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Lavori in casa: sconto in fattura a rischio da gennaio

Nella prossima legge di Bilancio saranno inserite correzioni allo strumento introdotto dal decreto crescita. Dal 2020, allora, la misura potrebbe diventare meno conveniente

di Cristiano Dell'Oste e Giuseppe Latour


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Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli (Ansa)

3' di lettura

Dal cambio delle finestre agli altri lavori in casa, meglio affrettarsi a utilizzare lo sconto in fattura. Perché l’opportunità potrebbe non ripresentarsi identica nel 2020. La possibilità di ottenere il bonus fiscale sotto forma di riduzione del prezzo (anziché recuperarlo in dieci anni con la dichiarazione dei redditi) sarà sottoposta a un robusto tagliando con la legge di Bilancio che sta prendendo forma in questi giorni.

Lo ha spiegato giovedì 9 ottobre in Senato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Per diversi interventi, allora, l’anticipo potrebbe essere cancellato o reso meno conveniente.

La chance dello sconto
Il meccanismo, attivato dal decreto crescita (Dl 34/2019), prevede che il fornitore (ad esempio, l’installatore di infissi) faccia al cliente uno sconto di importo pari all’ammontare della detrazione fiscale, anticipando la liquidità. Perciò, anziché pagare 100, ad esempio in caso di ecobonus per la sostituzione dei serramenti, sarà possibile versare 50, ottenendo da subito in fattura lo sconto del restante 50 per cento. 

Si tratta di una novità che nei mesi scorsi è stata molto contestata: tende infatti a favorire le società più strutturate rispetto alle Pmi. Nonostante la perplessità delle imprese, nelle ultime settimane le prime offerte hanno iniziato ad arrivare sul mercato. Soprattutto per l’installazione di infissi. Sono ormai diversi i fornitori - comprese alcune catene della grande distribuzione - che propongono finestre “a metà prezzo”. Ecco perché, anche alla luce delle modifiche in arrivo, è opportuno fare con molta attenzione i propri calcoli.


Forfettari e altri interessati
L’attenzione è d’obbligo soprattutto per i contribuenti che non possono o non vogliono sfruttare le detrazioni in formula classica, per le quali una proroga è già stata annunciata dal Governo. Ci si riferisce, in particolare, a chi non ha denaro da investire nei lavori (e non accede a finanziamenti), ma anche ai contribuenti a basso reddito (incapienti) o a chi applica regimi fiscali sostitutivi (forfettari, soggetti che applica prevalentemente la cedolare secca).

Le parole di Patuanelli
Il ministro Patuanelli ha fatto capire di essere intenzionato a mantenere invariato il provvedimento per gli interventi più strutturati, come la riqualificazione globale degli edifici. Mentre, per le opere minori, si punta a «garantire la sostenibilità delle piccole imprese che non sono capienti». Al momento è possibile fare solo ipotesi sulla direzione che prenderanno queste tracce di lavoro. Di certo, però, c’è che l’articolo 10 del decreto sarà modificato con la manovra. Questo vuol dire che lo sconto in fattura disponibile oggi potrebbe non esserlo più da gennaio 2020.

Gli scenari possibili
Lo sconto potrebbe essere escluso per alcuni interventi. Oppure, si potrebbe decidere di sganciare l’ammontare dello sconto dall’importo della detrazione: in questo modo, nell’esempio di prima, il cliente potrebbe trovarsi a scegliere - poniamo - tra pagare 100 e detrarre 5 all’anno per 10 anni (formula classica) oppure pagare 60 e chiudere così il risparmio con il Fisco. Per blindarsi da ogni novità, allora, può essere meglio utilizzare lo sconto subito, qualora ce ne sia possibilità.

Anche perché, con il passare del tempo, la capienza fiscale delle imprese, in grado di offrire ai propri clienti l’incentivo, tenderà ad assottigliarsi. Quindi, comunque con il passare del tempo gli spazi per ottenere lo sconto in fattura saranno inevitabilmente sempre più stretti.

Lo sconto solo apparente
Nel valutare la scelta dello sconto bisogna poi fare attenzione alla base di calcolo su cui viene applicato. Per legge la riduzione deve essere pari alla percentuale di detrazione. Ma il fornitore accetta comunque di ridurre un prezzo attuale in cambio di un credito d’imposta a recupero decennale. Con una sorta di “esposizione” temporale che qualche fornitore avere la tentazione di recuperare alzando il prezzo di partenza: tornando al solito esempio, se il prezzo da scontare diventa 110, ci si trova a pagare 55; e a quel punto la formula classica della detrazione (100 con detrazioni di 50) torna competitiva.

Per approfondire:

La guida completa allo sconto in fattura
Lo sconto in fattura parte subito
Lavori in casa, come ottenere subito lo sconto in fattura

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