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Il re degli investitori Larry Fink (BlackRock): il climate change trasformerà per sempre la finanza

Il fondatore e ceo della più grande società mondiale di gestione: il rischio climatico ci obbliga «a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna»

di Enrico Marro

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(AFP)

Il fondatore e ceo della più grande società mondiale di gestione: il rischio climatico ci obbliga «a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna»


5' di lettura

«Siamo sull’orlo di una completa trasformazione della finanza», perché il climate change obbliga gli investitori «a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna». Parola di Larry Fink, co-fondatore, ceo e presidente di BlackRock. E se lo dice l’uomo che siede nella poltrona più alta della maggior società di asset management mondiale, con quasi 7mila miliardi di dollari in gestione, qualche motivo per drizzare le antenne c’è.

La finanza cambierà molto prima del clima
Nella sua lettera annuale ai ceo, che Il Sole 24 Ore ha avuto modo di visionare in anteprima, Fink mette nero su bianco come il cambiamento climatico stia portando a una profonda rivalutazione del rischio e del valore degli asset. «E poiché i mercati dei capitali anticipano il rischio futuro, registreremo i cambiamenti nell’allocazione di capitali più rapidamente rispetto a quelli nel clima». Quando? «In un futuro vicino, prima di quanto anticipato da molti», annuncia il ceo del colosso statunitense.

Impatti sul sistema di crescita economica
Nulla sarà come prima, lascia intendere Fink: nel mondo della finanza vedremo cose che fino a ieri non avremmo potuto mai immaginarci. «Il rischio climatico avrà un impatto non solo sul mondo fisico, ma anche sul sistema globale che finanzia la crescita economica», scrive ancora Fink, al quale si aggiunge «l’impatto delle politiche legate al clima sui prezzi, sui costi e sulla domanda dell’economia nel suo complesso». Con le banche centrali che a loro volta stanno diventando sempre più sensibili al tema nella loro asset allocation.

Città, mutui e inflazione nell’era del cambiamento climatico
Ma perché stupirci? Il padre di BlackRock mette in fila alcuni degli interrogativi che stanno tormentando gli investitori di tutto il mondo: le città saranno in grado di far fronte alle nuove necessità infrastrutturali se il rischio climatico ridisegna il mercato obbligazionario degli enti locali? «Cosa succederà ai mutui trentennali - un tassello chiave della finanza - se chi li eroga non è in grado di stimare l’impatto del rischio climatico su un arco di tempo tanto lungo, e se non sussistono opportunità di mercato per le assicurazioni nelle aree interessate»? E ancora: che accadrà all’inflazione, e di conseguenza ai tassi d’interesse, se il costo del cibo aumentasse a causa di siccità e inondazioni? «Come possiamo costruire una crescita economica se i mercati emergenti vedono la propria produttività diminuire a causa di temperature estreme o di altri impatti climatici?»

Il climate change, crisi strutturale senza precedenti
Durante la sua lunga carriera Fink ne ha viste di tutti i colori: dai picchi di inflazione degli anni Settanta alla crisi valutaria asiatica nel 1997, dalla bolla internet di fine millennio alla crisi finanziaria globale del 2008. «Ma anche quando queste situazioni sono durate molti anni, erano tutte, in generale, per loro natura di breve termine - sottolinea il ceo di BlackRock - . Il cambiamento climatico è diverso. Anche se si verificassero solo una parte degli impatti previsti, si tratta di una crisi a lungo termine molto più strutturale. Le aziende, gli investitori e i Governi devono prepararsi per una significativa riallocazione del capitale».

Al via un gigantesco spostamento di capitali
Sempre più clienti stanno cercando di riallocare i propri investimenti in strategie sostenibili, spiega ancora Fink. «Se il dieci per cento degli investitori globali lo facesse - o addirittura il cinque per cento - assisteremmo a massicci spostamenti di capitale». E questa dinamica accelererà man mano che la prossima generazione prenderà il comando, in politica e nel business. «I giovani sono stati in prima linea nel chiedere alle istituzioni - inclusa BlackRock - di affrontare le nuove sfide associate ai cambiamenti climatici. Chiedono alle aziende e ai Governi trasparenza e azione. E mentre migliaia di miliardi di dollari a poco a poco passeranno nei prossimi decenni ai millennial, quando questi diventeranno amministratori delegati e cio, politici e capi di Stato, rimodelleranno ulteriormente l’approccio mondiale alla sostenibilità».

Il capitalismo deve diventare più responsabile
Nell’era del climate change e del conseguente spostamento di capitali, che ruolo deve avere l’asset management? La parola chiave, secondo Fink, è trasparenza. «Tutti gli investitori, insieme alle autorità regolamentari, agli assicuratori e al pubblico, debbono avere un quadro più chiaro di come le aziende gestiscono le questioni legate alla sostenibilità», spiega il ceo del colosso statunitense. «BlackRock ritiene che il Sustainability Accounting Standards Board (SASB) fornisca una serie chiara di standard per la segnalazione di informazioni sulla sostenibilità attraverso una vasta gamma di tematiche, dalle pratiche di lavoro alla privacy dei dati all’etica aziendale», continua il finanziere statunitense. Ma per la valutazione e la comunicazione dei rischi legati al clima, nonché i relativi problemi di governance che sono essenziali per gestirli, Fink definisce «prezioso» pure il quadro fornito dalla Task Force sulle informazioni finanziarie relative al clima (TCFD), fondata tra gli altri dalla stessa BlackRock, anche se riconosce che «rispondere a questi standard richiede tempo, analisi e sforzi significativi».

Gli investimenti sostenibili daranno più soddisfazioni
Fink è comunque convinto che integrare la sostenibilità – in particolare il clima – nei portafogli possa fornire agli investitori i migliori rendimenti corretti per il rischio. «E, in virtù dell'aumento dell'impatto della sostenibilità sui rendimenti degli investimenti, crediamo che l'investimento sostenibile sia il più solido fondamento per permettere al portafoglio dei clienti di crescere».

Se le società sono poco trasparenti
Ma come comportarsi quando le società forniscono informazioni opache, incomplete o addirittura false? Fink ricorda come nel 2019 BlackRock abbia votato contro o negato i voti a 4.800 amministratori di 2.700 società. «Laddove riteniamo che le società e i consigli di amministrazione non stiano producendo informative efficaci sulla sostenibilità o non stiano implementando procedure per la gestione di questi problemi, considereremo i membri del consiglio di amministrazione responsabili», sottolinea il fondatore del colosso della gestione.

Portafogli dall’anima sostenibile
Intanto in una lettera “parallela” a quella ai ceo, diretta ai clienti, il Comitato esecutivo globale di BlackRock annuncia una serie di iniziative che collocano la sostenibilità al centro della filosofia di investimento, dalla costruzione dei portafogli al risk management. Con la possibilità concreta di uscire da investimenti con elevati rischi, «come nel caso di produttori di carbone termico». I vertici del colosso dell’asset management sono peraltro consapevoli del fatto che molti clienti continueranno a preferire le strategie tradizionali, soprattutto quelle che investono negli indici ponderati per capitalizzazione di mercato.

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