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Lavori in casa: sconto in fattura cancellato, resta solo per i grandi interventi

Lo strumento che consente di ottenere immediatamente uno sconto pari al valore delle detrazioni casa salta per gli interventi più piccoli ma resta sopra i 200mila euro

di Giuseppe Latour

Casa, ecco tutti gli sconti fiscali per i lavori

Lo strumento che consente di ottenere immediatamente uno sconto pari al valore delle detrazioni casa salta per gli interventi più piccoli ma resta sopra i 200mila euro


3' di lettura

Lo sconto in fattura salta per i lavori più piccoli ma viene ripristinato sopra la soglia di 200mila euro. Lo ha deciso la commissione Bilancio del Senato, con due emendamenti alla manovra, rivedendo in parte la prima decisione, che puntava alla cancellazione completa del meccanismo. Dal primo gennaio, comunque, per la grande maggioranza dei lavori non sarà più possibile ottenere dal proprio fornitore l’anticipo, al momento dell’acquisto, dell’esatto importo del bonus fiscale collegato a quell’investimento. Resta aperta solo la strada della cessione del credito.

La prima correzione
L’emendamento che ha posto la parola fine alla breve vita della misura ha come prima firmataria Roberta Toffanin di Forza Italia. La scelta, anziché correggere il meccanismo, come era stato ipotizzato nelle scorse settimane da più parti, è molto più estrema: cancellarlo in blocco.

Cosa è previsto
Quindi, dal primo gennaio prossimo non sarà più in vigore la regola secondo la quale - come spiegava il decreto crescita - per gli interventi di efficienza energetica e di messa in sicurezza antisismica il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto dei bonus, per un contributo di pari ammontare, «sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi», da incassare poi come credito di imposta in cinque rate.

La seconda correzione
Con un secondo emendamento, però, è stata prevista una eccezione. Lo sconto in fattura dal primo gennaio sarà ammesso per gli interventi di ristrutturazione «importante di primo livello» sulle parti comuni degli edifici condominiali, con un importo superiore a 200mila euro. Restano nel perimetro della misura, quindi, tutti i grandi lavori. In questi casi, al posto della detrazione, sarà possibile avere uno sconto immediato in fattura. Il fornitore potrà recuperarlo in cinque quote annuali.

Le polemiche
La cancellazione per i piccoli interventi non arriva a sorpresa. Nei mesi scorsi, infatti, molte associazioni di imprese avevano segnalato le distorsioni prodotte dalla norma. La sua applicazione tagliava fuori dal mercato i più piccoli, perché per offrire lo sconto in fattura era necessaria una grande capienza fiscale. Anche l’Antitrust, in diverse segnalazioni, aveva denunciato il problema.

Le prospettive
Adesso resta solo la possibilità, per i cittadini, di usare un altro strumento per gli interventi minori: la cessione del credito. Questa, però, ha qualche complessità in più, perché non prevede un collegamento diretto tra il bonus e la somma incassata dal contribuente. La novità, comunque, sarà in vigore dal primo gennaio.

Le reazioni
Soddisfazione arriva da diverse associazioni. Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, spiega che la sua associazione ha vinto «una importante battaglia per eliminare una misura dannosa per le nostre imprese e che avrebbe messo a rischio interi settori. Orgogliosi di questo grande risultato».

Per il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti «il parlamento ha compreso le nostre ragioni e la necessità di ristabilire nel mercato corrette condizioni di concorrenza che non penalizzino gli artigiani e le piccole imprese». Anche per Cna è «una grande vittoria. La nostra confederazione ha combattuto questa iattura per artigiani e piccole imprese fin dall’inizio e per lungo tempo da sola».

Per Pietro Gimelli, direttore generale di Unicmi, «questo risultato è frutto di una sinergia operativa tra tutte le associazioni del comparto che porta finalmente chiarezza sul mercato, permettendo di orientare l’offerta sulla reale qualità dei prodotti».

Ance: rimodulare, non cancellare
Diversa la posizione del presidente dell’Ance, Gabriele Buia per il quale «la cancellazione totale del meccanismo dello sconto in fattura rappresenta un danno per i cittadini e le imprese». Nell’assetto attuale ci sono delle criticità: «Giusta dunque una rimodulazione per tutelare il lavoro delle piccole imprese ma non una cancellazione totale, occorre una soluzione di equilibrio». Il ripristino per i grandi lavori va proprio in questa direzione.

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