LA PROTESTA a due settimane dal voto in sardegna

Latte: pastori sardi bloccano tir allo scalo Porto Torres


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Ansa

2' di lettura

La protesta dei pastori sardi per il crollo del prezzo del latte arriva nello
scalo di Porto Torres (Sassari). Oltre un centinaio di contestatori ha fermato i tir frigo imbarcati a Genova. Gli allevatori hanno fermato un mezzo che trasportava carni suine provenienti dalla Francia e hanno gettato gran parte del carico
a terra, chiedendo l'intervento delle autorità sanitarie e denunciando «le pessime condizioni della merce destinata al mercato locale».

La loro azione è stata interrotta dall'intervento dei carabinieri e degli uomini della polizia in assetto anti sommossa. Momenti di tensione si sono registrati
quando il vicequestore Maurizio Terrazzi, dopo aver tentato inutilmente di dialogare con gli autori della protesta, ha ordinato di chiudere il tir preso di mira dai pastori. Al momento il camion è fermo in porto e gli allevatori non sono
intenzionati a lasciarlo partire. Intorno alle 9 un altro mezzo era sfuggito al loro blocco e si è diretto verso il centro Sardegna.

L’origine della vertenza

Quelli di oggi in Sardegna sonosoltanto gli ultimi episodi di una lotta che dura da tempo. Le proteste hanno spesso preso di mira il palazzo della Regione, a
Cagliari. In un'occasione era scoppiata anche una guerriglia tra manifestanti e forze dell'ordine con feriti e arresti. Ieri l’occupazione di caseifici con bidoni di latte riversati nelle strade. Anche i giocatori del Cagliari hanno sostenuto le ragioni degli alllevatori.

Una vertenza che riguardava, però, non solo il prezzo dellatte ma anche gli aiuti economici alle campagne e agli allevamenti in ginocchio per Lingua blu, siccità o piogge. Ora la protesta è riesplosa, a due settimane dalle elezioni regionali, per contestare il prezzo, 60 centesimi, pagato dagli industriali. «La situazione proposta finora - ha spiegato la Coldiretti nei giorni scorsi - è insostenibile e rappresenta una situazione di cartello».

L’accusa degli allevatori

Secondo gli allevatori: «Il costo di vendita non copre le spese di produzione». Risultato: aziende alla fame con almeno 12mila allevamenti di pecore a rischio. E tante azioni dimostrative per chiedere che il latte salga di prezzo, almeno ad un euro più Iva. Le trattative tra associazioni (in rappresentanza del mondo delle campagne) e industriali, promosse dalla Regione, sono riprese giovedì scorso con un lungo incontro a Cagliari. Che, nonostante qualche apertura, non ha portato alla definizione di un prezzo minimo. La riunione è stata rinviata a mercoledì prossimo.

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