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Latini (Coop): «La prossima sfida per la sostenibilità è il packaging»

Dopo la lotta ai pesticidi e agli antibiotici negli allevamenti di carne e pesce, occorre conciliare impatto ambientale e durata degli alimenti.

di Micaela Cappellini

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Al posto del polistirolo monouso, Coop sta introducendo nelle pescherie casse lavabili e riutilizzabili

Dopo la lotta ai pesticidi e agli antibiotici negli allevamenti di carne e pesce, occorre conciliare impatto ambientale e durata degli alimenti.


3' di lettura

Da quanti anni è alla Coop nemmeno lo vuole dire, Maura Latini. Da giugno è l’amministratrice delegata del colosso cooperativo della Gdo. Ma a lavorare nelle sue fila ha cominciato quando ancora andava alle superiori. Cassiera a Firenze, contratto estivo. E poi via via le vendite, i negozi, le relazioni con i clienti. Ha fatto tutti gli scalini. L’ultimo, pochi giorni fa: Maura Latini si è classificata terza nella classifica dei top manager italiani del food con la migliore reputazione web secondo l’Osservatorio reputation science.

Quali sono gli ultimi progetti che Coop ha lanciato nel segno della sostenibilità?
La storia di Coop parla da sola, noi puntavamo sulla sostenibilità anche quando il tema non esisteva. A maggio ci siamo ufficialmente impegnati a eliminare nel giro di tre anni quattro pesticidi da 35 prodotti a marchio, glifosato incluso. Un altro capitolo importante è quello del benessere animale: nel 2017 abbiamo detto che in tre anni avremmo raggiunto il traguardo dell’eliminazione degli antibiotici da tutte le carni a marchio Coop, e stiamo rispettando la tabella di marcia. Da ultimo ci siamo occupati dei pesci allevati. E siamo gli unici. Non utilizziamo antibiotici negli ultimi sei mesi di vita di tutto il pesce allevato a marchio Coop, e abbiamo enti terzi che lo certificano.

Quanto costa di più, tutto questo, al consumatore finale?
Nulla. All’inizio abbiamo scelto di assorbire noi come Coop l’aumento di prezzo della carne antibiotic-free dovuto agli investimenti iniziali. Ma la verità è che le innovazioni introdotte hanno talmente aumentato l’efficienza e la produttività degli allevamenti, che ora il prezzo di questa carne è diventato competitivo da solo. Soltanto alla carne di suino riconosciamo ancora un premio speciale agli allevatori che rispettano il protocollo di benessere animale.

La prossima sfida?
Il packaging. È uno degli argomenti più sfidanti, perchè va bene che una confezione debba avere un basso impatto ambientale, ma se poi il prodotto dura poco a scaffale, allora non abbiamo fatto la scelta giusta. Ecco perché la plastica non è da demonizzare in sé, va riciclata e ridotta, ma per esempio sostituirla tutta con il vetro non è una buona idea: il vetro è la materia più energivora di tutte. Noi abbiamo alleggerito le nostre bottiglie di acqua e tutte sono fatte con il 30% di plastica riciclata, mentre tutte le vaschette dell’ortofrutta ne hanno il 100%. Le nostre capsule del caffé sonon tutte compostabili. E in alcune pescherie abbiamo appena avviato il progetto per sostituire le casse in polistirolo monouso con altre lavabili e riutilizzabili.

Con chi vi confrontate in Italia, tra i grandi della distribuzione, sul tema della sostenibilità?
Sarò franca, nessuno fa meglio di noi. Qualcuno sta iniziando a fare cose interessanti, ma sono solo operazioni parziali. Una linea di faraone senza antibiotici la sanno fare tutti, ma avere tutta la filiera della carne senza antibiotici no. Non prendo ispirazione guardando la concorrenza, preferisco confrontarmi con le università e i centri di ricerca. Il nostro punto di riferimento è il principio di preacuzione: 25 anni scegliemmo di fare i nostri prodotti a marchio senza coloranti artificiali.

Come andranno i conti di Coop quest’anno?
Chiuderemo l’anno con una leggera perdita, dovuta alla forte penalizzazione che arriva dal rallentamento dei punti vendita di grandi dimensioni. Un problema che non è solo nostro, è strutturale. Diciamo però che nel secondo semestre abbiamo visto un miglioramento importante dei numeri, e che i prodotti a marchio Coop stanno andando molto bene. Nel 2020 lavoreremo per integrare rete fisica e rete virtuale, ed entro la fine del prossimo anno, in alcune zone d’Italia i nostri clienti potranno finalmente fare la spesa online.

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