smartworking

Lavorare da casa senza pesare sulla bolletta

Restare a casa h24 significa aumentare, talvolta in maniera considerevole, i consumi di luce, acqua e gas. Per evitarlo basta riorganizzarsi. Qualche consiglio su come fare.

di Maria Chiara Voci


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(unclepodger - stock.adobe.com)

3' di lettura

Riorganizzare le abitudini, i ritmi, ma - anche - la gestione dei consumi. Se la casa è diventata il luogo di vita degli italiani h24 in questi giorni di emergenza, vale la pena di riflettere su come sia possibile tagliare i costi in bolletta. Leggendo e documentandosi, cercando di usare bene gli elettrodomestici ed evitando ogni forma di spreco. Non solo per evitare brutte sorprese fra qualche settimana, quando arriverà il conto dei consumi familiari di acqua, luce e gas.
Ma anche come buona pratica da mantenere nel futuro a vantaggio dell’ambiente e del portafoglio.

Partiamo dalla luce. Per chi lavora in smart working, un buon consiglio è posizionare la propria “scrivania” casalinga in un luogo luminoso, aprendo bene ogni mattina le imposte e spostando eventuali tende e tendoni. Meglio accedere le luci a Led (se le abbiamo): rispetto alle lampade a incandescenza abbattono i consumi fino al 50 per cento. Essenziale è la gestione dei dispositivi elettronici. Computer fissi e portatili, tablet e telefonini vanno usati bene. «Un’accortezza che pochi hanno – spiega Andrea Pucci di Tecnocube, azienda informatica di Torino – è quella di eliminare gli screensaver e di impostare, in sostituzione, lo spegnimento del monitor. Per pause oltre l’ora, è possibile mandare in ibernazione il computer così da preservare la sessione di lavoro, che sarà avviata più velocemente dal punto in cui era stata lasciata, usando una funzione specifica presente in tutti i sistemi operativi moderni. In alternativa, meglio spegnere ciò che non si usa, staccando anche l’alimentatore. Durante l’attività è possibile impostare manualmente criteri di risparmio energetico, ad esempio regolare la luminosità dello schermo». Per ciò che riguarda gli elettrodomestici, occorre prestare attenzione a spegnere a fine uso televisori, forni a microonde, aspirapolvere: magari regolando la funzione anche da un unico interruttore. Per chi in casa ha uno o più sistemi domotici installati, è il tempo di leggere bene ogni istruzione d’uso se non si è avuto modo di farlo in precedenza.

L’efficienza passa quindi dal riscaldamento: il presupposto ovviamente è avere un sistema efficiente e di ultima generazione. Ma poi la palla passa all'utente. Che può, per iniziare, regolare bene le valvole dei termosifoni, fino a chiuderle nelle stanze meno utilizzate o nei giorni in cui la temperatura mite di questa primavera lo consente. «Laddove il sistema lo consente, come per il nostro recente modello City Top – spiega Giovanni Fontana, responsabile consulenza tecnica di Italtherm, azienda italiana che si occupa della produzione di impianti di riscaldamento e raffrescamento – il sistema di modulazione, superiore a 1:20, permette di ridurre drasticamente il numero accensioni e spegnimenti e di conseguenza, di limitare notevolmente i consumi di gas e di emissioni inquinanti». Se da più parti arriva l’appello ad aprire durante la giornata le finestre, per il ricambio di aria indoor, va considerato che quanto il riscaldamento è acceso però bastano pochi minuti ad intervalli periodici per riequilibrare i livelli di ossigeno e anidride carbonica in un ambiente. Evitando le dispersioni di calore.
Infine – non meno importante – va gestito con oculatezza lo spreco di acqua. Fredda e calda. Spegnendo sempre il rubinetto senza lasciar scorrere invano il flusso. Utilizzando gli elettrodomestici per una pulizia profonda di piatti e vestiti. E cercando di accorciare, anche di poco, i tempi della doccia. «Laddove possibile – prosegue Fontana – è meglio sempre regolare la temperatura dell’acqua calda direttamente dall'apparecchio, evitando di tenere un massimo troppo elevato, per poi dover miscelare con acqua fredda al fine di raggiungere i gradi ottimali. Per ogni litro di acqua riscaldato con un grado in meno si risparmiano teoricamente circa 1,163 Wh, per ogni doccia circa 140 Wh. Moltiplicando per 5 docce a settimana sono 700 Wh, 52 settimane in un anno sono 36,4 kWh risparmiati. Stiamo parlando di un piccolo sacrificio per un vantaggio diretto».

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