enologia - il ritiro di robert parker

Lascia Parker, padre delle pagelle del vino. E ora Michelin pensa a una “nuova guida”

di Giorgio dell'Orefice


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(AFP)

3' di lettura

Robert Parker, secondo molti il “padre” della critica enoica, colui che inventando i punteggi in centesimi alla base di molte guide ha dato un contributo decisivo alla diffusione del vino sui mercati, lascia la rivista che ha fondato, The Wine Advocate. La lascia nelle mani dei propri allievi, della squadra di critici messa in piedi in questi anni, ma soprattutto la sua uscita di scena lascia presagire un’ulteriore novità – come sottolineato da Winenews uno dei principali siti in Italia per il settore del vino –: «In tanti prevedono ora il passaggio di Wine Advocate alla Michelin che già nel 2017 aveva acquisito una quota del 40% con la restante parte detenuta dallo stesso Parker e da un fondo asiatico (che invece era entrato nella società nel 2012)». Passaggio che segnerebbe il debutto in grande della Guida Michelin nel settore del vino.

L’annuncio è venuto dallo stesso Parker sul suo blog e da un post su Facebook. «Mentre mi ritiro – ha scritto Parker – ho l’onore di passare il testimone alla nostra meravigliosa squadra. È giunto il momento per me di rinunciare con effetto immediato a tutte le responsabilità editoriali e di direzione. Brindo a tutti voi per aver fatto parte di questo viaggio e spero che tutti continuino a condividere l’entusiasmo per la scoperta dei vini con i nostri critici devoti».

L’amore per il vino nato seguendo la fidanzata in Alsazia
La sua storia è stata poi ripercorsa sulla stessa rivista The Wine Advocate da una delle sue principali allieve Lisa Perotti-Brown. Nell’articolo la Perotti-Brown ha ricordato la storia di Parker, una storia che comincia nel 1967 con un viaggio in Francia ai tempi del college. «Nel 1967 – si legge nell’articolo - Robert Parker si prese una breve pausa dalla vita universitaria americana per fare il suo primo viaggio in Francia sulla scia di una giovane donna che studiava in Alsazia. Quella signora sarebbe diventata presto la signora Patricia Parker. Ma oltre a trovare la fidanzata, in Francia Parker scoprì il vino e ne sviluppò il gusto. A metà degli anni ’60, il progetto di The Wine Advocate prese piede nella mente di Robert Parker, ma i suoi amici e la sua famiglia, intenzionati a farne un avvocato, lo scoraggiarono. Si laureò all’Università del Maryland School of Law nel 1973 ed entrò in uno studio legale vicino a dove lui e la sua giovane moglie erano cresciuti, a Baltimora. Ma il suo cuore professionale era già perso nel vino, e nel 1978 Parker decise di investire i suoi soldi e iniziò a pubblicare la sua guida enologica, “The Baltimore-Washington Wine Advocate”».

La nascita della rivista culto
L’avventura di The Wine Advocate nasceva dall’idea di creare una rivista libera da legami finanziari con cantine produttrici e commercianti di vino, una guida che avrebbe prodotto opinioni imparziali sui vini e al servizio dei consumatori e finanziata esclusivamente dagli abbonati. Successivamente il nome della rivista divenne semplicemente “The Wine Advocate”.

La consacrazione con il giudizio controcorrente sul Bordeaux 1982
Ma la vera svolta per Parker si ebbe nel 1983 con le recensioni sull’annata bordolese del 1982. Un millesimo che in prima istanza fu ritenuto da molti critici mediocre con una produzione etichettata come eccessivamente matura e con vini che avrebbero avuto difficoltà a invecchiare. Parker invece fin dall’inizio ne parlò in termini entusiastici.
E in effetti il tempo diede ragione a Parker e nel giro di pochi anni i vini del 1982 dimostrarono di completare la propria maturazione e affinamento rivelandosi col tempo sempre migliori.
Da questa “difesa d'ufficio” dei vini dell’etichetta 1982 crebbe la considerazione nei confronti di Parker e aumentarono enormemente anche gli abbonati all’avvocato del vino. La consacrazione poi si ebbe con l’invenzione del sistema di valutazione dei vini in centesimi che ancora oggi è il sistema di riferimento per il settore della critica enologica.

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