Generazione Zero

Lavoro, il 29% dei giovani vede il proprio futuro professionale all’estero

I risultati dell’ultima indagine condotta dall’osservatorio politiche giovanili della Fondazione Bruno Visentini

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

(luckybusiness - stock.adobe.com)

3' di lettura

Quasi tre giovani su dieci vedono il proprio futuro fuori dall’Italia. Due su 10 hanno un fratello o una sorella Neet. Il principale fattore di angoscia risiede nel ricercare un lavoro soddisfacente. Cresce l’attenzione sui percorsi di scuola-formazione e lavoro, considerati sempre più prioritari.

Un identikit delle aspirazioni e delle preoccupazioni della cosiddetta Generazione Zero è tracciato nell’indagine realizzata tra maggio e luglio 2021 tra 3.023 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni della scuola secondaria di II grado, dall’osservatorio politiche giovanili della Fondazione Bruno Visentini.

Loading...

Le difficoltà sono confermate dall’Indicatore del divario generazionale che rileva il ritardo accumulato dalle nuove generazioni rispetto alle precedenti, nel raggiungimento dell’indipendenza economica e sociale, che nel 2020 ha raggiunto il record di 142 punti mai toccato dal 2006 (si veda l’articolo in pagina). Sono numeri del IV Rapporto 2021 presentato questa mattina alla Luiss: sono previsti interventi dei ministri Andrea Orlando (Lavoro), Fabiana Dadone (Politiche giovanili), Mara Carfagna (Politiche territoriali) e dei rappresentanti delle parti sociali.

È stato domandato agli oltre 3mila studenti se fosse presente nel loro nucleo familiare una sorella o un fratello Neet, che non studia, non segue una formazione professionale e non lavora: la risposta affermativa di due studenti su dieci è la più alta, considerando i precedenti questionari 2019 e 2020 e trova riscontro nel dato nazionale. Alla domanda su dove si collocano nel 2030, il 71,5% degli intervistati dichiara di immaginare il proprio futuro in Italia - in un’altra regione italiana (33,6%), nella propria città (22,2%), nella propria regione ma in un’altra città (15,7%) - il 28,5% vede il proprio futuro all’estero, in un altro Paese europeo (17%) o fuori dall’Europa (11,5%).

Sui temi, fonte di ansia e preoccupazioni per il futuro, i giovani potevano esprimere tre opzioni. Il principale fattore di angoscia risiede nel ricercare un lavoro che risulti soddisfacente, argomento scelto da circa il 10% in più dei giovani rispetto alle altre opzioni di risposta. Il secondo e il terzo risultato della classifica riguardano il raggiungimento dell’autonomia finanziaria individuale oppure è relativo a soddisfare il benessere del nucleo di appartenenza o alla costruzione di una propria famiglia.

In tema di formazione-lavoro, ai “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” - l’ex alternanza scuola-lavoro-, ha partecipato il 43% del campione di studenti. Tra questi il 67% si dice parzialmente o totalmente soddisfatto dell’esperienza, mentre i restanti si suddividono equamente tra chi non è molto soddisfatto e chi non lo è per nulla.

Tra gli ambiti da porre in cima all’agenda politica nazionale, su dieci studenti tre hanno dichiarato prioritario il tema della scuola, della formazione e del lavoro, due l’ambito dello sviluppo economico e dell’innovazione, due la sostenibilità ambientale e la salute. Seguono l’inclusione sociale e un’equa integrazione che non lasci nessuno indietro (16,4%), la parità di genere (10,3%), la lotta alla criminalità, compresi i crimini informatici (3,9%). Rispetto all’indagine del 2020, nel 2021 è aumentata la richiesta di maggiore attenzione sul fronte della scuola-formazione-lavoro (+10%), dell’equità di genere (+7,6%) e dell’inclusione sociale (+7,2%).

Nell’agenda politica locale del proprio comune, al primo posto gli studenti pongono la questione ambientale e climatica, con la richiesta di ridurre l’inquinamento e il degrado ambientale. Al secondo posto chiedono che venga rafforzata la crescita economica locale, seguita dalla richiesta di creazione di spazi dedicati ai giovani. Dal 2020 al 2021 le risposte sulla priorità della sostenibilità ambientale nelle agende politiche locali sono diminuite in favore della richiesta al rafforzamento economico locale.

Infine, quasi otto ragazzi su dieci si dicono «fiduciosi» nel futuro, e più della metà del campione di intervistati si sente tendenzialmente ottimista per il proprio futuro. Il 25% è assolutamente positivo sul proprio avvenire, una quota quasi pari a coloro che sono tendenzialmente e assolutamente negativi. La coorte di chi esprime pessimismo è di due ragazzi su dieci, in calo di 4 punti percentuali rispetto ai risultati del 2020. L’ottimismo dei giovani non è ancora ritornato ai livelli pre-pandemici del 2019 (l’82% esprimeva fiducia nel futuro).

IL DIVARIO GENERAZIONALE
Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti