i fronti aperti

Latte, energia, imprese: Sardegna, estate calda per 3mila addetti

gli ostacoli che bloccano alcuni settori dell’economia della Sardegna non sono stati ancora superati. Anzi, proprio in questo periodo, emergono criticità e nuove problematiche

di Davide Madeddu


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3' di lettura

Campagne, energia e industrie. Le vertenze, nonostante il caldo, non vanno in vacanza, e c’è chi rilancia la mobilitazione. Perché gli ostacoli che bloccano alcuni settori dell’economia della Sardegna non sono stati ancora superati. Anzi, proprio in questo periodo, emergono criticità e nuove problematiche. E non è certo un caso registrare proteste davanti ai palazzi delle istituzioni regionali e appelli al Governo. In tutto sono coinvolti quasi 3mila addetti.

Energia
La questione energetica è al centro di una nuova mobilitazione che vede lavoratori, imprese e sindacati uniti per trovare una soluzione. Perché senza carbone la Sardegna, dal 2025, rischia il black out. Per questo motivo i sindacati hanno lanciato un appello al Governo affinché «la presidenza del Consiglio dei ministri avvii il tavolo politico per discutere della decarbonizzazione e ricadute occupazionali». Il problema sarà affrontato nel corso dell’incontro fissato per venerdì in prefettura a Cagliari. Alle due centrali a carbone che operano nell’isola non sono solo legati oltre mille posti di lavoro (tra diretti e appalti), ma anche lo sviluppo di altri settori industriali. Legati soprattutto alla metallurgia del piombo e zinco ma anche dell’alluminio. La Sardegna è poi l’unica regione europea priva di approvvigionamento di metano e il programma di metanizzazione va a rilento.

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Industrie : i casi Eurallumina e Sider Alloys
L’investimento per riattivare il primo anello della filiera dell’alluminio, in mano all’Eurallumina (controllata dalla russa Rusal) supera i 200 milioni di euro, ma il progetto, modificato e limato più volte, stenta ancora ad essere attuato. Il programma di interventi che non prevede più la costruzione di una centrale a carbone per la cogenerazione di vapore ma la realizzazione di un vapordotto dalla vicina centrale Enel è ancora in fase autorizzativa. Eurallumina vuole anche dire circa 800 addetti tra diretti, indotto e temporanei. La vicina Sider Alloys dove i lavoratori coinvolti sono poco meno di 500 – , nuova proprietaria dello stabilimento ex Alcoa, benché abbia avviato il percorso per la riattivazione dello smelter con investimenti (tra pubblico e privato e finanziamenti a tasso agevolato) per circa 140 milioni di euro, è alle prese con la questione energetica. E i costi legati all’approvvigionamento dell’energia necessaria per rimettere in marcia gli impianti che sino alla fermata producevano 150mila tonnellate di alluminio primario per pani e billette con ricavi per oltre 500 milioni di euro.

Latte : resta la questione prezzo
Entro luglio a Sassari, si svolgerà il tavolo ministeriale sul prezzo del latte e la riforma dei Consorzi. L’attenzione è incentrata sulla questione relativa sia al costo del latte da pagare ai produttori (situazione che a febbraio ha visto esplodere la protesta con i pastori che versavano il latte in strada in quasi tutta la Sardegna) sia le iniziative per portare avanti i programmi per la valorizzazione della filiera e per cui sono previsti circa 10 milioni di euro. Cifra cui si deve poi aggiungere quella di 14 milioni di euro per il ritiro del formaggio pecorino Dop attraverso il bando indigenti.

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Le cavallette mettono in ginocchio l’agricoltura
L’ultimo episodio con cui hanno dovuto fare i conti le campagne dell’isola riguarda l’invasione delle cavallette. Il primo bilancio dei danni, illustrato nel corso dell’audizione degli amministratori pubblici in Commissione Agricoltura al Consiglio regionale parla di 3mila ettari di campagne danneggiati dalle locuste . Primo dato cui si devono poi sommare gli effetti legati alla presenza degli insetti e i costi superiori che dovranno sostenere poi gli agricoltori (una trentina di aziende per un centinaio di addetti) e per cui è in corso una stima.

Non risolta la vertenza Keller
Ancora appesa la vicenda legata al futuro dei lavoratori della ex fabbrica per l’allestimento di carrozze ferroviarie nel Medio Campidano. Dalla Regione è partita una richiesta al Mise per la convocazione di un incontro per affrontare la vertenza.

Porto canale di Cagliari
L’ultima grana, ma solo in ordine di tempo, scoppiata in Sardegna, riguarda i lavoratori della Cict , società del gruppo Contship che si occupa del traffico dei container al porto canale di Cagliari. Per i 210 lavoratori diretti sono scattati i primi avvisi di licenziamento collettivo. I giorni scorsi la comunicazione ai sindacati che hanno avviato la mobilitazione.

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