mercato dell’arte

Lavori su carta e opere di artiste da record a New York

di Giovanni Gasparini


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Pieter Claesz. Still Life of Lemons and Olives, Pewter Plates, a Roemer and a Façon-de-Venise wine Glass on a Ledge, signed in monogram and dated lower right: PC Ao .1629. oil on oak panel 17 1/2 by 24 in.; 44.5 by 61 cm.; Estimate $700/900,000. Sold for 2,535,000. RECORD FOR THE ARTIST AT AUCTION

5' di lettura

Grazie a diversi risultati sorprendenti, i cinque cataloghi di dipinti, disegni e oggetti d'arte europea dal Duecento all'Ottocento proposti da Sotheby's l'ultima settimana di gennaio hanno realizzato complessivamente ben 100 milioni di dollari, un risultato piuttosto elevato soprattutto in assenza di lotti aggiudicati oltre la soglia dei 10 milioni di dollari.

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La casa d'aste ha fatto notare come l'ultima volta che si è registrato il superamento di questa soglia da parte di Sotheby's è stata nell'ormai lontano 2011, a conferma della sostanziale tenuta di questo settore pur nelle avversità del mercato generale.
Poco oltre la metà del ricavo complessivo è dovuto ai 79 lotti del catalogo d'asta serale del 30 gennaio, venduto per i tre quarti, pari a 60 lotti per un controvalore di 52,7 milioni di dollari, preceduto, nella stessa giornata, da una sorprendente asta di lavori su carta i cui 110 lotti venduti su 162 (oltre i due terzi per numero) hanno portato 15 milioni di $, oltre le aspettative grazie a tre vere e proprie sorprese, contese fino a superare di gran lunga le stime pre-asta.
Il giorno successivo, il 31 gennaio, il catalogo di dipinti e sculture di minor valore di ben 203 lotti riportava un ricavo di altri 10,8 milioni di $, grazie a 126 opere passate di mano (il 62% per numero), fra cui – anche in questo caso – un paio di sorprese hanno decuplicato le stime.
Il 1 febbraio a conclusione della settimana l'asta di arte europea dell'Ottocento ha realizzato 16,1 milioni di $, con oltre tre quarti di lotti venduti sui 217 proposti (51 invenduti), tre lavori oltre la soglia del milione di dollari e ben tre record per altrettanti artisti, fra cui due pittrici che superano la soglia del mezzo milione raddoppiando e triplicando le rispettive stime.

Record e sorprese per i lavori su carta. La settimana è partita con i migliori auspici grazie al prezzo record raggiunto da un disegno di Rubens, uno studio di nudo maschile di buone dimensioni, una figura dinamica che l'artista riprenderà in diverse composizioni di carattere religioso, già facente parte della maestosa collezione di Guglielmo II d'Olanda.
La combinazione di questi fattori ha contribuito a superare agilmente la stima di 2,5-3,5 milioni di dollari per fermarsi a 8,2 milioni, valori solitamente raggiunti da opere ad olio su tela di una certa importanza, e raramente associate a lavori su carta.
Il disegno di Rubens non è stata l'unica sorpresa dell'asta: ancor più clamorosi sono i risultati ottenuti dal secondo e terzo realizzo, anch'essi della stessa provenienza regale: rispettivamente un ritratto di giovane in matita rossa, attribuito al Carracci (ed in precedenza al Domenichino), che ha sfiorato il milione e mezzo di dollari da una stima di 35-45mila $, pari a oltre trenta volte la stima, e un disegno del XVI secolo raffigurante la celeberrima dispersa ‘Battaglia di Anghiari' composta da Leonardo e oggetto di moltissimi studi e riproduzioni coeve, che è passato di mano a 795mila $, oltre trenta volte la stima bassa.
Lo stesso prezzo è stato raggiunto da un disegno di Raffaello, uno schizzo raffigurante un soldato in divisa, che però, non ha raggiunto la stima bassa di 800mila $.
Gli 11 lavori su carta già della collezione reale di Guglielmo II hanno portato un ricavo totale di 11 milioni di $, pari a tre volte la stima pre-asta di 3,7 milioni.
Fra le sorprese dell'asta giornaliera spicca un altro lavoro di seguaci di Leonardo, una ‘Mona Lisa' del XVII secolo che ha raggiunto l'astronomica cifra di 1,7 milioni di dollari, da una stima di 80-120mila $; un altro lavoro su tela attribuito a Valentin de Boulogne raffigurante un pastorello ha decuplicato la stima di 40-60mila $ per sfiorare 580mila $: si tratta forse di speculazioni e scommesse di ri-attribuzioni a mano importanti.

Il riscatto delle artiste. A conferma dei recenti trend nell'arte moderna, anche nell'arte classica si assiste alla ‘riscoperta' o meglio rivalutazione delle opere di artiste donne che, come fa notare il catalogo dell'asta serale in cui si presenta un nucleo di 11 lavori, non hanno avuto storicamente vita facile nell'affermarsi.
Questa strategia di marketing sembra aver individuato una nicchia promettente, grazie anche alla rarità relativa delle opere prodotte.
Un grande ritratto di oltre due metri per uno del principe indiano Muhammad Dervish Khan, dipinto da Elisabeth-Louise Vigee Le Brun (moglie del noto artista Jean-Baptiste Pierre Le Brun) appena un anno prima della Rivoluzione francese, ha superato agilmente la stima di 4-6 milioni di $ per fermarsi a 7,2 milioni, nuovo record per l'artista e prezzo più elevato del catalogo d'asta serale.
Realizzo record anche per l'artista milanese Fede Galizia, attiva all'inizio del Seicento, con una caratteristica minuta ma dettagliatissima Natura morta con frutta, una delle circa 20 note, che conferma la stima bassa di 2-3 milioni finendo probabilmente al garante di parte terza per 2,4 milioni di $, senza rilanci.
Prezzi record anche per l'inglese Angelica Kauffmann con un ritratto di rampolli di nobili origini che è passato di mano a 915mila $ (da una stima di 800mila) e Giulia Lama con un dittico rappresentate una storia biblica che ha sfiorato il mezzo milione di dollari.
Gli 11 lavori femminili nel catalogo serale hanno portato un ricavo totale di 14,6 milioni di dollari, con due lavori minori invenduti (Marie-Victorie Lemoine e Michaelina Wautier, con ritratti stimati 60-80mila $ ciascuno).
Nell‘ambito dell'arte dell'Ottocento due artiste ottengono prezzi record, rispettivamente Elizabeth Jane Gardner Bouguereau con l'opera ‘Le Captive' che raddoppia la stima bassa sfiorando i 600mila $, e Virginie Demont-Breton, con una scena marina aggiudicata a 543mila $ da una stima di 100-150mila $.

Pittura Olandese sempre ricercata. Al di là dei record al femminile, il catalogo serale ha confermato la preponderanza del mercato dei pittori dei Paesi Bassi fra i primi realizzi, con un piccolo ma vivacissimo lavoro su rame di Wtewael, ‘Il banchetto degli Dei' che ha sfiorato 6 milioni di dollari entro la stima di 5-7 milioni, nonché una scena marina di Jan van de Cappelle che è passato di mano a 4,8 milioni da una stima di 4-6 milioni di $, una Natura morta di Bosschaert il Vecchio a olio su rame aggiudicata per 3 milioni, a metà della stima di 2,5-3,5 milioni di $, ed un'altra Natura morta, questa volta su tela di Pieter Claesz, che ha superato di gran lunga la stima alta di 900mila $ per essere aggiudicata a 2,5 milioni, nuovo record per l'artista olandese, mentre una Natura morta dello specialista iberico del settore, Luis Melendez, è rimasta invenduta dalla stima di 1,5-2 milioni di $.

Gli artisti italiani. Oltre alle già citate donne, spiccano due ottimi risultati per un olio su alabastro di Orazio Gentileschi che ha spuntato 3,2 milioni di $ con una drammatica ‘Caduta degli Angeli Ribelli' e un ‘fondo oro' del discepolo di Giotto, Taddeo Gaddi raffigurante Sant'Antonio Abate, già parte di una pala d'altare fiorentina, che ha superato ampiamente la stima alta fermandosi a 2 milioni di $. Un lavoro della figlia di Orazio, Artemisia Gentileschi, è passata di mano a 615mila $, appena oltre la stima alta.

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