura dell’export manager. Un ruolo che conosce bene perché lei stessa l’ha esercitato quando è approdata nell'azienda di Cesano Boscone sei anni fa. Se le esportazioni saranno il volano per il rilancio del Made in Italy dopo gli scossoni della pandemia sarà questa la figura chiave, portata alla ribalta anche dal Patto per l'export lanciato dal Governo lo scorso giugno che definisce l’export manager «indispensabile per sostenere l’accesso delle imprese ai mercati esteri» .

Zini Alimentare ne ha tre per ciascuna area di riferimento: i Paesi francofoni, gli Usa e l’Asia. «L'export manager – spiega Giorgetti - è il responsabile del fatturato della propria area, monitora la clientela, verifica gli ordini, promuove le attività legate alla vendita e accompagna gli agenti dall'utente finale un paio di volte all'anno. Certo – prosegue – con l’esplosione della pandemia tutto è diventato più difficile, i meeting annuali con i clienti esteri avvengono da remoto e anche gli export manager hanno dovuto attrezzarsi di fronte alle nuove esigenze».

Un ruolo che evolve alla luce dello sviluppo del digitale, che proprio durante la fase di emergenza ha ricevuto una spinta significativa. «Le imprese più oculate - Marina Puricelli, docente senior presso Sda Bocconi – hanno utilizzato il periodo del lockdown per ripensare la propria strategia commerciale, a partire proprio dagli export manager che hanno affinato le tecniche, anche sul fronte della comunicazione e sul geomarketing per esplorare possibili nuove aree di approdo».

La richiesta del mercato

Sul fronte delle ricerche di personale – spiegano dalla società di recruiting PageGroup – nel secondo trimestre di quest'anno la richiesta di export manager ha subito una contrazione a causa dell’emergenza Covid. Ma già nel terzo trimestre si nota un’inversione di tendenza con la necessità di rafforzare i dipartimenti export per affrontare la nuova fase di mercato, investendo in particolare nello sviluppo dell'area europea e del far East. «La richiesta di questi professionisti – dice Fabrizio Travaglini, Senior Executive Director, PageGroup – rimane alta. Nel triennio 2018-2020 abbiamo visto un sostanziale equilibrio tra la richiesta di commerciali sul mercato italiano e quelli sul mercato estero. Per i prossimi 2-3 anni ci aspettiamo invece una maggiore domanda di export manager, figure che sono naturalmente più richieste nei momenti di contrazione del mercato domestico. La domanda sarà particolarmente forte nei settori Food, Moda e Manufatturiero che rimangono trainanti per l’export italiano».

Gli strumenti di Simest e Sace

Le Pmi che hanno necessità di avvalersi di un esperto di export e internazionalizzazione, ma che non possono permettersi di assumere una figura ad hoc, possono ricorrere al Tem, il temporary export manager.

Proprio favorire il loro impiego, in seguito al decreto Mise-Mef di aprile 2019, dal luglio 2019 Simest ha messo in campo un finanziamento agevolato (pari al 10% del tasso di riferimento UE, per settembre lo 0,083%), a regime “de minimis” con durata di 4 anni, di cui 2 di preammortamento, e un ammontare massimo richiedibile di 150mila. Con questo finanziamento è possibile coprire tutte le voci di costo relative all'inserimento temporaneo in azienda di figure professionali per facilitare e sostenere i processi di internazionalizzazione attraverso la sottoscrizione di un contratto di prestazioni di consulenza erogate attraverso Società di Servizi. La misura è stato recentemente allargata ai professionisti di qualsiasi specializzazione (come per esempio i Temporary Digital Marketing Manager, i Temporary Innovation Manager) e ai loro servizi finalizzati a sviluppare processi di internazionalizzazione.

A dare un ulteriore impulso è stato il Patto per l’export. Su questa, come su tutte le altre linee di finanziamento gestite da Simest per conto del Ministero degli Esteri, sono state introdotte numerose misure vantaggiose, alcune temporanee in seguito dell’emergenza Covid, come l’esenzione dalla presentazione delle garanzie e la possibilità di richiedere una quota del finanziamento a fondo perduto – entrambe valide fino a fine anno – o l’innalzamento degli importi richiedibili – fino a fine 2021.

Dal 1° gennaio al 16 settembre sono state ricevute 61 domande di finanziamento per l'assunzione di temporary export manager, con un’accelerazione dopo la fine del lockdown. A partire dal 17 settembre è iniziata una nuova fase con l'innalzamento al 50% della quota a fondo perduto fino a un massimo di 800mila euro. I numeri ufficiali ancora non ci sono ma le domande per l'accesso a questo strumento hanno registrato un balzo significativo, segno che la misura potrebbe dare un forte impulso all'assunzione di temporary export manager nelle Pmi italiane.

Sace propone invece “Education to Export”, un programma formative gratuito ad alto contenuto digitale per aiutare le imprese italiane, con una particolare attenzione alle Pmi, a esportare di più e meglio, in un numero più diversificato di mercati e con strategie più strutturate. Dopo un test di autovalutazione l’utente viene indirizzato verso uno dei quattro percorsi digitali a seconda del grado di esperienza degli imprenditori per esplorare le migliori opportunità per mercato e settore, approfondimenti, video, infografiche, simulazioni interattive, testimonianze di imprese di successo e analisi settoriali.

Avviato nel periodo pre-Covid, il programma ha subito un’accelerazione nel periodo della pandemia con circa 24mila utenti raggiunti, 18 webinar realizzati, 70 ore di formazione erogate e 8 corsi.


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