Storie impresa

Laura Biagiotti arruola gli artigiani del Lazio

di Nicoletta Picchio

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3' di lettura

Roman Renaissance. Due sole parole, il titolo dell'ultima sfilata, per esprimere molto di più: l’identità di una casa di moda romana, Laura Biagiotti, il legame con il territorio, il rinascimento come voglia di creatività e futuro, la figura del mecenate, con l’impegno verso l’arte.

«La storia della nostra azienda e della nostra famiglia sono strettamente legate a Roma, un rapporto che ricorda quello delle grandi famiglie rinascimentali». Lavinia Biagiotti è nel suo quartier generale a Guidonia, vicino Roma. Passato il momento clou della passerella, ora sta già organizzando la produzione degli abiti per la primavera-estate del 2021, quelli che hanno debuttato nella Piazza del Campidoglio il 13 settembre. E prepara il lancio di una nuova fragranza, Forever Touche d’Argent, un progetto che ha voluto confermare, nonostante le difficoltà legate alla pandemia.

Quella di Roma è stata la prima sfilata nella Capitale di pret-a-porter nei 55 anni di storia dell’azienda. E sarà in piazza del Campidoglio il nuovo restauro sponsorizzato dall’azienda, insieme a Intesa SanPaolo: il ripristino della Fontana della Dea Roma. Ultimo di una serie di interventi, che vanno dalla Scala Cordonata del Campidoglio e i due Dioscuri, alle fontane di piazza Farnese.

«Il Campidoglio è un palcoscenico internazionale, un simbolo della città a cui siamo fortemente legati. Siamo stati i primi a sfilare a porte chiuse all’inizio della pandemia, ora abbiamo scelto una piazza per essere di nuovo all’aperto con il pubblico». In piazza a Roma, presenza digitale a Milano, con un video sulla storia e sui progetti della casa di moda di cui ha preso il testimone.

L’Italia e la Capitale, quindi, come testimonia la bottiglia a forma di antica colonna del profumo Roma, che dal lancio, nel 1988, ha venduto 60 milioni di bottiglie. Ma anche mondo, con una vocazione internazionale che ha portato il marchio Laura Biagiotti in Cina, nel 1988, prima casa di moda italiana. E poi in Russia, nel 1995. Con abiti pensati, come diceva la mamma Laura, per essere messi in valigia e tirati fuori senza essere sgualciti, per una donna internazionale.

Lavinia Biagiotti, classe 1978, è la terza generazione: a creare l’azienda è stata la nonna Delia, e il suo compleanno è il 12 ottobre, lo stesso giorno della nonna. La mamma Laura la faceva salire in passerella a tre anni, per averla vicina il più possibile. Quando è morto suo padre lei, appena diciottenne, non ha avuto dubbi: dedicarsi all’azienda di famiglia.

«La nostra è una moda creata dalle donne per le donne. Tanto cashmere, che occupa poco spazio, anche per gli abiti da sera. E le tasche, piccole, nascoste – come ha spiegato nella conferenza stampa in Campidoglio, accanto al sindaco Virginia Raggi – per mettere qualche piccolo oggetto che ci può servire». Una moda di alto contenuto stilistico, ma che non comprime. «La donna deve sentirsi libera nella giornata, non deve percepire l’abito come un vincolo». Libera, illuminante e durevole. Sono le parole che ha scelto per la prossima collezione, il filo rosso di tutte le collezioni Biagiotti.

Ora con l’aggiunta del “made in Centro”: «una produzione a chilometro zero, valorizzando la filiera del Lazio, i laboratori che ci sono sul territorio. Vogliamo creare valore qui, rafforzare il made in Italy che è una bandiera nel mondo». Le sarte, gli artigiani, i laboratori: «un valore da non perdere e anzi da rafforzare». Ma anche tanta ricerca, sempre più all’avanguardia: nei tessuti, nei dettagli preziosi, come i cristalli montati su una rete che lasciano l’abito leggero e morbido. «Materiali pregiati e naturali», con attenzione all’ambiente e alla sostenibilità.

Lavinia, un nome latino scelto come omaggio alla tradizione, cita spesso una frase della mamma: «bisogna ogni volta ripartire da un foglio bianco». Una frase che è ancora più calzante dopo la chiusura dovuta al Covid, in una fase critica, in cui la pandemia condizionerà vendite e mercati ancora per mesi. Lavinia è presidente e amministratore delegato di Biagiotti Group. E dice con orgoglio di avere il 100% del capitale e di riuscire ad autofinanziarsi. Frutto di molto impegno, con le 30 collezioni che escono dall’azienda ogni sei mesi, tra abbigliamento, accessori, fragranze. I profumi, prodotti in collaborazione con Angelini, «sono un pilastro dell’azienda». Totalmente made in Italy, dalla produzione al vetro: «possiamo controllare la filiera ed esser più flessibili, circostanza importante in questa situazione congiunturale». Lo stesso vale nell’abbigliamento: «siamo in molti mercati, ma quello principale è l’Europa, specie la Germania. In questo periodo in cui è difficile spedire, un elemento favorevole».

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