l’esperimento in baviera

Lavorare meno ma senza social e pausa pranzo. Succede in Germania

di Biagio Simonetta


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3' di lettura

La riduzione dell’orario lavorativo è una discussione sempre aperta. Un argomento che ha a che fare con la qualità della vita, col tempo da passare in famiglia, con gli hobby. Le classiche 40 ore settimanali piacciono sempre di meno, e la diffusione – nei settori che lo rendono possibile – dello smart working ne è una prova lampante.

Sempre più spesso, infatti, la digitalizzazione offre strumenti per operare ovunque, smontando l’idea di ufficio come unico posto dove poter lavorare.

E se invece fosse proprio il digitale il problema? L’idea di un’azienda tedesca, raccontata dal quotidiano Die Welt, ha dell’originale. E punta il dito proprio contro una parte del mondo digitale. Più in particolare i social network e tutto il mondo che ruota attorno alle nuove piattaforme, spesso ritenuti strumenti di distrazione.

Da qui un nuovo concetto di orario di lavoro, basato su parametri di ore nette. Dove nette sta per lontani dalla propria vita digitale, con la possibilità di ridurre l’orario lavorativo da quaranta a trenta ore settimanali. Ma vediamolo nel dettaglio.

L’azienda si chiama Jobroller ed è situata a Straubing, in Baviera. Circa quarantacinquemila anime a 140 chilometri da Monaco. L’idea venuta ai suoi manager consiste nel ridurre l’orario lavorativo di due ore al giorno: sei anziché otto. Che in una settimana sono dieci ore in meno (trenta anziché le canoniche quaranta, come detto). Per godere della riduzione, però, è necessario che i dipendenti accettino due regole severe ma allo stesso tempo abbastanza semplici. Le sei ore di lavoro quotidiano devono essere svolte senza pausa pranzo (al massimo uno stop per un rapido caffè). E i dipendenti devono accettare di disconnettersi da ogni account personale prima di iniziare a lavorare. Durante le sei ore, dunque, niente accesso ai propri canali social, nessun messaggio su WhatsApp o altre piattaforme di messaggistica istantanea dal telefono personale, e nessuna email dal proprio account privato. Solo così, secondo il management dell’azienda, i dipendenti riescono a concentrarsi in modo totale sul lavoro e a non perdere tempo in altro. Tempo che viene recuperato tornando a casa due ore prima.

L’azienda si occupa di inserimento nel mondo del lavoro, attraverso una piattaforma (paradossalmente) online. I turni offerti ai suoi dipendenti (una decina in tutto) sono due: dalle 8 del mattino alle 14, o dalle 11 alle 17. La turnazione da sei ore, previa disconnessione dai propri account, è attiva già dallo scorso febbraio. E a quanto pare la soddisfazione degli impiegati è massima. Anche perché, secondo un sondaggio citato dal Welt, il 53% dei cittadini tedeschi desidera che la giornata lavorativa sia più breve, anche a fronte di una riduzione dello stipendio. La ricerca sostiene che gli intervistati preferiscano più tempo per la famiglia, per lo sport e per gli hobby.

Il proprietario della Jobroller si chiama di Guenter Dillig, ed è quello che ha avuto l’idea dell’orario netto. «Alla fine ciò che conta è il risultato», ha detto al quotidiano tedesco, aggiungendo che il tempo libero «è un bene primario». Dillig è convinto che se i suoi dipendenti sono più contenti col nuovo orario e rendono di più, e ha esortato altre aziende a provare il suo modello: «Mi piacerebbe che anche altri testassero questa turnazione. Noi andremo avanti così, anche perché i conti ci danno ragione».

La mia vita senza cellulare, tra famiglia e lavoro

La storia di questa azienda tedesca apre, dunque, l’ennesima discussione sul taglio dell’orario lavorativo. La distrazione da social network sul posto di lavoro, del resto, è un tema molto dibattuto. E la soluzione proposta dalla Jobroller è sicuramente interessante. Soprattutto se è economicamente sostenibile.

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