elettrodomestici

Lavasciuga più delicate e meno energivore: ecco come sceglierle

Grazie ai progressi tecologici e le nuove normative, i nuovi modelli non consumano nemmeno la metà di quelle degli anni 90

di Paola Guidi


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Esattamente sessant’anni anni fa, nasceva, in Italia, la prima lavabiancheria moderna, automatica, con termostato, centrifuga, compatta e di costo accessibile. Si chiamava Automatic, la fabbricava la Candy, della famiglia Fumagalli, una vera rivoluzione femminile perché liberava la donna da fatiche quotidiane molto pesanti.

Con un particolare: la Automatic, a differenza dei rumorosi “cassoni” americani e tedeschi, assai costosi tra l’altro, con la sua centrifuga libera la donna da un’altra pesante operazione: la strizzatura della biancheria.

La lavasciuga fa tutto da sola

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Oggi la centrifuga arriva, grazie a motori smart e a sensori sofisticati governati da algoritmi come l’ultimo modello della Whirlpool, a togliere quasi tutta l'acqua dai tessuti senza rovinarne le fibre. E, per chi ha la necessità di trovare un bucato finito e completo con pochissime pieghe, oggi le soluzioni sono due: la lavasciuga e la asciugatrice. Che, grazie alle normative europee sull'efficienza energetica, non consumano nemmeno la metà di quelle degli anni 90.

Per di più l'asciugatura oggi è alimentata, in molti modelli, da una pompa di calore così da ridurre al minimo i consumi. La lavasciuga risolve un problema comune ai piccoli bagni, quello dello spazio, evitando lunghe teorie di panni stesi e risparmiando faticose manovre.

E poiché sono nettamente diminuiti i consumi, che erano alquanto elevati (non meno di 2 kWh), le vendite si sono destagionalizzate e sono aumentate: nel 2019, secondo GFK, le lavasciuga hanno registrato un +13% mentre la produzione delle asciugatrici ha visto un’impennata del 21,1 per cento (dati Applia Italia).

Come è noto la capacità di lavaggio dell’asciugabiancheria è superiore a quella dell’asciugatura e quindi in alcuni casi occorre togliere parte del bucato dalla vasca. Il rapporto parte da 5kg di lavaggio con 2,5 in asciugatura per arrivare sino alle grandi macchine da 12 kg che asciugano 8 kg di biancheria.

Rispetto all’asciugatrice, la lavasciuga richiede, secondo la nostra esperienza, tempi più lunghi soprattutto per i capi di cotone e va considerato anche un fattore che quasi nessuno descrive nelle istruzioni d’uso: un maggior consumo d’acqua fredda necessario per condensare l’aria calda estratta dai tessuti. Essendoci poco spazio, si forma una concentrazione di calore che richiede un consumo notevole d’acqua, superiore a quello di una asciugatrice.

Per chi ha un solo bagno o un secondo bagno molto piccolo due le soluzioni alternative: sistemare innanzitutto i due apparecchi in colonna (e Meliconi proprone robusti kit con ripiani, cassetti, rialzi) oppure acquistare un nuovissimo apparecchio della Candy, la Slim Smart che asciuga sino a 7 kg di bucato in soli 46 cm di profondità, impilabile, tra l’altro, anche su una lavatrice da 40 cm.

Per chi invece ha spazio e deve “trattare” grandi bucati, con capi molto delicati e di diversi tessuti, la nuova AEG della Serie 9000 (10 e 6 kg), asciuga la seta con grande delicatezza con cicli a basse temperature a controllo elettronico dei movimenti del cestello, un trattamento che viene modulato in base al tessuto.
Collegando l’apparecchio alla App MyAEGCare,è possibile comunque trovare il bucato pronto al rientro, controllandone in remoto le diverse fasi.

Da notare che la lavasciuga LG Vivace prevede cicli antiallergici e antipiega con il vapore, ha un sistema molto evoluto di riconoscimento non solo del peso ma anche del tipo di tessuto ed è comandabile anche a voce, con la Alexa.

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