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Lavori in casa, il calendario (e i tranelli) dello sconto in fattura

Dalla realizzazione dei lavori fino alla cessione, passando per la comunicazione alle Entrate. Il nuovo strumento richiede da una serie di adempimenti che è necessario conoscere

di Cristiano Dell'Oste e Giuseppe Latour


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(Marka)

3' di lettura

Prime comunicazioni alle Entrate dal prossimo 16 ottobre. Fino al termine massimo del 28 febbraio 2020, che apre la strada al trasferimento dei bonus ai fornitori. E, in mezzo, una serie di passaggi da considerare, dal momento in cui si ottiene materialmente lo sconto fino al momento nel quale inizia la fruizione delle detrazioni: probabile, calendario alla mano, che la massima concentrazione di comunicazioni arriverà a gennaio 2020. Lo sconto in fattura per i lavori in casa, attivato pochi giorni fa dall’agenzia delle Entrate, passa da una lista di adempimenti che è necessario conoscere.

PER APPROFONDIRE / Lavori in casa, la guida completa allo sconto in fattura

Cos’è lo sconto in fattura
Lo sconto in fattura consiste nella possibilità di ottenere, per alcuni lavori effettuati in casa, il proprio sconto fiscale da subito, in anticipo rispetto ai dieci anni consueti. Ad anticipare la liquidità che serve a questa operazione sarà il fornitore. Quindi, anziché pagare 100, in caso di ecobonus sarà possibile pagare 50, ottenendo da subito in fattura lo sconto del restante 50%. Ci sono, però, alcuni passaggi da considerare.

La fase uno: il 1° maggio
Partiamo, allora, dal calendario. La prima data chiave è il 1° maggio del 2019, data di entrata in vigore del decreto crescita. È per gli interventi successivi a questa data che è possibile richiedere lo sconto in fattura.
Il primo passaggio è l’operazione di acquisto, che segue alcune regole particolari.

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La fattura scontata, infatti, non avrà un imponibile Iva ridotto. Il fornitore dovrà compilare una fattura normale, con l’importo complessivo, indicando a parte lo sconto che, per legge, dovrà essere pari alla detrazione prevista per le diverse tipologie di intervento. Non sono possibili deroghe: importante ricordarlo.

La fase due: la comunicazione
Una volta effettuato il pagamento, che segue le consuete regole di tracciabilità (andrà quindi eseguito con bonifico parlante), si passa alla fase successiva: quella della comunicazione da parte del cliente. Si parte il prossimo 16 ottobre con le prime comunicazioni e si arriva al massimo fino al 28 febbraio del 2020.

Qui, però, va considerato un elemento: secondo quanto spiega l’agenzia, l’importo della detrazione da cedere viene calcolato tenendo conto delle spese totali sostenute nel periodo di imposta. Dato che il periodo di imposta si chiude al 31 dicembre, ci sarà la tendenza dei cittadini ad effettuare la comunicazione solo dopo questa data.

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La fase tre: la compensazione
C’è da aspettarsi, allora, che la gran parte delle comunicazioni dei clienti avvenga nel mese di gennaio. Dopo la comunicazione, il contribuente si chiama fuori dai giochi. Qui, infatti, entra in gioco la regola per la quale il fornitore recupera il suo importo sotto forma di credito d’imposta (da utilizzare esclusivamente in compensazione), a decorrere dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata la comunicazione, in cinque quote annuali di pari importo.

Quindi, nella nostra ipotesi (massima concentrazione delle comunicazioni a gennaio 2020) il credito di imposta potrà essere inserito in F24 dal fornitore a partire dal 10 febbraio del 2020. Le cinque quote annuali andranno, con il tempo, recuperate tra il 2020 e il 2024.

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Le clausole
Un aspetto rilevante dell’operazione sarà quello contrattuale. C’è da aspettarsi che diverse questioni vengano, infatti, risolte con clausole speciali. Ad esempio, bisogna considerare che lo sconto sarà riconosciuto dal fornitore all’atto dell’emissione della fattura, prima che il cliente abbia effettuato la comunicazione, esponendo le imprese al rischio del mancato incasso e del mancato riconoscimento del credito.

Possibile, allora, che venga richiesta una fidejussione o che venga inserita nel contratto una clausola di rivalsa: il consiglio è di informarsi in maniera attenta. Anche se c’è una strada più semplice. Il fornitore, infatti, potrebbe offrire al proprio cliente un servizio in più: effettuare la comunicazione per suo conto. Mettendosi così al riparo da sorprese.

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