oggi confronto con il ministro centinaio

Latte, Pigliaru agli industriali: pagate di più. Pastori sardi ancora mobilitati

di Davide Madeddu


I pastori sardi da Salvini: l'obiettivo è 1 euro a litro di latte

2' di lettura

Da una parte l’invito alla calma, in attesa dell’incontro di sabato a Cagliari con il ministro dell'Agricoltura, dall'altra la necessità di tenere viva la mobilitazione perché l'obiettivo è portare a casa il risultato: prezzo del latte a un euro a litro più Iva. Il giorno dopo il vertice al Viminale, chiuso con una proposta di 70 centesimi a litro, respinta dai pastori, e le altre misure messe sul piatto dal Governo e, in parte portate a Roma anche dalla Regione, l'attenzione ora è tutta per l'incontro in programma sabato a Cagliari con il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio.

«Ribadiamo la posizione giusta dei pastori per arrivare a 1 euro al litro più Iva», è la posizione rimarcata da Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti perché i 70 centesimi «non coprono neppure i costi dell’alimentazione degli animali». Per il momento resta la proposta di ieri che coinvolge Governo e Regione. Ossia 44 milioni di euro per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato e far salire il prezzo del latte. Operazione che potrebbe vedere il Viminale mettere a disposizione 14 milioni di euro, il Mipaaft 10 milioni, la Regione Sardegna attraverso la società finanziaria regionale Sfirs altri 10 milioni e i restanti 10 milioni dal Banco di Sardegna.

L'invito alla calma, almeno sino al risultato di sabato, sembra aver stemperato la protesta anche se Felice Floris (leader del Movimento Pastori Sardi), conferma che «la mobilitazione resta con i presidi, sino a quando non si risolve. Vediamo cosa viene fuori, noi però siamo in campo».

Intanto dal presidente della Regione Francesco Pigliaru arriva una presa di posizione che suona come una sorta di appello agli industriali. «Le condizioni ora sono cambiate: dopo gli interventi di questi giorni di Governo e Regione ci sono i presupposti perché gli industriali possano prendersi dei rischi a fronte di un possibile aumento del prezzo del pecorino romano». Per il presidente della Regione ci sono le condizioni per proporre un prezzo superiore ai 65 centesimi e trovare soluzioni al problema che riguarda 12mila allevamenti distribuiti in tutta la Sardegna, aziende che lavorano 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino Dop.

«Qualcuno oggi deve fare una scommessa sul futuro. Il rischio deve prenderlo la parte meno debole, non certo i pastori - nessuno può fare, né noi né il Governo, il prezzo. Ora ci sono le condizioni perché lo scenario è decisamente cambiato. Cerchiamo di risolvere l'emergenza ma abbiamo impostato per il futuro il lavoro perché queste situazioni non si ripetano più». Domani vertice alla Regione con tutti i portatori di interesse e il ministro GianMarco Centinaio. Si prosegue il lavoro sospeso a Roma. Per il 21 al ministero delle Politiche agricole alimentari vertice di filiera.

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